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COME CONSERVARE IL CEFALO IN VIVO

Pietra ossigenatore fishing surfcasting robertoaccardi

La stagione invernale è sinonimo di predatori, e in cima alla lista c’è senza dubbio la pesca alla spigola, insidiata prevalentemente con esche vive come l’anguilla o il cefalo. Quest’ultimo è il più difficile da tenere in vivo, e adottare tutti gli accorgimenti su come conservare il cefalo in vivo è il primo passo per poter arrivare in spiaggia con più… “cartucce”. 

Quante volte ci è capitato di arrivare in spiaggia e di trovare il bidone che contiene il vivo con tanti cadaveri? In spiaggia o addirittura durante il tragitto per andare a pesca, se non si adottano alcuni accorgimenti il rischio di non poter contare su questa esca diventa sempre più elevato.

Ora vi illustro quali sono gli elementi sui quali si deve prestare maggiore attenzione per una migliore conservazione del cefalo in vivo:

  1. IL CONTENITORE
  2. L’OSSIGENATORE
  3. L’ACQUA

Fin qui nessuna sorpresa, elementi scontati, ma per i quali bisogna prestare particolari attenzioni.

IL CONTENITORE E LA SUA CAPIENZA

Possiamo utilizzare qualunque soluzione ci permetta di avere una tenuta stagna, per evitare di ritrovarci la macchina allagata con acqua “non proprio profumata”, e soprattutto per evitare che la quantità d’acqua diminuisca a scapito dei cefali. Perché la quantità di acqua nel secchio (o bidone o contenitore che sia) è così importante? La risposta è SI!

roberto accardi blog surfcasting
Un esempio di contenitore a costo ZERO

Sapere quanta acqua può avere il contenitore da noi scelto ci dice con discreta precisione quanti cefali possiamo tenere al suo interno. Mettere troppi cefali nello stesso contenitore vuol dire dare inizio ad una catena di perdite inevitabile.

Vi darò dei riferimenti in base ai litri di acqua che il vostro contenitore è in grado di contenere, in modo che riusciate a calcolare con facilità le quantità. Inoltre non potendo prevedere quale sarà quello che voi utilizzerete, riferirsi ai litri di acqua è la soluzione migliore 🙂

  • ad esempio per un contenitore di circa 40 litri di acqua la capienza massima di cefali (la cui dimensione si presume standard) è di 25 pezzi; ho volutamente precisato “dimensione standard” perché se decidiamo di innescare cefali da mezzo chilo il discorso cambia profondamente. Non potendo inserire anche la variabile legata alla dimensione dei cefali (non ho le conoscenze scientifiche per argomentarlo), farò un discorso dando per assodato che la taglia dei cefali sarà quella che normalmente si trova nei negozi di pesca 😉
  • se invece si utilizzano quei bidoni che solitamente contengono 60 litri, il limite massimo dei cefali da inserire sale a 40 pezzi

Sia chiaro che il limite massimo che sto suggerendo è collegato altri accorgimenti che vi sto per illustrare! Per chiudere il discorso della capienza di cefali in un contenitore, voi regolatevi con i fatto che ogni 1,6 litri di acqua potete metterne uno 😉 

Ultimo accorgimento per il contenitore da voi utilizzato è la creazione di uno sfiato nel coperchio che rende a tenuta stagna il nostro contenitore: basta anche un semplice piccolo foro in modo che non si formi quella pressione interna che si verrebbe a creare per effetto delle bolle d’aria, e che un piccolo ossigenatore non sarebbe in grado di vincere.

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Per creare uno sfiato basta un semplice foro

L’OSSIGENATORE E I SUOI DETTAGLI

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Alcuni ossigenatori in commercio

Altro accessorio fondamentale è l’ossigenatore (se volete cliccando qui potete vedere un modello che ho recensito tempo fa). È l’elemento principale (assieme all’acqua), che ci consente una conservazione efficace. Andare a comprare un ossigenatore e metterlo in funzione senza dare attenzione a ciò che sto per scrivere, vuol dire che per 40 litri di acqua non potrete più mettere al massimo 25 cefali, ma la metà!

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Esempio di tubo di scarsa qualità

Prima di tutto verificate il tubo in dotazione, se si piega o si strozza con facilità è meglio sostituirlo con uno in PVC il cui costo è sicuramente sopportabile. Anche la pietra in dotazione è solitamente troppo piccola. Per cui se andiamo in un negozio specializzato, oltre che il tubetto in PVC prendiamo anche una pietra bella grande e porosa, alla quale collegheremo un piccolo piombo in modo che la stessa emetta le bollicine dal fondo del contenitore. Infatti avere la pietra dell’ossigenatore che lavora sul pelo dell’acqua è quasi inutile.

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Più la pietra è grande e meglio è

Dato che ci siamo, dovendo scegliere, optiamo per un ossigenatore che vada a batterie ma che si possa collegare anche alla macchina, in modo che almeno il tragitto da casa nostra alla spiaggia non sia a scapito delle batterie, che potrebbero esaurirsi a metà nottata e addio… “cartucce”!

Se invece non abbiamo voglia di andare a cercare tubetti in PVC o pietre porose più grandi, possiamo tranquillamente utilizzare qualunque ossigenatore troviamo in commercio, con l’unica conseguenza che nel nostro contenitore da 40 litri metteremo al massimo 12 o 13 pezzi.

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Zavorrare la pietra che emette le bolle d’aria è fondamentale

L’ACQUA

Beh… anche l’acqua ha la sua importanza per quelle che sono le sue componenti più importanti: la temperatura e il suo grado di salinità.

Per quanto riguarda il grado di salinità posso dirvi che l’acqua salmastra è sicuramente il miglior compromesso a favore dei cefali. Considerate che quelli che troviamo nei negozi potrebbero provenire da lagune, o dal mare, o chissà da quale posto la cui salinità ci è ignota. Non scenderò neanche in particolari inutili che tanto non saremmo in grado di misurare. Quello che conta è che la via di mezzo è la migliore. Se abbiamo la possibilità di reperirla il gioco è fatto, ma se invece noi avessimo solo acqua di mare?

Per abbassare il grado di salinità possiamo aggiungere “a occhio” dell’acqua di rubinetto, ma dobbiamo fare prima una operazione che per quanto ne so io non fa mai nessuno! Prima di aggiungere acqua della rete, bisogna farla decantare a parte per una giornata in modo che il cloro in essa contenuta evapori.Il cloro è dannoso per il cefalo, e per il pesce in generale.

Mi raccomando non dimenticate questo particolare! Non costa niente riempire un secchio di acqua il giorno prima e lasciarlo decantare per ventiquattro ore.

Anche la temperatura ha la sua importanza, in quanto è in base a questa che l’ossigeno si scioglie nell’acqua con maggiore o minore facilità. Considerate che dieci gradi potrebbe essere la temperatura ottimale, ma poiché non possiamo andare a pesca anche con un termometro, staremo attenti a tutte quelle situazioni che potrebbero far salire troppo la temperatura: un esempio banale potrebbe essere non lasciare il contenitore del vivo sotto il sole.

Al contrario, se in spiaggia ci dovessero essere temperature vicine allo zero, faremo un piccolo fosso nella sabbia e ci metteremo dentro il contenitore, anche se la situazione più pericolosa è sicuramente incorrere in temperature troppo alte.

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Esempio di contenitore per le anguille

PICCOLE ATTENZIONI

Voglio concludere questo servizio con qualche altra piccola pillola, che è sempre meglio conoscere:

  • dotarsi di un piccolo secchio per trasportare il cefalo da innescare dal contenitore principale alla canna
  • avere un paio di guanti di cotone da lasciare dentro il nostro cassone ci consente di maneggiare il cefalo con più cura
  • evitare di mischiare i cefali con le anguille: queste ultime con il loro muco inquinerebbero l’acqua e ridurrebbero la sua quantità di ossigeno

Questo è tutto quello che so per ciò che riguarda come conservare il cefalo in vivo, e sono tutte informazioni che in passato mi furono date da una mia amica biologa marina che mi aiutò ad essere più accorto nel loro mantenimento. Tutte informazioni che ho potuto mettere in pratica con il risultato di aver ridotto parecchio le perdite, e che ora condivido perché anche voi con pochi piccoli gesti possiate trarne beneficio.

Per quanto riguarda le montature con le quali possiamo insidiare le spigole con il cefalo vivo innescato, vi rimando alla lettura di questo articolo dedicato alle soluzioni ad uno o due ami. Per quanto riguarda invece le tecniche di innesco del cefalo e della anguilla, vi rimando ad un articolo che sto scrivendo proprio in questi giorni, e che seguirà di qualche giorno la pubblicazione di questo dedicato a come conservare il cefalo in vivo.

Ora spetta a voi compiere lo stesso gesto, e condividere con i vostri amici questo articolo perché torni utile a tutti! Ti è piaciuto l’articolo? Per favore clicca qua e guarda l’indice con tutti gli argomenti trattati sino ad oggi sul blog 😉

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