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COME LANCIARE LE NOSTRE ESCHE PIU’ LONTANO

In questo articolo voglio svelarvi degli accorgimenti che facciano capire come lanciare le nostre esche più lontano.

La nostra azione di pesca si può svolgere in una porzione di mare che è delimitata dalla nostra potenza di lancio. Un pescatore che non riesce a mettere le proprie esche oltre gli 80 metri avrà meno “porzione di mare” da sondare rispetto a chi lancia di più.

La soluzione più efficace è senza dubbio quella di imparare uno stile di lancio tecnico, come ad esempio il ground cast: come funziona questo lancio? Ecco un esempio pratico girato durante in mio corso di lancio a Sant’anna Arresi, che mostra il lancio da due angolazioni diverse in modo da poter osservare posizione delle braccia, dei piedi, delle gambe.

GUARDA QUESTO VIDEO DIMOSTRATIVO

 

Ebbene, questa soluzione pur essendo la più pratica sarà scartata perché reputo non bastino 10 milioni di parole per insegnare un lancio “in forma scritta”. Certe cose si imparano solo dal vivo, sotto osservazione di un esperto lanciatore (ad esempio vi suggerisco uno che secondo me è tra i più validi: Paolo Fiorenzano di Roma) che piano piano corregga gli errori di impostazione in base alle particolarità fisiche di chi sta imparando. Questo è il motivo per cui in questo blog non scriverò mai un articolo su come si lancia, pur avendone le basi.

Quello che farò sarà, invece, mettere in evidenza alcuni accorgimenti che messi assieme consentano di incrementare la propria distanza in pesca. Metterò anche in guardia sul non esagerare su alcuni parametri (ad esempio un filo troppo sottile nella bobina del mulinello) perché potrebbero portare a brutte esperienze, come ad esempio perdere una bella preda.

E allora per lanciare le nostre esche più lontano su quali parametri si può agire? Eccoli:

  • DIAMETRO DEL FILO IN BOBINA
  • LUNGHEZZA DEI BRACCIOLI
  • PESO DEL PIOMBO
  • INGOMBRO DELLE ESCHE
  • NUMERO DELLE ESCHE

I parametri come potete vedere non sono pochi, e ora li analizziamo tutti uno ad uno.

 

1-   DIAMETRO DEL FILO IN BOBINA

 

La differenza tra l’usare uno 0,18 in bobina e uno 0,28 è tanta se parliamo di prestazioni di lancio. Ovviamente non sarò io a dirvi “quanti” metri si guadagnano perché è una informazione che lascio dare ai guru del metro, però posso dirvi con certezza che diminuendo il diametro nel nylon nella nostra bobina le nostre prestazioni metriche aumentano (ovviamente a parità di canna, di lancio, di piombo, di esche, ecc).

Quali sono gli inconvenienti da evitare quando intendiamo agire su questo parametro? Ce lo dirà il mare quale sarà il limite da non superare! Se siamo di fronte ad un mare molto formato certamente non utilizzeremo uno 0,16 in bobina, o meglio, possiamo anche utilizzarlo ma ben consapevoli che se il piombo si insabbia, o se c’è un passaggio di alghe, o ancora peggio se si attacca una bella preda, il rischio di lasciare tutto in mare è elevato.

Ci sono anche delle situazioni “limite”, soprattutto quando si affrontano delle gare, per cui il rischio ne vale la candela: ad esempio se ad una certa fascia di pesca non riesco ad arrivare con l’assetto ottimale, posso rischiare un filo molto sottile perché è meglio giocarsi il rischio di perdere una preda piuttosto che non agganciarne neanche una! (mio papà diceva sempre: “meglio il 10% di qualcosa che il 100% di niente”).

Uno sguardo va dato anche alle esche che intendiamo utilizzare: se inneschiamo una seppia intera utilizzare fili troppo sottili in bobina è ugualmente rischioso! So che è una cosa banale, però preferisco scriverla piuttosto che darla per scontata.

 

2-   LUNGHEZZA DEI BRACCIOLI

 

Sembra una fesseria da poco, ma anche la lunghezza dei nostri finali influisce sulla prestazione del lancio. Un bracciolo troppo lungo durante il volo crea parecchio attrito, soprattutto quando inizia a ruotare intorno alla lenza madre, e questo è il motivo per cui quando devo fare distanza l’assetto che scelgo è ridottissimo: trave corto e braccioli corti come vedremo più avanti negli schemi delle montature che solitamente utilizzo in questi casi.

Esistono in commercio tanti accessori che possono consentire un lungo lancio anche con braccioli lunghi (i cosiddetti bait clip) ma personalmente non mi piace aggiungere degli accessori che quando lanci non sei sicuro che tengano (ad esempio l’amo si sgancia in volo), o che quando arrivano in acqua non si sgancino (ad esempio dopo 15 minuti recuperi il super bracciolo con l’amo ancora attaccato al bait clip. Per non parlare della mia maniacalità per la pulizia della montatura che vede queste cose come dei nemici pericolosi.

Tornando alla lunghezza dei braccioli, questa solitamente la contengo in due lunghezze:

  • 40/45 cm che utilizzo nel 90% dei casi in cui mi serve avere più distanza possibile
  • max 60 cm che uso nei restanti casi, e soprattutto quando mi rendo conto che quella lunghezza non mi crea problemi

Posso capire che un assetto così raccolto possa far storcere il naso, ma se vogliamo aumentare le nostre distanze questo “accorciamento” è fondamentale.

 

3-   PESO DEL PIOMBO

 

La variabile “piombo” è delicata, perché in ogni caso non bisogna perdere di vista quale canna stiamo utilizzando. Aumentare il peso del piombo è fondamentale quando a rallentarci è il vento, ma ci sono dei limiti imposti dall’attrezzatura e.. dalla nostra schiena! Quando abbiamo a che fare con un mare molto formato, e ci troviamo di fronte anche un bel vento frontale, queste due variabili vengono perfettamente affrontate dall’aumento del peso del piombo. Personalmente quando il vento contrario è forte raramente scendo sotto i 175 grammi…

Considerate che 150 grammi se utilizziamo tre esche col vento contrario sono quasi inutili… Però se diminuiamo il numero delle esche o le loro dimensioni allora possiamo considerare anche grammature del genere. Questo però è il tema del prossimo paragrafo.

 

4-   INGOMBRO DELLE ESCHE

 

Gli inneschi sono la parte più importante del sistema pescante, e sono anche la parte su cui personalmente pongo più attenzione. Solitamente l’innesco fa la selezione della taglia delle prede, per cui innesco grande = pesce grande, innesco piccolo = pesce piccolo (o anche pesce grande ma lo sforzo richiesto alla fortuna è molto più grande). Se però analizziamo l’ingombro dell’esca in chiave “distanza di lancio”, questo è meglio ridurlo di dimensione perché contribuisce non poco a “frenare” la nostra montatura in volo.

L’esempio che faccio sempre nei miei corsi di pesca è sempre rivolto alla sardina, ma si può fare con qualunque esca: immaginiamo di trovarci in una spiaggia bassa, per esempio come nelle spiagge dell’adriatico, e stiamo cercando di pescare le gallinelle con il tipico innesco di sardina mirato a fare selezione della taglia della preda: non vediamo una tocca, mentre quelli a fianco ne levano una ogni lancio… se il mio problema è che non raggiungo una fascia adatta alla loro cattura, posso ridurre il boccone di sardina, e all’occorrenza anche sacrificare un amo, e guadagnare quel tanto in più che mi fa aumentare le chance di cattura.

 

5-   NUMERO DELLE ESCHE

 

L’ultimo accorgimento su cui si può lavorare per lanciare le nostre esche più lontano consiste nell’agire sul numero di esche ospitate dalla nostra montatura. Solitamente vengono utilizzati al massimo 3 ami nella stessa montatura, e le rispettive tre esche possono avere la loro importanza sia per quanto riguarda le possibilità di cattura, ma anche per quanto riguarda la prestazione di lancio.

È vero che tre esche richiamano molto di più rispetto a due o una esca, ma la chiave di lettura di questo articolo è riuscire a guadagnare qualche metro agendo su più componenti possibile, e in questo caso il sacrificio anche di una sola esca può voler dire cominciare a catturare!!!

In ambito agonistico mi è capitato spesso dover ricorrere al sacrificio di una esca o addirittura due esche, ma quando si agisce sulle variabili che ho appena spiegato in questo servizio, e non ci sono risultati, allora vuol dire che è arrivato il momento di mettere in pratica queste soluzioni.

È inutile ostinarsi a lavorare sempre a tre ami per cercare la tripletta, quando con un amo in meno c’è il rischio che inizi a fare le doppiette. Tutto sta nel provare, e abituandosi a giocare con tutte queste variabili che vi ho appena illustrato vedrete che il vostro spazio di pesca davanti alla spiaggia aumenterà sensibilmente.

Ora per completare l’argomento vediamo la montatura che secondo il mio parere è la migliore da utilizzare per avere le migliori prestazioni di lancio.

 

Un assetto raccolto, già illustrato in occasione dell’articolo “l’azione di pesca col mare mosso”, che presenta il vantaggio di avere braccioli corti, e con il bracciolo superiore che non va a toccare la girella che usiamo per collegare la montatura allo sgancio dello shock leader. Ogni probabilità di garbuglio è ridotta al minimo, e la migliore configurazione possibile è quella a due ami, sacrificando quello “pescatore” (ossia quello vicino al piombo).

Come lanciare le nostre esche più lontano montatura H1 trave surfcasting

Montatura H1

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12 Commenti

  1. Corrado

    Ciao Roberto e grazie per questo blog che mi sta illuminando su svariati aspetti della pesca dalla spiaggia.
    Vengo al sodo e alla domanda che ti voglio fare. Pesco da diversi anni e solo adesso, dopo essermi fatto un po le ossa, vorrei iniziare ad utilizzare attrezzature un po più “tecniche” e quindi di conseguenza più costose. In particolare riguardo alle prestazioni delle canne, tu reputi, vista la tua esperienza, che un lancio eseguito con una canna in tre pezzi di una certa “levatura”, a parità di zavorra, montatura e “ometto che lancia”, possa dare metri in più rispetto ad una telescopica di fascia media? Oppure la differenza la fa il “manico” di chi lancia in entrambi i casi? In soldoni se io lancio 100mt con una telescopica, che vantaggio ho con una ad innesti in termini di metri?

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Corrado, io ho iniziato a fare le gare con delle telescopiche che hanno fatto la storia (parlo delle Black Fury del secolo scorso…). Posso solo dirti che appena ho imparato a lanciare le telescopiche mi sono diventate subito “strette”, perché hanno comunque un limite che arriva decisamente prima di quello di una tre pezzi. Sento quindi di potermi sbilanciare in modo netto, dicendo che il passaggio dalla telescopica alla tre pezzi non potrà che giovarti in termini di prestazioni di lancio.

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      1. Corrado

        Grazie!

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  2. sandro

    ciao roberto,volevo chiederti una cosa riguardo il rapporto di recupero dei mulinelli.piu e alto il numero(es.4,7:1) piu e veloce,piu basso e il numero piu e potente.ma quando serve l uno e l altro?

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Il mulinello con recupero lento lo consiglio al pescatore appassionato che vuole godersi il recupero delle prede. Io per esempio, quando sono in gara preferisco avere recuperi veloci per guadagnare tempo (o meglio, per non perderne troppo quando recupero).

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      1. sandro

        ok grazie ho imparato un altra cosa 🙂

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  3. sandro

    ma questo trave si puo usare anche sulla corta distanza?

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  4. sandro

    ho una bobina di filo rosso posso usarla per fare i travi?

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Come ho avuto già modo di scrivere da qualche parte, io non so cosa vedano i pesci, e non immagino neanche come faccia chi dica di esserne a conoscenza. Nel dubbio uso sempre tutto di colore neutro. Il colore trova spazio man mano che mi allontano dall’esca; ad esempio in bobina nel mulinello.

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  5. sandro

    son ancora io…io utilizzo lo schokleader conico trabucco che e imbattibile in quanto a tenuta al nodo di sangue e scorrevolezza pero volevo chiederti se uno spezzone di naylon con albright puo andar bene? nel senso che il conico si assottiglia mentre lo spezzone son almeno10metri di filo minimo 0.40 che fa piu attrito nella fuoriuscita

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Entrambe le soluzioni vanno bene, con l’unica differenza che la prima è quella più comoda e veloce, ma nulla vieta di adottare anche l’altra senza particolari penalizzazioni

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      1. sandro

        grazie gentile e cortese

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