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COME GESTIRE LE LINEE O SABIKI

sabiki parte secondaria

Dopo aver visto come costruire i sabiki o linee japan style, affrontiamo il passo successivo, ossia come gestire le linee o sabiki.

Un conto è costruirle, però poi gestirle potrebbe diventare complicato.

Praticando il Japan Style da parecchio tempo ho avuto modo di effettuare parecchie prove su come gestire le linee o sabiki, e sarà proprio da questa esperienza che comincerò a raccontarvi le soluzioni che ritengo le più valide.

Prima di scendere nel dettaglio è però opportuno fare una prima grande distinzione in base a come noi abbiamo deciso di costruire il nostro sabiki:

  1. Singolo monopezzo
  2. Composto, a sua volta distinto tra Unito tramite attacchi rapidi e Unito tramite nodo
  3. Con braccioli intercambiabili

IL SABIKI MONOPEZZO

Stiamo parlando di come gestire il classico sabiki, quello che nella parte iniziale ha la brillatura, e i tre ami legati con il nodo a otto, o nodo sabiki, e che avrà la lunghezza da noi prescelta.

La loro gestione è fin troppo semplice:

se recuperando troveremo il nostro sabiki ingarbugliato per una qualsiasi causa, il suo recupero potrebbe essere quasi impossibile, oppure potremmo tagliare uno o più braccioli e riposizionare dei nuovi, ma l’operazione diventerebbe troppo lenta e macchinosa.

Molto meglio organizzarsi una scorta di sabiki o linee, che potremmo quantitificare in base alla pescata che abbiamo intenzione di affrontare… in ogni caso stiamo parlando di numerose linee pronte!


IL SABIKI COMPOSTO

Il sabiki composto è formato da due elementi, che per comodità chiameremo PARTE PRIMARIA e PARTE SECONDARIA.

La PARTE PRIMARIA è quella composta dalla brillatura

sabiki parte primaria
PARTE PRIMARIA

La PARTE SECONDARIA è quella che contiene il sistema pescante

sabiki parte secondaria
PARTE SECONDARIA

Questa distinzione serve solo a distinguere due diverse soluzioni per collegare le due parti appena descritte:

Tramite sgancio rapido a C

MICRO SGANCIO C STONFO

Tramite Fast Link Swivel

sgancio rapido trabucco

Oppure tramite un semplice nodo.

Vediamo nel dettaglio cosa comportano i vari sistemi di connessione.

SGANCIO RAPIDO A C

Con questo sistema abbiamo la possibilità di variare la parte finale, che poi è anche quella più importante, ossia il sistema pescante.

Cercheremo di variare le soluzioni preparando parti secondarie con diversi diametri, diverse lunghezze, con ami diversi, e con diversa spaziatura tra un amo e l’altro.

Vi consiglio di costruire le parti primarie con uno 0,26 e uno 0,28, lunghe un paio di metri, e opportunamente accorciabili qualora servisse.

Queste parti primarie saranno dotate dello sgancio rapido a C appena illustrato, e a seconda dei casi potranno ruotare la varie soluzioni che avremo previsto.

Il sistema di collegamento con questo accessorio prodotto dalla Trabucco è abbastanza simile alla prima soluzione che vi ho illustrato, ma ha diversi vantaggi dovuti alla forma e alla capacità della girella di scaricare le torsioni.

Si tratta in ogni caso di scelte importanti, che devono essere di qualità… il pesce della vita è sempre dietro l’angolo, pronto ad allamarsi dove poi potremmo pentirci 😀

NODO

La connessione tramite nodo è la mia preferita, anche se eseguire il collegamento in spiaggia potrebbe risultare fastidioso a seconda dei casi.

Lo preferisco perché secondo me è il miglior sistema di “trasmissione” dei movimenti in acqua, essendo anche la soluzione più leggera tra le tre appena viste. Quale nodo? Io suggerisco l’albright a 5/6 spire che garantisce ottima tenuta e dispone le due parti orizzontalmente.

In questo caso oltre ai sistemi di gestione già descritti aggiungo anche la possibilità di stoccare su di una ruzzola porta terminali, un numero indefinito di ami legati a multipli di tre (questi sono gli al massimo utilizzabili in italia) su una linea lunghissima, come se fosse un palamito.

Da qui taglieremo la parte contenente i tre ami tagliando raso al nodo di giunzione del bracciolo laterale, e con un nodo mediamente semplice da realizzare sostituiremo in estrema velocità tutti e tre gli ami; ovviamente dovremo preparare ruzzole con diametri e distanze degli ami differenti.

Con questa organizzazione e pochissimo materiale potremo affrontare anche pescate veramente impegnative, riuscendo a miscelare anche i diametri tra parte principale e secondaria adattandoci cosi ad infinite soluzioni efficaci

Posso dirvi con certezza che il prossimo articolo sarà collegato proprio a questo aspetto: lo stoccaggio dei sabiki.

SABIKI CON BRACCIOLI INTERCAMBIABILI

Il sabiki a livello costruttivo sarà composto da una linea classica che avrà due coppie di perline in plastica o vetro calibrate a seconda del diametro della linea madre, a distanze predeterminate.

In questo caso l’accorgimento sarà quello di preparare un numero di linee congruo come nel primo caso e un numero di braccioli con delle piccole asole congruo al numero di sostituzioni ipotizzate più un leggero aumento.

La sostituzione del bracciolo derivato è estremamente semplice, vedi foto qui sopra, si predispone l’asola in cui si fa passare l’amo e si stringe a morte fino al serraggio del sistema. Anche l’amo in testa sarà sostituibile montando sulla linea principale una Fast Link Swivel.

Avete letto l’articolo dedicato allo stoccaggio dei sabiki? Vi parlo dei sistemi pratici per preparare grandi scorte di sabiki, o linee japan, in modo super organizzato!

Vuoi vedere tutti gli articoli dedicati al Japan Style? Puoi cliccare direttamente sul menù la voce Japan Style, oppure clicca qui.


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15 Commenti

  1. Luca Cipollaro (Autore Post)

    Grazie Andrea 🙏🇯🇵⛩❤

    Rispondi
  2. Luca Cipollaro (Autore Post)

    Grazie Andrea 🙏🇯🇵⛩

    Rispondi
  3. Valter

    Ciao Prima di tutto complimenti per le conoscenze e per la voglia di diffonderle. La mia domanda è questa: potresti nel prossimo numero includere uno schema di come sistemare il sistema pescante per un lancio effettuato da chi è alle prime armi con le linee longhe e/o sabiki? Penso ci sia qualche trucco che potrebbe fare la differenza tra disporre una lenza stesa ed efficace rispetto ad un groviglio di filo e ami.

    Rispondi
    1. Luca Cipollaro (Autore Post)

      Grazie per la domanda è scusa il ritardo nella risposta. No non esiste un trucco basta distendere bene i sabiki prima di effettuare il lancio. Qualsiasi esso sia. La. Domanda è interessante spero di poter pubblicare un video presto.

      Rispondi
  4. Ivano Primi

    Ciao luca complimenti per l’articolo, volevo farti una domanda in merito agli sganci rapidi montati sul ten-bin, usare uno sgangio rapido al posto del moschettone all’attacco della linea serve in assetto gara per avere velocità o solamente come accessorio a scelta del pescatore? io ho trovato molto utile l’utilizzo della sola girella attaccando la linea con la bocca di lupo escludendo i discorsi velocità e comodità di montaggio.

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    1. Roberto Bernabini

      Ti riporto la mie soluzioni: girella collegata alla brillatura con un nodo Palomar da eseguire prima di realizzare la brillatura stessa, quindi una girella per ogni brillatura di scorta. La girella la collego al Tenbin con uno Power split ring Proterm Rapture o direttamente su uno sgancio rapido realizzato solidalmente sul Tenbin sullo stesso filo d’acciaio armonico inox

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    2. Luca Cipollaro (Autore Post)

      Ciao buonasera io non faccio il. Palomar sulla brillatura ed aggancio direttamente l’occhiello della Brillatura allo sgancio rapido o al moschettone che inserisco nella fase costruttiva del tenbin. Uso molta meno minuteria così. Grazie per la Domanda

      Rispondi
    3. Luca Cipollaro (Autore Post)

      Dipende solo dalla scelta de pescatore della sua comodità di utilizzo che in definitiva lo rende più veloce. In Générale La Cosa Più semplice è la migliore

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  5. Andrea

    Ma l asola sul trave del sabiki come la fai ..?

    Rispondi
    1. Luca Cipollaro (Autore Post)

      Ciao buonasera è scusa il ritardo nel risponderti. L’isola si forma brillando il filo. A breve farò un video sulla realizzazione di un sabiki così sarà più semplice.

      Rispondi
  6. Graziano

    Cioè possiamo mettere il bracciolo con il più comune nodo a stringere tra 2 perline? E la tenuta e sicura? Non e meglio sempre il nodo che si chiude?

    Rispondi
    1. Luca Cipollaro (Autore Post)

      Graziano scusa l’attesa ma non ho capito bene la domanda ma provo a risponderti. No non è pericoloso non mi è mai capitato di perdere un amo in questo modo. Ma se vuoi Inter cambiare i braccioli rapidamente. Puoi usare anche un nodo scorsoio basta che riesci ad attaccare saldamente il Bracciolino derivato non più lungo di 5/6 cm

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  7. Maurizio

    Complimenti Luca, nel SABIKI CON BRACCIOLI INTERCAMBIABILI che distanza consigli di fissare le due perline dove viene contento il bracciolo ?

    Rispondi
    1. Luca Cipollaro (Autore Post)

      Maurizio scusa il ritardo e grazie per la domanda. Un cm anche meno se riesci poi a fissarci un bracciolino derivato abbastanza corto.

      Rispondi
  8. andrea origa

    Complimenti per l’articolo, in quanto ben strutturato e di facile apprendimento. Grazie anche a Roberto per aver dato modo a Luca di iniziarci all’arte del Japan Style.

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