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COME AFFRONTARE UNA GARA DI SURFCASTING

Ami già pronti all'uso roberto accardi

PARTE 01 – COSA PREPARARE E COME ORGANIZZARSI

Perché un articolo su come affrontare una gara di surfcasting? Perché per passare dal mondo della pesca dalla spiaggia rilassante a quello stressante del mondo agonistico ci vuole talmente poco che spesso neanche ce ne rendiamo conto. Affermazione, questa, che è supportata dalle numerose domande che ricevo da parte di chi vuole provare le sensazioni di un evento agonistico, e non sa da dove iniziare per una organizzazione pratica e soprattutto efficace.

Scrivo questo articolo su come affrontare una gara di surfcasting in parallelo con la mia preparazione al campionato italiano che si disputerà a Castellaneta Marina a fine settembre: in questo modo riuscirò a ripercorrere tutte le fasi che bisogna curare in modo da arrivare ad un evento importante organizzati.

Vi illustrerò il mio modo di preparare una competizione importante affinché voi abbiate almeno un riferimento dal quale far partire le vostre personali intuizioni, adattandole a quelle scelte tecniche diverse da quelle mie (vi faccio un esempio: io non utilizzo più le sfere con fori non intersecanti come snodo per le mie montature, ma utilizzo le girelle con micro sgancio; l’organizzazione delle riserve di ami legati sarà pertanto diversa da chi non le utilizza, ma potrà apportare piccole modifiche in base alla propria scelta).

servitora montata su evo3pod

Come affrontare una gara di surfcasting vuole dire eseguire una serie di operazioni che ovviamente richiedono del tempo che spesso dobbiamo rosicchiare alla famiglia o al nostro tempo libero. Più è importante il tipo di gara e maggiore dovranno essere le nostre attenzioni.

Cercherò quindi di esporre nel modo più strutturato e chiaro possibile ogni fase che non bisogna trascurare.

ANALISI DEL CAMPO GARA

Tenete presente che se nello spot teatro della competizione non ci sono mai stato raramente chiedo informazioni a qualche conoscenza che abita in zona: questo solo per non atrofizzare il mio spirito di adattamento. L’unica domanda che posso fare è chiedere quale possa essere il tipo di preda prevalente, ma niente altro. Il resto me lo dirà il mare con i miei occhiali con lenti polarizzate rigorosamente di colore blu.

Un’idea di massima ce la può dare Google Maps: almeno per capire se possiamo avere qualche rischio incaglio, o per percepire in linea di massima con quale fondale abbiamo a che fare (basso, medio, profondo).

ANALISI DEI PARAMETRI DELLA GARA

Aspetto importantissimo consiste nell’analizzare, ad esempio, l’orario di gara. Sapere quanta porzione di luce e/o di buio avremo a disposizione ci farà capire in che quantità dovremo legare un tipo di amo piuttosto che un altro. La pesca in diurna potrebbe essere prevalentemente mirata alla pesca di galla, e in ogni caso con tutte le attenzioni tipiche della pesca di giorno. Diverse sono le attenzioni e gli assetti che riguardano la pesca di notte.

Altro aspetto da tenere sotto controllo sono i picchi di alta marea in relazione all’orario di gara. Sapere se le manche sono con marea crescente o discendente, sapere quanta luna ci sarà sono tutte indicazioni che, pur non essendo molto caratterizzanti nel nostro Mar Mediterraneo, sono sempre da tenere in considerazione. Vedremo più avanti come.

LA SCELTA DELLE CANNE

Comporre una sacca con un set completo di canne è fondamentale: sia per essere in grado di affrontare tutte le condizioni meteo marine possibili, sia per poter passare allo step di preparazione successivo, ossia quello della scelta dei mulinelli. Innanzitutto per illustrare come affrontare una gara di surfcasting occorre distinguere se questa è a una o due canne, anche se per grandi linee la mia dotazione differisce di poco. Altra componente che può influire sulla scelta delle canne dipende dal nostro bagaglio tecnico per ciò che riguarda il lancio: avere l’abilità di un buon lancio in ground cast fa si che un certo tipo di canne non possano mancare. Ma vediamo come scegliere il nostro set di canne.

Roberto Accardi cassiopea xcm trabucco
  • GESTIONE PIOMBI 50-90 GR

Una canna da beach, o due se partecipiamo ad una gara che prevede l’utilizzo di due canne. Nelle gare ad una canna possiamo ugualmente prevedere due canne leggere, ma nel caso suggerisco di coprire due lunghezze diverse: ad esempio una da 5 metri e una da 4,20 metri. Questo perché per qualunque motivo potremmo avere a che fare in una spiaggia “corta”, e con una montatura da due metri e canna da 5 metri avremmo difficoltà in fase di lancio (parlo per esperienza diretta eh!).

  • GESTIONE PIOMBI 100-150

In questo caso la canna è soggetta a piombature più pesanti, e quindi occorre prevedere anche la rottura accidentale. Io opto sempre per due esemplari per qualunque tipo di gara: in quelle ad una canna la seconda mi funge da canna di riserva, in quelle a due canne mi consente eventualmente di esercitare lo stesso tipo di azione di pesca. Per quanto riguarda la lunghezza, vale lo stesso discorso fatto per le canne leggere. Come potenza preferisco stare sempre sui 200 grammi dichiarati, sistematicamente canne in tre sezioni, in modo da poter gestire side anche angolati sino a 150 grammi.

  • GESTIONE PIOMBI DAI 150 GR E/O LANCIO TECNICO

Questa scelta è la più importante in quanto è quella che ci consente di affrontare le situazioni più difficili: che si tratti di una pesca sulla lunghissima distanza, o perché ci troviamo di fronte ad un mare molto mosso. Essendo dotato di un ground cast molto efficace nel mio schema tipico sono sempre previste due canne in due sezioni della potenza di 230 grammi. Queste mi consentono di affrontare azioni di pesca su lunghe distanze utilizzando il ground cast, oppure di affrontare condizioni meteo particolarmente difficili, come forte vento laterale o frontale, o forti correnti, presenza di alghe ecc.

Riassumendo, questo è il mio set tipico di canne per affrontare qualunque condizione:

  • 1 o 2 canne da beach potenza max 90/100gr lunghezza una 5.00/4.70 e una 4.20/4.30. Ultimamente sto optando per la Impera F-1 Beach 4.80 mt e la Supernova Beach 4.30 mt.
  • 2 canne intermedie in tre sezioni, potenza 200 gr. Tra le mie favorite c’è la Supernova XT 4,70 mt se voglio far prevalere le prestazioni del lancio o la Impera B-Surf 4,50 mt se voglio puntare su una cima particolarmente sensibile oltre alla distanza.
  • 2 canne “pesanti” per la gestione degli aspetti tecnicamente più complessi, e su questo ci metto le mani sul fuoco che con la Cassiopea XCM Surf affronto anche gli alieni 😀
Cassiopea 2 pezzi xcm trabucco

LA SCELTA DEI MULINELLI

La comodità di scegliere prima le canne da portare si percepisce quando dobbiamo scegliere quali mulinelli portarci appresso. Io seguo delle scelte standard che seguono questo schema:

  • Canne da beach: mulinello taglia 4.000 per modelli sino a 4,30 mt oppure taglia 5.000 o 5.500 per i modelli lunghi sino ai 5,00 mt. La taglia leggermente sovradimensionata per le canne più lunghe sono un ottimo compromesso per un ottimo bilanciamento. Una canna da beach da 5 metri abbinata ad un mulinello troppo leggero potrebbe risultare troppo sbilanciata in avanti e farci affaticare maggiormente.
  • Canne intermedie: mulinello taglia 6.500 o 8.000, con una buona riserva di bobine di ricambio. I mulinelli sarebbe meglio che fossero identici, in modo da poter sfruttare un set di bobine di ricambio più ridotto.
  • Canne pesanti: mulinello taglia 8.000 o 10.000, anche in questo caso si raccomanda una buona scorta di bobine di riserva, da sfruttare per entrambi i mulinelli se scegliamo di averli uguali.
Coppia Lancer XTR Surf robertoaccadi
Coppia Mulinelli Lancer Xtr Surf

Prevedere le canne di diversa potenza per poter affrontare ogni condizione, e poi non prevedere un buon parco di bobine di riserva con i vari diametri di nylon e/o trecciato è come prendere una Ferrari senza volante. Vediamo quante bobine contemplare e quali diametri prevedere per poter affrontare ogni condizione meteo marina.

  • BOBINE DI RICAMBIO PER 2 MULINELLI DA ABBINARE ALLE CANNE DA BEACH
    • 2 bobine con nylon 0,18 e shock leader conico 0.32
    • 1 bobina con nylon 0,25 senza shock leader
    • 1 bobina con treccia 0,06 / 0,08 con shock leader in nylon, che sebbene non necessario, preferisco averlo per un recupero “più elastico” negli ultimi 15 metri, che in caso di prede importanti sono sempre i più impegnativi. 
  • BOBINE DI RICAMBIO PER 2 MULINELLI DA ABBINARE ALLE CANNE INTERMEDIE
    • 2 bobine da dedicare alla distanza (nylon 0,16/0,18) con shock leader conico 0,40/0,50
    • 2 bobine  con treccia  molto sottile da dedicare anch’essa alla pesca su distanze importanti, ma anche per poter meglio scorgere le tocche. In questo caso lo shock leader in nylon è necessario per lo stesso motivo rappresentato per le canne leggere.
    • 1 bobina con nylon 0,23 dotato di shock leader conico 0,40/0,50
    • 1 bobina con 0,25 con shock leader 0,40/0,50 per coprire situazioni più complicate
  • BOBINE DI RICAMBIO PER 2 MULINELLI DA ABBINARE ALLE CANNE PESANTI
    • 2 bobine da dedicare alla distanza (nylon 0,16/0,18) con shock leader conico 0,57/0,72
    • 2 bobine con treccia  molto sottile per gli stessi motivi rappresentati per quelle abbinate alle canne intermedie.
    • 1 bobina con nylon 0,23 per condizioni di leggera sporcizia o piccoli incagli
    • 1 bobina con nylon 0,28 per affrontare condizioni di mare molto mosso
    • 1 bobina con nylon 0,35 diretto per i casi più complicati (ad esempio alghe).
bobine mulinello riserva robertoaccardi blog
Bobine di riserva

A questo punto, considerando che per 6 canne porteremo 3 coppie di mulinelli, e che ogni mulinello avrà ovviamente una bobina già alloggiata, in tutto avremo:

  • 2 bobine di riserva per i mulinelli da abbinare alle canne leggere
  • 4 bobine di riserva per i mulinelli da abbinare alle canne intermedie
  • 5 bobine di riserva per i mulinelli da abbinare alle canne pesanti

LE MONTATURE

La scelta delle canne determina anche il set di montature da prevedere. Ad ogni range di piombature che vi ho illustrato in precedenza corrisponde un set di montature realizzato con un diametro opportunamente bilanciato. Solitamente seguo questo schema:

  • MONTATURE DA UTILIZZARE CON LE CANNE DA BEACH => DIAMETRO 0,25 / 0,28
  • MONTATURE DA UTILIZZARE CON LE CANNE INTERMEDIE => DIAMETRO 0,37 / 0,40
  • MONTATURE DA UTILIZZARE CON LE CANNE PESANTI => DIAMETRO 0,60 / 0,70
Ruzzola montatura surfcasting robertoaccardi

Si tratta di diametri orientativi, che solo voi potete meglio definire in base alle vostre capacità di lancio, in base al carico di rottura della lenza madre che avete scelto, in base alla rigidità della canna in vostro possesso, ecc.

Ora passiamo alle tipologie e alle relative quantità.

–       MONTATURE LEGGERE: TIPI E QUANTITA’

La mia standardizzazione è oramai abbastanza nota, ma la ripresento ugualmente perché ogni dettaglio va commentato e spiegato, evitando di commettere l’errore di dare certe cose per scontate.

Queste sono le montature che necessitano delle attenzioni maggiori, essendo dedicate alla pesca ravvicinata e/o diurna. Realizzate rigorosamente in fluorocarbon, prevedo tre tipologie:

  1. Eclettica 4 x 45 – in grado di ospitare braccioli da max 45 cm, con possibilità di utilizzare 3 ami sopra il piombo, o con 2 ami più quello pescatore
  2. Eclettica 4 x 75 – in grado di ospitare braccioli da max 75 cm, con possibilità di utilizzare 3 ami sopra il piombo, o con 2 ami più quello pescatore
  3. 3 x 120 – in grado di ospitare 3 braccioli da max 120 cm

Per chi utilizza gli snodi con le girelle, o con le girelle dotate di micro sgancio le quantità sono ridotte: 8 montature (o 9 a seconda dell’altezza delle ruzzole che utilizziamo), più 3 o 4 di riserva da tenere fuori dal casso per eventuali reintegri. Il discorso cambia completamente per chi usa le sfere: la scarsa intercambiabilità obbliga l’utilizzatore a scorte di montature già pronte dal numero molto più elevato.

–       MONTATURE INTERMEDIE: TIPI E QUANTITA’

Anche queste montature necessitano di attenzioni maggiori, essendo dedicate alla pesca a fondo e/o di galla. Realizzate rigorosamente in fluorocarbon, prevedo tre tipologie identiche a quelle illustrate per le montature leggere.

  1. Eclettica 4 x 45 – in grado di ospitare braccioli da max 45 cm, con possibilità di utilizzare 3 ami sopra il piombo, o con 2 ami più quello pescatore
  2. Eclettica 4 x 75 – in grado di ospitare braccioli da max 75 cm, con possibilità di utilizzare 3 ami sopra il piombo, o con 2 ami più quello pescatore
  3. 3 x 120 – in grado di ospitare 3 braccioli da max 120 cm

Le quantità il discorso è analogo al precedente: chi utilizza gli snodi con le girelle, o con girelle dotate di micro sgancio le quantità sono di 9/12 montature, più 3 o 4 di riserva da tenere fuori dal casso per eventuali reintegri. Qualcuna in più dato che più si sale con il piombo e con le distanze e maggiori sono le possibilità di incappare in rotture accidentali.

–       MONTATURE PESANTI: TIPI E QUANTITA’

Queste montature possono essere realizzate anche in nylon o in fluorocarbon, a seconda delle proprie possibilità economiche, ed essendo destinate all’abbinamento con piombi molto pesanti è bene che la qualità sia elevata, sia come carico di rottura che come resistenza all’abrasione. Prevedo solo due set di montature in questo caso.

  1. Eclettica 4 x 45 – in grado di ospitare braccioli da max 45 cm, con possibilità di utilizzare 3 ami sopra il piombo, o con 2 ami più quello pescatore
  2. Eclettica 4 x 75 – in grado di ospitare braccioli da max 75 cm, con possibilità di utilizzare 3 ami sopra il piombo, o con 2 ami più quello pescatore

Per le montature pesanti ne prevedo 15 per tipo più 5 di riserva. Come già accennato per quelle intermedie, il rischio rottura aumenta con il complicarsi delle condizioni di pesca, ed è meglio avere le spalle coperte.

LE RISERVE DI AMI

Prima di scendere nello specifico, vi invito a dare uno sguardo all’articolo che ho scritto tempo fa sui vari modi di creare riserve di ami già pronti, oppure di dare uno sguardo al tutorial dell’hook systemring system sul mio canale Youtube.

Avendo sposato la girella con micro sgancio, le mie riserve di ami sono alloggiate con il metodo del ring system. Il bracciolo da una parte prevede l’amo, e dall’altra la piccola asola che consentirà un rapidissimo aggancio allo snodo da me scelto. Ma le quantità? È sempre meglio trovare un buon compromesso per evitare di dover buttare scorte di ami che prendono ruggine.

Tenete presente che occorre anche fare delle scelte ben definite sui tipi di ami che intendiamo utilizzare, perché per ogni modello dobbiamo prevedere due o tre misure, e per ogni misura dobbiamo prevedere due o tre diametri, e per ogni diametro dobbiamo prevedere tre lunghezze!!!

Ebbene si, sappiate che per avere una ottima scorta di ami sono necessari tanto tempo e tanto denaro, però poi una volta raggiunta la dotazione standard (solitamente vicina ai 1.000 ami legati per le competizioni TOP), si tratta solo di reintegrare quanto consumato.

riserva ami legati robertoaccardi blog
Ruzzole blu per diametri bassi ruzzole arancio per diametri alti

–       LA SCELTA DEI MODELLI DI AMO

  • 1 modello di amo a garbo corto, in due misure 12 e 10 (ad esempio lo Shinken Pint)
    • 1 modello di amo tipo crystal, molto leggero, in due misure 12 e 10 (ad esempio il 10120N Hisashi)
    • 1 modello di aberdeen robusto, in tre misure 14, 12 e 10 (ad esempio il modello F31 Surf Hisashi

–       LA SCELTA DELLE QUANTITA’

  • Per ogni modello abbinato ad ogni diametro prevedo sempre una ruzzola con 21 ami pronti avvolti. Come mai 21? Semplicemente perché con 21 ami riesco a preparare in pochissimo tempo 7 montature uguali, e in ogni caso un numero maggiore di ami già legati comincerebbe a creare fastidiosi stress al bracciolo per via dei troppi braccioli uno sull’altro.
robertoaccardi ami legati blog
1056 AMI LEGATI E 400 BRACCIOLI PRONTI

–       ABBINAMENTO AMO – DIAMETRO

  • Non necessariamente per ogni modello di amo prevedo che ogni misura abbia tutti le lunghezze e i diametri disponibili. L’esperienza ormai ha fatto si che per certi diametri ormai abbino solo determinati modelli di amo e determinate misure. Questo fa si che la mia dotazione minima di ami, particolarmente mirata per l’agonismo di alto livello, preveda poco più di 1.050 ami già legati.

Non avendo segreti, questa qua sotto è la tabella di lavoro che ogni estate preparo per la nuova stagione agonistica. Potete prenderla come esempio anche per notare l’abbinamento tra diametro e misura dell’amo 😉

LE RISERVE DI BRACCIOLI

A causa del mio particolare metodo di alloggiamento degli ami con il ring system, per ripristinare gli ami consumati dovrei fare due nodi: uno per creare l’asola, e uno per legarci l’amo. Ebbene, ho trovato il modo per risparmiare tempo anche in questo caso, prevedendo scorte di braccioli che abbiano già l’asola e la lunghezza desiderata, e che necessitino solo del semplice nodo dell’amo da ripristinare.

In questo modo io prevedo solo due lunghezze, 80 e 125 cm, avvolti in ruzzole da 10 cm di diametro, e con 40/60 braccioli per ruzzola organizzati con un sistema che voglio condividere con voi 🙂

riserve di braccioli robertoaccardi blog
Ruzzole da 10 cm di diametro ottime per ospitare braccioli

Il sistema consiste nel realizzare l’asola e tagliare il bracciolo a 80 o 125 cm in modo che all’occorrenza eventuali braccioli da 45 cm possano essere ricavati dalla più abbondante delle due scorte per quel diametro. Ogni bracciolo lo inserisco in uno sgancio che fa la Trabucco (Prosurf SS Powerclip – misura Large), e che utilizzo per ospitare il piombo nelle mie montature, e che in questo caso mi fanno da raccoglitore per braccioli.

SS Powerclip Trabucco robertoaccardi blog
SS Powerclip Trabucco

Guardate l’ingrandimento qua sotto per avere una migliore idea di come sia fatto.

Calcolate che per ogni bobina di filo da 50 metri ricavate circa 60 braccioli da 80 cm oppure poco meno di 40 braccioli da 125 (sto calcolando un baffo di circa 5 cm per ogni asola).

In questo modo quando dovrò ripristinare qualche amo consumato dovrò semplicemente prelevare il bracciolo già dotato di asola e fare il nodo all’amo.

I PIOMBI

Così come abbiamo ragionato per la scelta delle canne, dei diametri dei fili del mulinello, lo stesso dobbiamo prevedere per i piombi. 5 o 6 piombi per ogni grammatura prevista saranno sufficienti. Le variabili da considerare però non sono solo il peso, ma anche il fatto che siano da tenuta oppure no, e luminosi. Quindi, facendo un po’ di ordine, considereremo le seguenti grammature e:

  • 5/6 pezzi + 2/3 luminosi per ogni grammatura che siete abituati ad utilizzare (io ad esempio opto per 50 gr (tyc), 75 gr, 100 gr, 125 gr, 150 gr, 175 gr)
  • 5/6 pezzi piombi da tenuta (preferisco la piramide, ma potte optare anche per la sfera o lo spike, nelle grammature 175, 200, 220 gr)

I piombi da tenuta li tengo in un sacchetto a parte in modo che, una volta arrivato in spiaggia, se le condizioni sono palesemente tranquille, alleggerisco il carico lasciandoli in macchina.

Piombi surfcasting robertoaccardi blog

PER TUTTO IL RESTO

Considerando che già adesso l’articolo supera le 3000 parole, preferisco concludere qui questo segmento di un argomento IMMENSO, che probabilmente riuscirò a trattare in modo completo in tre o 4 puntate, quindi… rimanete online o registratevi al mio blog in modo che abbiate immediatamente notizia di ogni nuova pubblicazione.

Come sempre vi chiedo il favore di condividere questo articolo in qualche gruppo di pesca del quale fate parte, in modo che possa tornare utile anche a qualche altro appassionato di pesca dalla spiaggia.

12 Commenti

  1. Nicola

    Ciao roberto
    Grazie come sempre per aver condiviso i tuoi
    segreti con noi (grazie ai quali questa stagione ho già realizzato il mio 1 -2 -4 di settore )
    A parte questo ho 2 domandine da porti:

    bobine per la beach , quando preferisci utilizzare il 0.18 con shock e quando il 0.25 diretto?

    Quando parli pesca diurna e travi in fluorcarbon
    Intendi solo i braccioli il fluorcarbon oppure anche il trave stesso?

    Grazie mille come sempre
    In culo alla balena per l’italiano e spero di incontrarti , l’anno prossimo al prossimo italiano per stringerti la mano e bere un Icnusa insieme

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Grazie Nicola, commenti come i tuoi mi danno grandissima soddisfazione 🙂

      Per la pesca nei primi 20 metri preferisco il 25 diretto, per una questione di sicurezza (sapessi quante volte capita di rompere lanciando molto vicino…)

      Oltre utilizzo 0,18 e shock leader conico

      In diurna tutto fluorocarbon, bracciolo e montatura.

      Per l’ichnusa e la stretta di mano sempre presente!!! 🙂

      Rispondi
  2. Danilo

    Ciao robi.
    Sono in procinto di realizzare nuove montature ed avrei delle domande.
    I dubbi sono sulle girelle degli snodi, a mare mosso non ho nessuna difficoltà nella scelta, ma a mare calmo ho grosse lacune.
    Tutti questi dubbi sorgono a causa della mia volontà di ridurre al minimo il numero dei travi,

    Su diametri (del finale) dello 0,40/0,35 utilizzo tranquillamente una girelle del 20, ma questa girella creerebbe dei problemi a finli dello 0,18/0,14?

    È ipotizzabile una via di mezzo con una 22?

    Altra mia curiosità (inerente all’articolo), parli di bobone di riserva (per coppia di mulinelli).

    Come mai la scelta di avere 2 bobine per la treccia, 2 con nylon sottile, poi solo 1 su gli altri diametri più sostenuti?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Danilo, per diametri molto sottili la girella sovradimensionata potrebbe far lavorare male tutto il sistema pescante, oltre che penalizzare una eventuale pesca di galla. La girellina del 22/24 va sicuramente meglio. L’abbinamento “strong” va più che bene, ma so benissimo che quando il mare fa da cattivo tu te la cavi egregiamente 😉 Per quanto riguarda le bobine di riserva quell’assetto è molto “da gara”, e copre parecchie situazioni proprio grazie alla treccia, che sino a certi livelli di consente di rimanere in pesca molto meglio, e indirettamente copre più misure grosse alleggerendo l’attrezzatura. In gara hai una canna e puoi pescare canna in mano, quando sono per i fatti miei… davanti al mare a montagne, quando i geni della tastiera stanno sotto il loro plaid a scrivere cazzate, io sono con 4 canne in pesca e la treccia è a casa 😉

      Rispondi
  3. Maurizio b

    Salve Roberto, volevo sapere nella scorta di ami del ring system che nodo utilizzi per fare l’asola?
    Grazie e continua cosi.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Maurizio, nel mio personalissimo caso anziché il perfection loop utilizzo il nodo UNI, perché mi da più sicurezza nel caso il gommino che copre lo sgancio si alzi inavvertitamente.

      Rispondi
  4. vincenzo venuti

    è un piacere seguirti sia qui che sul canale youtube, una domanda..quali misure del trave utilizzi sia per l’assetto 45- 75 e 120?
    per quanto riguarda i braccioli immagino , che la dimensione dipenda dal tipo di mare che abbiamo di fronte e dalla presenza o meno dei granchi.

    grazie

    dario

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Grazie Vincenzo, premesso che la lunghezza dei braccioli dipende ovviamente dalle condizioni del mare, da quanto è profondo il fondale, e via via altre situazioni molto più specifiche come ad esempio la necessità di lanciare più distante, il mio trave 4×45 è lungo circa 160 cm (10,50,50,50), il 4×75 è lungo circa 250 cm (10,80,80,80), e il 3×120 uguale al 4×75 ovvero circa 250 cm (10,120,120).

      Rispondi
  5. Mike

    Grandissimo Roberto!Grazie mille delle preziose informazioni, utilissime per chi come me si vuole avvicinare al mondo delle gare e non sa da dove incominciare!W il Surfcasting vero!O il vero surfcasting?Non ricordo più…heheh😂😂🤙🔝🔝

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Haahahahahaha vedo che non disdegni neanche la satira. Aspetta che trovo il tempo per buttare giù la seconda puntata… 😀 😀 😀

      Rispondi
  6. giuseppe floris

    Bellissimo articolo come sempre d’altronde un condensato di grandissima esperienza che solo un campione come te poteva generare .accompagnato da una solida sana ironia che denota altresi’una umanita’ in un mondo i n cui l’apparire la fa da padrone che dirti per il campionato un in culo alla balenottera !!Beppe

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Grazie Beppe, l’importante è riuscire a dare il massimo e partire organizzati, alche non sempre è possibile. Poi chi pesca di più è il più bravo 🙂

      Rispondi

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