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COME PESCARE IL PESCE SERRA

blue fish roberto accardi
Diversi accorgimenti per aumentare le possibilità di cattura

Il pesce serra ormai può definirsi un tipo di preda abbastanza frequente praticamente in tutti i mari del Mediterraneo, e scrivere un articolo su COME PESCARE IL PESCE SERRA mi è sembrato il minimo che potessi fare visto che si tratta di un pesce molto divertente da pescare. Attenzione però che abbiamo a che fare con un predatore molto furbo, e capace di regalare mangiate pazzesche senza però rimanere allamato.

Tra l’altro è anche un tipo di pesca che oltre che essere alla portata di tutti è anche “poco costoso” dato che si può arrangiare con semplici inneschi di cefalo, e sicuramente divertente vista la potenza della preda e i salti eccezionali che è capace di fare durante il combattimento.

In questo articolo dedicato su COME PESCARE IL PESCE SERRA farò luce su quali siano i principali problemi da affrontare con questo tipo di preda, e suggerirò alcune soluzioni che solitamente riescono a cambiare gli esiti delle mangiate fallite. In poche parole io vi dico quali accorgimenti adotto, quali strategie alterno in caso di mangiate senza successo, vi do qualche dritta sul tipo di ami da utilizzare, ma poi sarete VOI a farne tesoro per “creare” l’assetto a voi più congeniale.

robertoaccardi pesce serra

Questa è una precisazione che ho voluto mettere in evidenza soprattutto perché le soluzioni disponibili sono incredibilmente diverse tra loro, montature comprese. Ecco perché COME PESCARE IL PESCE SERRA vuole essere un articolo dedicato a tanti piccoli consigli piuttosto che un perentorio “il pesce serra si pesca così e basta!”. Chi mi conosce sa benissimo che il mio modo di propormi è sempre e solo quello di mettere in rete ciò che conosco, augurando che poi possa tornare utile a più persone possibile 🙂

Cominciamo a vedere qualcosa sui pesci serra che è sicuramente più interessante! 😀

LE ESCHE

Il pesce serra attacca qualunque preda gli capita a tiro, è un predatore vorace, e purtroppo anche infestante: ormai sono dappertutto e in numero esagerato. Questo è il motivo per cui per sapere COME PESCARE UN PESCE SERRA bisogna aver ben chiaro che come esche si possono utilizzare filetti di qualunque tipo di pesce, oppure una qualunque preda viva come il cefalo o l’anguilla, o un qualunque altro pesce vivo.

Le maggiori attenzioni vanno rivolte quando l’innesco è fatto con un pesce vivo, perché avendo a che fare con finali di cavetto di acciaio, è facile che questi si danneggino e perdono in poco tempo il loro potere catturante. Per questo motivo l’unica esca viva che solitamente utilizzo è l’anguilla, dato che, innescata per la coda, mantiene perfettamente la sua vitalità.

In questa foto vi faccio vedere il semplicissimo innesco dell’anguilla.

Innesco anguilla coda fishing surfcasting

A tutti i lettori che dovessero rimanere scettici sull’innesco per la coda chiedo solo di fare questo ragionamento:

“quanti milioni di foto di pesci attaccati dai pesci serra avete visto tagliati a metà?”

“come mai la metà che rimane è sempre la testa?”

per questo motivo secondo me questo predatore, in quanto tale, attacca quasi sempre da dietro.

L’alternativa al pesce vivo è costituita dal filetto, ad esempio di cefalo, che però bisogna necessariamente fare in modo che in acqua, una volta lanciato, rimanga fluttuante in mezzo all’acqua e non sul fondo del mare.

Per quanto riguarda la soluzione che consente al filetto di fluttuare nell’acqua mi sento di dover mettere in primissimo piano la cura nel fissare la soluzione flottante all’amo e al cavetto: che si tratti di un pezzo di polistirolo, o una striscia di popup, o qualunque altra cosa che faccia galleggiare, ricordatevi di FISSARLA ALL’AMO e al CAVETTO con del filo elastico PRIMA di mettere il trancio. In questo modo evitiamo che su ogni mangiata la striscia di materiale plastico rimanga in mare.

popup legato cavetto acciaio

Le operazioni da seguire quindi saranno:

  • legare con del filo elastico il popup lungo il gambo dell’amo e del cavetto di acciaio a esso collegato
  • sfilettare ad esempio il cefalo e posizionare il trancio sopra l’amo e il popup
  • chiudere e modellare l’innesco, sempre con il filo elastico

Un po’ di attenzione per ridurre il rischio di inquinare ulteriormente il nostro mare costa davvero poco.

GLI AMI

La scelta dell’amo per quanto mi riguarda non si discosta mai dai modelli a gambo corto. Io ad esempio utilizzo gli Hisashi 10026 (che arrivano sino al 5/0), oppure se devo agire con inneschi davvero giganteschi utilizzo gli Hisashi 11028 che invece arrivano sino ad un generosissimo 10/0.

amo per pesce serra
Hisashi 11028
amo per serra
Hisashi 10026

Comunque a prescindere dal modello di amo che sceglierete, dobbiamo parlare di dimensioni, e qui il discorso si complica un pochino perché si amplia di ulteriori variabili. Vediamole una per una in modo da trovare una soluzione per ogni situazione, e abituarci così a ragionare sulla dimensione dell’amo in funzione dell’ingombro dell’esca.

Avendo a che fare con un innesco importante come dimensioni, questo va in ogni dimensionato all’azione di pesca che la spiaggia da noi prescelta richiede. Vi faccio un esempio: ci troviamo in una spiaggia poco profonda, e che presenta un grosso banco di sabbia davanti a noi. Per far lavorare il nostro trancio in modo decente dove ci sia un minimo di acqua dobbiamo essere in grado di lanciare oltre quel banco.

Ecco… in questi casi non è detto che chiunque sia in grado di arrivare a quella distanza, quindi in questi casi occorre agire sul volume del nostro trancio. Ricordatevi che un trancio anche sottodimensionato ma nel posto giusto renderà sempre più di un trancio bellissimo, fantastico, perfetto, ma lanciato nel posto sbagliato.

Una volta stabilita la dimensione del trancio la nostra unica preoccupazione sarà solo quella di far si che la punta dell’amo (o degli ami se ne usiamo due, ma questo lo vediamo tra poco) rimanga ben scoperta in modo da favorire la allamata.

Raramente scendo sotto il 3/0, e altrettanto raramente salgo sopra il 5/0. Diciamo che con i super inneschi che richiedono ami dal 8/0 in su non ho ancora mai catturato niente 😀

Poco fa ho anticipato qualcosa sull’utilizzo di uno o due ami. A riguardo ho da dirvi qualche cosa che è meglio vi ricordiate per evitare slamate “stupide” come è successo a me in passato.

Benché sia più propenso all’utilizzo di un finale dotato di un solo amo, la soluzione a due ami va in ogni caso considerata. A riguardo vi invito a vedere questo breve video che vi mostro come creare un finale per pesci serra in un minuto, direttamente dal mio canale Youtube.

Quello che vi sconsiglio di fare sui finali a due ami è di EVITARE GLI AMI CONTRAPPOSTI, in favore di quelli IN TADEM (qui sotto la differenza). Nel caso di quelli contrapposti c’è sempre un amo che lavora male, ed è quello che “da le spalle” al bracciolo: se ci ragionate un attimo ve ne rendete subito conto. Questo il motivo per cui se proprio dovete utilizzare due ami, assicuratevi che abbia lo stesso “verso” del primo.

cavetto serra ami contrapposti
Esempio di ami contrapposti
cavetto serra ami tandem
Ami in tandem su cavetto in acciaio

IL FINALE

Una volta stabilito il nostro ipotetico amo di una misura orientativa compresa tra il 3/0 e il 5/0, possiamo collegarlo ad un pezzo di cavetto di acciaio che solitamente lo faccio lungo 20/25 centimetri. Per quanto riguarda la sua realizzazione avete appena visto il breve tutorial, oppure se non lo avete ancora fatto cliccate qua.

Ora che abbiamo l’amo collegato al cavetto, e il cavetto collegato ad una girella, possiamo comodamente decidere la lunghezza del bracciolo in nylon in base alla profondità della spiaggia prescelta. Solitamente uso un bracciolo dello 0,60 nylon lungo circa due metri.

L’unica cosa che faccio prima di lanciare l’innesco è controllare quanto galleggia lanciandolo nel mio secchio. È importantissimo che vada verso l’alto e non rimanga sul fondo.

LA MONTATURA

In questa particolare azione di pesca preferisco usare il minitrave, a meno che non ho a disposizione montature a uno o due ami, così come ne ho parlato in questo articolo che vi consiglio di leggere subito dopo questo. Altra alternativa consiste in un qualunque sistema renda il piombo scorrevole.

In poche parole quando capita di avere continui attacchi privi di successo, una delle variabili da cambiare (e lo vedremo meglio più avanti), è proprio quella di passare dal minitrave (o montatura mono o bi amo) al piombo scorrevole.

esempio minitrave

In questo esempio il minitrave è davvero piccolo, poco meno di 10 centimetri, e alla girella potremo collegare il lungo finale di nylon a sua volta collegato al cavetto di acciaio e all’amo. Ovviamente non potevo disegnare un bracciolo lungo due metri, quindi spero dei capisca 🙂

Se proprio volete usare una montatura normale, allora questa deve essere abbastanza lunga se collegate il bracciolo allo snodo vicino al piombo (se no rischierebbe il garbuglio con l’aggancio allo shock leader). Nessun problema se invece voleste collegare il bracciolo allo snodo alto,.

LA CANNA

Sembra quasi superfluo specificare che la canna deve essere abbastanza potente vista la zavorra che si deve portare appresso in fase di lancio, però sempre meglio buttar giù due parole 🙂

Poiché il problema più frequente con queste prede è la allamata, usare canne troppo “sensibili” non contribuisce certo positivamente. Suggerisco canne in due sezioni con almeno 200 grammi di potenza, o in tre sezioni di potenza almeno 230/250 grammi che siano capaci di lanciare un bel piombo e innesco voluminoso.

IL MULINELLO

Il mulinello come sempre sarà dimensionato in base alla canna che abbiamo intenzione di utilizzare, e in ogni caso tenendo bene a mente che quando si va a pesca di pesci serra la taglia può arrivare (anche se si parla di eventi rari) anche sino ai dieci chili.

Opteremo quindi per un mulinello di taglia 8000 o 10000 con un buon nylon imbobinato con il diametro che può stare intorno allo 0,25/0,28.

Considerate che quando vado a cercare questo tipo di pesce in alcune zone della provincia di Oristano, dove 99 catture su 100 sono entro i due chili, utilizzo mulinelli con uno 0,22 in bobina e non ho mai avuto problemi di recupero almeno sino ai tre chili e mezzo di preda.

È chiaro che se teniamo la frizione completamente chiusa compromettiamo tutto! Quindi… è vero! E con la frizione come la mettiamo? Anche in questo particolare caso ho qualcosa da raccontarvi: sono particolarmente contrario alla frizione completamente aperta, a meno che non stiamo utilizzando piombi di una certa importanza, come ad esempio il mio amato 175 grammi 🙂

In tutti gli altri casi una frizione tarata a tutela del carico di rottura del nylon in bobina è sicuramente la scelta ottimale.

Prima di andare avanti è probabile che qualcuno si stia già chiedendo: “e il trecciato?”. Ebbene, a riguardo devo ammettere che ho assistito a parecchie catture perse per via della completa assenza di elasticità della treccia sul mulinello, quindi non la considero neanche più di tanto.

PIOMBO

Per una questione puramente legata al successo della allamata quando il pesce serra si avventa sul nostro trancio, suggerisco l’uso di piombi pesanti a partire dai 150 grammi ad arrivare a 200 grammi.

Spesso l’alta grammatura si rende necessaria anche per consentirci di lanciare il nostro trancio alla giusta distanza (ad esempio, oltre una secca, o in corrispondenza di un punto con maggiore profondità). Con inneschi voluminosi avere un piombo adeguato è fondamentale!

ULTIME CONSIDERAZIONI

Dopo aver analizzato ogni aspetto possibile, almeno tra i più macroscopici, voglio concludere questo servizio con qualche considerazione per completare l’articolato discorso su COME PESCARE IL PESCE SERRA.

Quello che solitamente fa dannare il “cacciatore di pesci serra” è la mangiata a vuoto. Non potete immaginare (o forse si) quante volte capiti in questo particolare tipo di pesca. O perlomeno io faccio sicuramente parte di questo gruppo 😀

Quando si assiste a più di una mangiata a vuoto, sappiate che la soluzione (e la conseguente modifica) va ricercata anche tra questi aspetti:

  • trancio troppo grande e/o amo troppo piccolo
  • piombo troppo leggero e/o frizione troppo aperta

E noi che lo sappiamo, agiremo di conseguenza:

  • modificando il volume dell’innesco
  • aumentando la dimensione dell’amo
  • aumentando il peso del piombo
  • serrando maggiormente la frizione
  • cambiando montatura (ad esempio passando al piombo scorrevole)

Mi auguro che anche questo pezzo sia risultato di vostro interesse, e come sempre vi chiedo di condividerlo in modo da dare migliore diffusione nel web, e soprattutto mi auguro che possiamo catturare tanti pesci serra divertendovi con la loro potenza e i loro salti spettacolari 🙂

Se non lo avete già fatto, vi segnalo il mio canale Youtube nel quale pubblico molti tutorial a supporto dei miei articoli.

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9 Commenti

  1. Roberto

    Ciao Roby, avevo una curiosità, secondo te è meglio un bel trancio o una bella anguilla viva innescata come spieghi tu? Un saluto grosso Roby. Sei un grande!!!

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Roberto, avendola a disposizione preferisco nettamente l’anguilla al trancio senza dubbio 😉
      E grazie 🙂

      Rispondi
      1. Roberto

        Roby, sappiamo bene che è essenziale il cavetto d’acciaio per il pesce serra… ma questo riduce di parecchio le possibilità di prendere (es. la spigola) nonostante l’innesco sia un’anguilla che è una delle esche regine per la regina. La domanda è, secondo te con il cavetto e innesco del vivo c’è la possibilità di prendere anche qualche altro pesce o si parla sempre di serra??

        Rispondi
        1. Roberto Accardi (Autore Post)

          A me è capitato un botto di volte di avere attacchi di serra sul vivo innescato con bracciolo di solo nylon (ma quello è Murphy che si diverte con noi pescatori). Con l’anguilla innescata sul cavetto, mi è capitato solo una volta di prendere una spigola. In tutti gi altri casi sempre pesci erra, e un paio di volte la leccia amia ma di dimensioni modeste tra i due e i tre chili.

          Rispondi
  2. Massimo

    Se il bracciolo lo fai dello 0.60 il trave che diametro avrà?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Io uso il minitrave quindi il problema nome lo metto. Se usi una montatura in nylon, dovrà avere un diametro idoneo a lanciare piombi e esche pesanti, quindi uno 0,60 va sicuramente bene 😉

      Rispondi
      1. Massimo

        É possibile usare un minitrave ad esempio dello 0.50 e poi fare il bracciolo dello 0.60? É ben dimensionato?

        Rispondi
  3. Pasqualino

    Potresti fare qualche esempio di piombo scorrevole?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Stanotte cerco di aggiungere all’articolo ciò che mi hai chiesto 😉

      Rispondi

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