www.robertoaccardi.com

MONTATURE A UNO O DUE AMI

Quando i sistemi di pesca da gara a tre ami lasciano spazio alla pura passione per la pesca

 

L’obbiettivo principale che mi voglio prefiggere con questo blog è quello di rivolgermi agli appassionati della pesca dalla spiaggia in generale. E con questo voglio includere sia gli appassionati che gli agonisti. Il senso di questo articolo è rivolto a quei pescatori che per ora non intendono affrontare competizioni agonistiche, e tratterà pertanto delle soluzioni pescanti che nei box degli agonisti di certo non troverebbero molto spazio: parlo delle montature a uno o due ami.

Nonostante tutto non credo che l’agonista disdegnerà la lettura di questo articolo, perché dopotutto si sta parlando sempre di ciò che riguarda la nostra passione! Viceversa, penso che lo stesso accadrà con gli articoli mirati al mondo agonistico: uno sguardo “giusto per curiosità” da parte degli appassionati che non fanno gare sono sicuro che non mancherà. Almeno questo è il mio auspicio!

Prima di scendere nello specifico, vi voglio spiegare perché queste soluzioni potrebbero trovare poco spazio nelle attrezzature di pesca degli agonisti: la risposta è semplice, perché l’eccessiva penalizzazione che si subisce utilizzando un’esca in meno rispetto all’avversario IMPONE che le montature da gara prevedano tre snodi per altrettanti ami; saranno solo particolari situazioni a far sacrificare uno o due ami, ma sempre partendo da una configurazione a tre ami. Se poi aggiungiamo il fatto che predico da sempre la standardizzazione delle montature al fine di averne meno possibile nel box, sarebbe una contraddizione inserire anche queste soluzioni nell’assetto-tipo per affrontare una gara.

Giusto per precisare ancora di più, con l’avvento dei minitravi in acciaio qualcuno di questi ormai fa parte dell’inventario del mio box dedicato alle gare, ma giusto perché sono già pronti e occupano poco spazio 🙂

Ma andiamo con ordine e vediamo di illustrare le “montature a uno o due ami“.

 

MONTATURA AD UN AMO – IL MINITRAVE

Per ora vi parlerò solo del minitrave, in quanto l’altra opzione mono amo la tratterò assieme a quella che prevede due ami; fidatevi e poi capirete il perché! Del mono amo ne abbiamo già parlato nell’articolo dedicato all’azione di pesca col mare mosso, ma in questo servizio dedicato ovviamente avrà molto più spazio per gli approfondimenti. Un discorso che sarà mirato a evidenziare vantaggi e svantaggi, e casistiche sul loro utilizzo. Iniziamo a vedere com’è fatto un minitrave:

Montature a uno o due ami: minitrave trave surfcasting

Il minitrave

Come vedete questa soluzione è talmente ridotta che non lascia spazio a dubbi sul suo utilizzo: l’unica variabile su cui si può lavorare sarà la lunghezza del bracciolo e il suo diametro. Ora vediamo quali sono alcuni dei vantaggi e degli svantaggi nel suo utilizzo:

VANTAGGI

  • AMPIA SCELTA: quali sono i vantaggi dell’uso delle montature ad un amo? L’ho appena anticipato! È una soluzione che ci consente di utilizzare braccioli di qualunque lunghezza perché le possibilità di groviglio sono tutte localizzate in quei pochi centimetri in cui abbiamo lo sgancio rapido dello shock leader e l’aggancio con il piombo; in ogni caso non perdete di vista quanto ho illustrato quando vi ho parlato di “come dimensionare un bracciolo”.
  • MAGGIORE DISTANZA: a prescindere dalla lunghezza del bracciolo che sceglieremo, il fatto di avere una sola esca sarà fonte di una migliore prestazione di lancio rispetto a quelle soluzioni che invece prevedono tre esche. Riusciremo quindi a mettere la nostra esca ad una distanza maggiore. In ogni caso, per approfondire questo discorso vi invito a leggere l’articolo “come lanciare le nostre esche più lontano”.
  • MIGLIORE PRESENTAZIONE DELL’ESCA: un’esca innescata su un bracciolo molto lungo si comporta in modo più naturale, e la sua naturalezza nella fase di calata verso il fondo aumenta le chance di cattura (soprattutto se le prede prevalenti sono predatori).
  • DIFFIDENZA: aiuta a vincere la diffidenza di prede sospettose come ad esempio le orate che spesso addentano l’esca e la portano a spasso prima di mangiarla. In questi casi un bracciolo più lungo può dare quel tanto in più che consente alla preda di ingoiare l’esca e catturarla.

SVANTAGGI

  • IN GARA: come già anticipato usare solo un’esca durante una competizione penalizza parecchio nei confronti di chi invece ne utilizza tre. Sono rarissimi quei casi in cui la penalizzazione non c’è, e si tratta di tutte quelle situazioni in cui la distanza è la skill più importante. Infatti solo in questi casi il sacrificio di una o più esche è sensato in una gara di pesca dalla spiaggia.
  • IN PESCA: per la mia esperienza di pescatore gli svantaggi in una battuta di pesca per i fatti propri quasi non esistono. Quando le condizioni meteo marine consentono di utilizzare una soluzione come questa, gli unici problemi in cui potremmo incorrere possono derivare solo da un cattivo dimensionamento e bilanciamento tra diametro del bracciolo e la sua lunghezza. Per questo motivo rinnovo l’invito alla lettura dell’articolo “come dimensionare un bracciolo”.
  • MARE MOSSO: nei casi di forte turbolenza avere lo snodo molto vicino al piombo molto spesso crea grovigli sul bracciolo, quindi in questi casi è molto meglio adottare la soluzione illustrata più avanti.

UN ULTIMO CONSIGLIO PREZIOSO

Vista la ridotta lunghezza del minitrave, è sempre meglio stare attenti a scegliere la lunghezza giusta per lo shock leader perché se no rischiate che passando da una montatura da 2,5 mt al minitrave da 15 cm questi potrebbe risultare troppo corto! Uno shock leader dimensionato sul minitrave può essere la soluzione, ma poi se dovessimo passare ad un trave normale questi risulterebbe troppo lungo. Il modo migliore per affrontare questa situazione consiste nell’utilizzare lo shock leader conico, in grado di gestire entrambe le situazioni.

MONTATURE DUE AMI

Parlando di questa montatura dovrò per forza dividere l’argomento in due parti, perché la malleabilità di questa soluzione ci consente un doppio utilizzo (ovviamente parlo delle due soluzioni possibili: ad un amo e a due ami). Vediamo prima la montatura:

Montature a uno o due ami montatura P1 trave surfcasting

La montatura P1

  • UTILIZZO AD UN AMO

    • Sfruttando solo uno snodo possiamo utilizzare braccioli lunghi sino a 180 / 200 cm utilizzando quello alto vicino allo sgancio dello shock leader. In questo modo nella migliore delle ipotesi il tragitto che una preda potrà percorrere senza sentire la trazione del piombo sarà pari alla lunghezza del bracciolo più quella del trave. E’ un’ottima alternativa all’uso del minitrave, con la differenza che offre qualche soluzione in più.
    • Io ad esempio utilizzo molto questa soluzione quando utilizzo il vivo in condizioni di mare molto mosso: in questi casi il minitrave lavora peggio in quanto lo snodo è molto vicino al piombo che, presumibilmente, è saldamente ancorato al fondo.
    • E’ molto difficile che adotti questa soluzione in altre situazioni di pesca al di fuori di quelle che vi ho appena descritto: per grandi linee il monoamo lo gestisco sempre con il minitrave quando le condizioni meteo marine lo consentono.
    • Se qualcuno avesse dei dubbi sull’utilizzo di un bracciolo di 2 metri in una montatura lunga 1,80 metri stia tranquillo: solo ed esclusivamente quando si usa lo snodo alto i problemi di groviglio sono bassissimi perché
      • in fase di lancio il bracciolo è completamente steso al contrario rispetto al piombo;
      • quando la montatura entra in acqua il problema non sussiste;
      • quando recuperiamo neanche

Ho voluto precisare che parlavo dello snodo alto perché se invece il mono amo volessimo legarlo allo snodo basso, il rischio che il bracciolo da due metri si aggrovigli aumenta sensibilmente: ad esempio già in fase di lancio in quanto lo stesso bracciolo disteso lungo la montatura rischierebbe il groviglio con lo sgancio dello shock leader.

  • UTILIZZO A DUE AMI

    • In questo caso la lunghezza massima dei braccioli sarà prudentemente contenuta entro i 160 cm ciascuno, se calcoliamo che la montatura è lunga 180 cm e che la distanza tra i due snodi è di 170 cm.
    • Questa opzione è fantastica soprattutto in tre distinte azioni di pesca: vediamole
      • pesca a fondo, dedicata ad esempio alla cattura delle mormore; entrambe le esche lavoreranno a fondo (cioè senza alcun accessorio flottante), e potranno contare su dei finali molto lunghi.
      • pesca a galla, come ad esempio quando andiamo a cercare pesci come le occhiate; questa è una delle migliori soluzioni che io abbia mai gestito in questo particolare caso. Ovviamente è perfettamente adattabile anche alla pesca di boghe o sugarelli, o, in diurna, alle lecce stella. Ogni esca sarà preceduta da accessori che consentono a queste di lavorare a galla, come il popup o il flotter. Nel particolare caso delle occhiate avere anche una fonte luminescente sarà motivo di maggiori chance di cattura.
      • pesca di ricerca, quando ad esempio ci troviamo in una spiaggia che non conosciamo e vogliamo sondare la presenza di grufolatori e nello stesso momento anche quella di prede che mangiano prevalentemente a galla, utilizzeremo un amo a fondo (quello il cui nodo è vicino al piombo) e l’altro con un popup o un flotter.

ATTENZIONE

Per quanto riguarda la situazione di pesca di ricerca delle prede appena illustrata voglio aggiungere un ultimo accorgimento: quando ci troviamo in una spiaggia molto bassa solitamente inverto l’assetto descritto poco fa, ossia l’amo a fondo sarà collegato allo snodo vicino all’aggancio con lo shock leader, mentre l’amo che lavorerà a galla sarà collegato allo snodo posto vicino al piombo. Perché?

In tantissimi casi ho visto pescatori mettere il popup nell’amo alto in modo automatico, scontato, come se non ci fossero altre soluzioni, come se non si dovesse ragionare su questo aspetto… Se la spiaggia è bassa che senso ha sovradimensionare la lunghezza del bracciolo a galla?

Immaginiamo di avere a che fare con un fondale di un metro, e assenza di corrente: in questi casi è più produttivo far lavorare l’amo sgallato posizionandolo sullo snodo vicino al piombo in modo che lavori abbastanza al di sotto del pelo dell’acqua, piuttosto che farlo lavorare sul pelo dell’acqua legandolo sullo snodo alto (più su del pelo dell’acqua non potrà certo lavorare, e meno male!!! Pensate quanti gabbiani rischieremmo di pescare!).

A volte non ci si ferma a ragionare sulle cose più semplici perché siamo troppo presi da quelle più complicate (per le quali spesso non esistono risposte!).

Se ti è piaciuto questo servizio, ti chiedo solo il favore di condividerlo sulla tua bacheca 🙂

45 Commenti

  1. Mattia

    I garbugli possono essere causati dal lancio. Se si in che modo bisogna lanciare? Ti parlo di lancio above. Non so fare altri tipi di lancio

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      I garbugli sono dovuti prevalentemente alla cattiva gestione del dimensionamento lunghezza/diametro del bracciolo (e a tal proposito ti ricordo che puoi leggere qualcosa di specifico cliccando qua). Inoltre puoi dare una lettura anche a tutti gli accorgimenti da adottare per lanciare più lontano cliccando qua. Infine per quanto riguarda qualunque tipo di lancio, devi solo prestare attenzione che i braccioli siano svolti perfettamente dal trave e il gioco è fatto 😉

      Rispondi
      1. Mattia

        Tuoi colleghi però affermano che per evitare garbugli é necessario terminare il lancio con la canna a 45 gradi rispetto al mare in modo che l’angolo d’impatto con l’acqua sia ampio

        Rispondi
        1. Roberto Accardi (Autore Post)

          Ai miei colleghi forse sfugge il fatto che il piombo entra in acqua quasi in verticale…

          Rispondi
  2. Pasqualino

    Ciao roberto, nelle creazione dei travi i nodi che si creano l’asola in altro e il clinch in basso per legare il moschettone li copri con della guaina termorestringente o li lasci cosi come sono. Poi un’altra cosa: in termini di garbugli secondo te sono piú efficaci le girelle classiche o i fast swiwel (non so come si scriva correttamente)? Grazie

    Rispondi
    1. Pasqualino

      All’asola in alto*

      Rispondi
    2. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Pasqualino, la risposta è si! quei nodi li copro. Per quanto riguarda il discorso garbugli non ho notato differenze in negativo o in positivo tra girella semplice e girella con microsgancio 😉

      Rispondi
      1. Pasqualino

        Con un trave dello 0.45 la girella che compone lo snodo va bene della misura 20?

        Rispondi
        1. Roberto Accardi (Autore Post)

          Considerando che ogni casa ha le sue misure, per grandi linee la girella del 20 dovrebbe essere la misura giusta

          Rispondi
  3. Simone

    Ciao Roberto,

    la montatura con bracciolo alto può essere usata per insidiare il pesce Serra? Ho il dubbio che nelle spiagge della Maremma (basse) il trancio “sgalli” troppo. Cosa ne pensi?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Secondo me si. Il Pesce serra attacca sia verso il basso che verso l’alto (vedi quando li cacci a spinning, ad esempio). Non vedo alcun problema se il trancio arriva sino al pelo dell’acqua (ammesso che il popup sia sufficiente). In ogni caso se non vedi risultati, puoi sempre ridurre la lunghezza del bracciolo

      Rispondi
  4. dario

    ciao roberto, una piccola domanda.
    facendo gare, lavoro molto sui travi e sugli snodi che sono davvero fondamentali.
    sia se uso tecnosfere sia micro girella, utilizzo un pezzo di filo di cotone come stopper , la mia domanda è ..posso usare altro per fare il nodo bloccante sul trave? perchè ho notato che a volte dopo tot lanci il nodo si sfalda procurandomi non pochi problemi.. snodo che schende ecc… hai consigli su come meglio fare questo nodo bloccante?

    grazie sempre

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Dario, hai provato a leggere le varie soluzioni proposte in questo articolo?

      Rispondi
  5. elio

    Interessantissimo ho capito molte cose…ora si tratta di metterle in pratica!!!

    Rispondi
  6. Mattia

    Per i minitravi preferisci il nylon o quelli in acciao

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Mattia, cambia davvero poco… Se non avessi quelli in acciaio già comodamente pronti, me li sarei fatti in nylon 😉

      Rispondi
  7. Massimo

    Come capocorda asola o girella? Grazie

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao massimo, di solito uso l’asola sino alle montature che gestiscono piombi da 125 gr (in genere 0.40). Oltre preferisco usare la girella 😉

      Rispondi
      1. Massimo

        A prescindere dai piombi usare la girella può aiutare per evitare i grovigli?

        Rispondi
        1. Roberto Accardi (Autore Post)

          La girella in testa alla montatura la uso solo per questioni di sicurezza. Di certo non perché scarica… 😉
          Quando possibile, l’asola è meglio per una questione di leggerezza.

          Rispondi
  8. Walter

    Ciao Roberto, scusa la mia cocciutaggine😃, puoi sbiegarmi brevemente quando usare un mini trave e quando un trave 160/180 cm utilizzando solo uno snodo con amo pescante? Grazie

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Brevemente il monoamo con attacco alto lo uso esclusivamente per la pesca al predatore e quindi con inneschi importanti (trancio, cefalo o anguilla) in condizioni di mare molto mosso. Il monoamo su minitrave in tutte le altre condizioni (quindi mare mosso tendenzialmente no) 🙂

      Rispondi
  9. Massimo

    Ciao Roberto : tutti i tuoi argomenti sono interessanti e validi, in tanti anni di esperienza che ho sulla pesca quei tipi di travi gli ho provati tutti con ottimi risultati. Però una domanda te la voglio fare. Leggo in molti gruppi di pesca, ci sono molte persone che usano il mini trave con bracciolo anche con più di 2.50 cm. A me sembra che esagerano sul fattore diffidenza del pesce. Ciao

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Massimo, non è affatto esagerato perché come avrai modo di leggere più avanti esistono soluzioni con braccioli molto più lunghi.
      Che poi sia una soluzione per vincere solo la diffidenza del pesce mi sembra riduttivo; sicuramente sarà una soluzione molto utile soprattutto per la presentazione dell’esca in acqua. Poi basta provare e vedere cosa succede. Il bello della pesca è anche questo 🙂

      Rispondi
    2. Massimo

      OK GRAZIE PER LA RISPOSTA. ALTRA PICCOLA DOMANDA , QUEL NUOVO TRECIATO CHE PRESENTATE QUALE DIAMETRO SI UTILIZZA PER GRAMMATURE AL DI SOPRA DEI 150 GRAMMI? E NON BISOGNA UTILIZZAR SCIOK PER LANCIARE. TI SALUTO COME SEMPRE SEI GENTILISSIMO-

      Rispondi
      1. Roberto Accardi (Autore Post)

        Ciao Massimo, dovendo usare piombi pesanti il trecciato che utilizzo io è dello 0.12 8 capi. Non scendo molto come diametro anche perché non ne ho bisogno ai fini del lancio. E’ un assetto che sto studiando e osservando dal febbraio 2017 e sto accumulando esperienze al fine da poter fare una panoramica sui suoi vantaggi e svantaggi. Il tutto ovviamente si trasformerà in un articolo che pubblicherò sul mio blog 😉

        Rispondi
        1. Massimo

          Grazie per le informazioni. Aspetterò volentieri l’articolo sull’impostazione di pesca col trecciato, anche perché mi ha colpito la nuova canna supernova e me la voglio comprare. Ti ringrazio a presto.

          Rispondi
  10. Massimo

    Queste misure vanno bene se parliamo di pesca nel sotto riva?, ti parlo dei primi 20 metri

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      scusa ma ti avevo risposto come se tu avessi commentato un altro articolo 🙂 perdonami!
      ora rispondo alla tua effettiva domanda: si queste soluzioni vanno benissimo da zero metri in poi 😉

      Rispondi
      1. Massimo

        Gentilissimo, grazie

        Rispondi
  11. Mattia

    Quindi lasciando questi 5cm la lunghezza del trave può variare senza incorrere in grovigli? Esempio pratico: trave da 1150cm-bracciolo basso a 10cm dal piombo lungo 130cm-bracciolo alto attaccato all’asola sempre 130cm

    Rispondi
    1. Mattia

      Trave da 150cm*

      Rispondi
    2. Roberto Accardi (Autore Post)

      150 – 5 = 145 quindi due braccioli da 130 vanno bene perché rimangono 15 cm dall’amo allo snodo più vicino. Se poi si aggrovigliano tra loro è perché si è fatto il lancio senza controllare che i finali fossero distesi, oppure perché hai una coppiola allamata 🙂

      Rispondi
      1. Mattia

        Speriamo che sia sempre la coppiola. Grazie

        Rispondi
  12. Mattia

    La distanza tra bracciolo basso e piombo consigli di lasciarla sempre o é uguale?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Mattia, tra piombo e primo snodo preferisco lasciare sempre uno spazio che va da 5 a 10 cm al massimo: sempre. Poi per regolarsi sulla lunghezza del bracciolo io levo sempre almeno 5 cm dalla distanza tra uno snodo e l’altro (a patto che gli snodi siano equidistanti fra loro) 🙂

      Rispondi
      1. Pasqualino

        Quindi il bracciolo basso lo distanziamo di 5 cm dal piombo e il bracciolo alto attaccato o distanziato dall’asola?

        Rispondi
        1. Roberto Accardi (Autore Post)

          Si il bracciolo che attacchiamo allo snodo vicino al piombo lo distanziamo leggermente, mentre quello alto va attaccato all’asola 😉

          Rispondi
  13. Pasqualino

    Con il trave a 2 ami il braccialo basso quanto deve essere distante dal piombo?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Una decina di cm al massimo 😉

      Rispondi
      1. Pasqualino

        Non metto in dubbio ciò che dici e soprattutto la tua esperienza( la mia a confronto non é nulla) però i braccioli da 160cm mi fanno un pò paura. 😂😂

        Rispondi
        1. Roberto Accardi (Autore Post)

          Pasqualino nn temere 🙂 tanto provare non costa nulla 🙂 al limite potrai darmi qualche feedback su com’è andata 😉

          Rispondi
          1. Pasqualino

            Gentilissimo

  14. sandro

    grande roberto,questo e l articolo che mi e piaciuto di piu

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Grazie Sandro 😊

      Rispondi

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.