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LE SKILL DEL LANCIO TECNICO

In passato ho avuto modo di scrivere un articolo pieno di consigli “su come lanciare più lontano le nostre esche”, e ora è giunto il momento di parlare del le skill del lancio tecnico.

la lettura del mare accardi

Il primo è stato un articolo che ha avuto un successo notevole; evidentemente i consigli dispensati per riuscire a lanciare più lontano pur mantenendo il proprio stile di lancio è un tema che interessa tanti pescatori.

Le domande che mi arrivano sul lancio tecnico sono sempre state molto gettonate, e sono in tanti a chiedermi di scrivere un articolo dal quale poter poi apprendere la tecnica.

Ebbene, mi sono sempre rifiutato, e continuerò a farlo, perché un articolo scritto non potrà mai aiutare una persona a lanciare meglio, o perlomeno può fare ben poco.

Un video potrebbe aiutare, ma sino ad un certo punto… poi serve PER FORZA qualcuno che vi stia accanto e vi corregga gli errori.

Ma allora di che cosa ho intenzione di parlarvi in questo articolo?

Vi parlerò di quelli che sono i fattori che contano realmente nel lancio tecnico applicato all’azione di pesca, spesso e volentieri ignorati dai pescatori: le skill del lancio tecnico.

Secondo voi imparare a lanciare lontanissimo è sufficiente per rendervi più forti in pesca? Spero proprio che non abbiate questa convinzione…

Vi ricordate lo spot “la potenza è nulla senza controllo”? Beh… già questa frase dovrebbe farvi intuire ciò che starò per scrivere!
Iniziamo a vedere quali sono le skill del lancio tecnico che contano realmente durante l’azione di pesca.

È chiaro che le skill cambiano se parliamo di persone che imparano la tecnica per poter fare le gare di long casting.


LA PRECISIONE

La prima skill del lancio tecnico di cui vi voglio parlare è la precisione.

Immaginate di avere di fronte alla vostra postazione un grande banco di sabbia… oltre il banco troviamo un importantissimo dislivello…

Riuscireste a lanciare in prossimità se questo dislivello fosse a 60 metri?

Si? Ne siete sicuri? E se fosse a 100 metri? E se fosse a 140metri?

La skill della precisione è fondamentale, e man mano che la distanza aumenta è sempre più difficile mantenerla.

La bravura nel lanciatore che vuole andare a pesca, è quella di riuscire a mantenere la precisione anche quando il bersaglio si allontana, oppure quando anziché di fronte a noi si trova angolato.

Ma non solo! E quando arriva il buio?

Ora immaginate un pescatore dotato tecnicamente, ma che lancia per il solo gusto di far vedere all’avversario che sa lanciare.

Di fronte a sé ha un dislivello posto a 90 metri, ma gli manca la precisione… mette le esche a 120 metri e pur potendo sfruttare quella fascia importante, non ci riesce perché sta troppo oltre.

Un classico che si verifica spesso soprattutto in ambito agonistico.

leggere il mare accardi
Può capitare che uno abbia un banco di sabbia davanti, e quello a fianco no!

LA CONSAPEVOLEZZA

Altra skill importantissima per chi effettua il lancio tecnico è la consapevolezza di dove stiano cadendo le nostre esche.

Una skill strettamente collegata a quella della precisione, senza dubbio!

Prendo come esempio una situazione di pesca con il mare mosso, e con un banco di sabbia davanti a noi che si estende per un centinaio di metri.

Lanciamo più forte che possiamo, ma non abbiamo la consapevolezza di sapere se le esche sono cadute oltre, oppure dentro il banco di sabbia.

Certamente nella seconda ipotesi ce ne accorgeremo dai grovigli sui braccioli vista la maggior turbolenza che si forma nei banchi di sabbia (a proposito avete visto la differenza di turbolenza rappresentata in questo video qui sotto?)

Diversamente se riusciamo a lanciare oltre il banco di sabbia, ma non abbiamo la consapevolezza di sapere se siamo in prossimità del dislivello oppure no, è un grosso limite.

Per fortuna, per ovviare a questa problematica esistono due rimedi:

PRIMA SOLUZIONE

Se siamo sicuri di aver lanciato oltre il punto favorevole, effettuiamo un lento recupero sino a “percepire” quando il fondale si alza (il recupero del piombo diventa nettamente più duro).

A questo punto possiamo segnare il filo in modo da avere il riferimento nei lanci successivi, oppure sfruttare un nylon multicolore.

SECONDA SOLUZIONE

Siamo sempre sicuri di aver lanciato oltre il banco di sabbia, ma vogliamo che sia la corrente del mare a “trovare” il dislivello… useremo un piombo leggermente sotto dimensionato in modo che scarrocciando piano piano trovi da solo il dislivello 😉

Come avete visto, per quanto riguarda la “consapevolezza” pur non avendola si può ricavare con l’esperienza 😊


LA PROGRESSIVITA’ NEL LANCIO

Si tratta della terza skill di cui vi parlo, ma è importante tanto quanto le prime due!

Nel lancio tecnico avere un lancio progressivo significa che l’esecuzione deve partire dapprima lentamente, per poi passare ad una maggior forza impressa con progressione e non con una botta violenta.

Quando si parla di lancio tecnico solitamente ci si riferisce al lancio ground cast, ma anche il side angolato è una tecnica di lancio in grado di far ottenere al pescatore belle distanze.

Ok, vi ho più o meno fatto capire che cosa si intende per “progressione” nel lancio, ma non vi ho ancora detto perché è importante questa skill.

Per completare il discorso vi devo parlare di un’altra skill strettamente legata alla progressività del lancio.


LA PRESENTAZIONE DELL’ESCA

L’esecuzione del lancio tecnico richiede tanta forza ma soprattutto tanta “progressività” nella sua esecuzione.

Avere un lancio perfettamente progressivo richiede a sua volta tanta tecnica e tanta “sensibilità” da parte del pescatore, e questa si ottiene stabilendo col tempo un feeling personale con la propria canna.

A furia di sollecitarla, utilizzarla, lancio dopo lancio, recupero dopo recupero, piano piano la canna diventa come se fosse “il proseguimento del proprio braccio”, e allora si che riesci a mettere una tremolina INTATTA a distanze notevoli… 😉

Un lancio violento vi farà fare più metri, ma potrebbe rovinare l’esca, a scapito della sua presentazione.

A che serve mettere un’esca devastata nel posto giusto? Probabilmente a poco!


A COSA SERVE “QUANTIFICARE” UNA DISTANZA?

A meno che non state partecipando ad una gara di lancio tecnico, ve lo dico io a cosa serve “quantificare” una distanza in metri:

A NIENTE!

Sapete quante volte ho sentito frasi del tipo “a quanti metri stavi pescando?”, oppure “quando dici che stai lanciando lontano, a quanti metri ti riferisci?”, e così via.

Non c’è niente di male nel fare queste domande, sia chiaro! Le facevo anche io eh!

Ebbene, prima di rispondere vi faccio io una domanda: “sapreste quantificare a quanti metri si trova un qualunque riferimento situato in mezzo al mare?”

Prendiamo come esempio una boa… se chiedessi a dieci pescatori a quanti metri si trova dalla battigia quanto ci scommettete che come risultati avremmo stime diverse?

E quanto più la nostra boa è lontana peggio è!!!

Sono pronto a scommetterci!

Ora che ho messo in evidenza il fatto che è difficile stabilire la distanza di un oggetto in mare, mi spiegate a cosa serve sapere quanti metri stiamo facendo?

A NIENTE!

Vi faccio un altro esempio: siamo di fronte ad un dislivello importante, che si trova ad una distanza importante. Le opzioni che devono esistere nella nostra testa sono solo due:

1- ci arrivo
2- non ci arrivo

Anche se sapeste a quanti metri esatti si trova una zona di pesca favorevole, a cosa vi servirebbe? Dovreste in ogni caso scoprire se ci arrivate oppure no!

Quando chiedete ad un vostro amico “a che distanza stai pescando?”, oppure “a che distanza hai pescato”, qualunque “numero di metri vi darà come risposta”, sarà la sua personale stima della distanza, che al 90% non corrisponderà con la vostra (per non parlare delle differenze che ognuno ha davanti rispetto agli altri…).

Continuo con l’esempio: il vostro amico vi dice che la fascia in cui ha trovato i pesci è a 80 metri… i “suoi 80 metri” credete davvero che siano uguali ai “vostri 80 metri”?

Devo riproporre la scommessa di prima? 😀

Ricordatevi una cosa: per far capire al tuo compagno dove stai pescando, e farglielo capire in modo inequivocabile, bisogna dare un riferimento oggettivo certo!!

Se sto pescando nel gradino, dico che sto pescando “nel gradino”; se la mia fascia è dopo la secca dirò che “sto pescando poco oltre la secca”; se ho trovato i pesci nel canale tra le due secche dirò esattamente quello!

In questo modo il nostro amico che vogliamo aiutare, e che magari si trova a 300/400 metri da te capisce che la secca che tu hai ad una data distanza, magari lui ce l’ha ad una distanza diversa.

Gli basterà lanciare oltre la secca, senza bisogno di sapere a quanti metri questa effettivamente si trovi!

Dire a qualcuno “sto pescando sotto”, oppure “sto pescando fuori”, oppure “sto pescando fuori fuori” che aiuto può dare al nostro amico o compagno di club che vogliamo aiutare?.

lettura mare spiaggia surfcasting accardi

CONCLUDENDO

Dove sono voluto arrivare mettendo in evidenza questi fattori?

Innanzitutto ho voluto mettere in evidenza il fatto che il lancio tecnico ai fini dell’azione di pesca ha bisogno di skills diverse da quelle che servono per fare le gare di long casting, semplicemente perché in queste ultime non abbiamo bisogno di salvaguardare un innesco.

Ma soprattutto ho cercato di evidenziare il fatto che imparare a lanciare non vuol dire fare più metri possibile, ma significa saper mettere con precisione un’esca ben presentata ad una distanza maggiore.

Per questo articolo devo ringraziare un assiduo e attentissimo lettore del blog, Simone Granini: senza la chiacchierata tecnica con lui, questo articolo non sarebbe mai nato.

Grazie Simone 😊

Tanti articoli di questo blog nascono grazie alle vostre domande, o alle vostre proposte, o suggerimenti.

Insomma… nuovi argomenti possono sempre nascere grazie alle vostre interazioni, che potete sempre suggerirmi inviandomi una email.


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20 Commenti

  1. AlberT

    Probabilmente uno dei tuoi articoli meno tecnici è più illuminanti.

    “fuori fuori non vuol dire niente”… sembra banale, ma non lo è e tu hai reso molto bene questo semplice concetto difficilmente compreso e sottolineato quando si parla di lancio per la pesca.

    Come sempre, complimenti.

    Rispondi
  2. Emiliano Guidi

    Grande Roberto veramente un bel articolo come sempre dettagliato con spiegazioni logiche ho capito molte cose da questo articolo grazie mille

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Wow non potevo leggere risposte più soddisfacenti 😎😎🔝🔝

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  3. Claudio Ricci

    Buongiorno Roberto, vorrei sapere se e quando hai la possibilità di fare corsi di lancio.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Ciao Claudio, corsi di lancio ne faccio, ormai prevalentemente a uno o due persone per volta. Mandami una e-mail;)

      Rispondi
  4. ROBERTO

    Molto chiaro

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Grazie Roberto 😊

      Rispondi
  5. IVANO PRIMI

    Grandissimo articolo Grande Roberto, capire e leggere nelle tue parole, che la mia testardaggine e le mie convinzione sulle skill del lancio, in un azione pesca, non sono mie paranoie ma concetti concreti mi rende felice. Domanda ha senso sondare il fondo e capire le distanze per dei riferimenti di dislivelli o banchi o canali “segni sul filo o colore” grazie mille Ivano

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Ciao Ivano ha assolutamente senso!

      Rispondi
  6. Luca+Cipollaro

    Roberto cime al solito centri sempre il Punto in modo preciso e senza fronzoli. Fare una chiacchierata con te ti aiuta veramente a ragionare nel Modo giusto senza merletti e senza discorsi di surftasting. I. Tuoi articoli sono oggettivamente sono esperienze vissute intensamente per anni e inoltre trasmesse a noi tramite i tuoi articoli ed i tuoi video in modo leggero tecnico e semplice da apprendere. Posso solo ringraziarti per ciò che fai. Grazie!
    PS articolo stupendo💪

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Grazie Luca ❤️ e tu muoviti che non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo articolo 😜

      Rispondi
  7. Stefano Rosseghini

    Nn ci sono parole x descrivere questo articolo a dir poco meraviglioso grazie mille x tt questi consigli CT

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    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Grazie Stefano 😊

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    2. Maurizio Casu

      Te lo dissi quando ti incontrai per la prima volta ad un campionato Eccellenza e te l’ho ribadito quando ho avuto la fortuna di averti spalla a spalla in un settore del CI a coppie…e lo farò ora…sei l’unica Enciclopedia vivente del surf casting da cui attingere e fare tesoro dei tuoi consigli…

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  8. Silvano

    Distanza? Ma fuori fuori??

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    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Fuorissimo!!!

      Rispondi
  9. graziano Mattana

    Allora innanzi tutto bellissimo articolo, mi hai aperto gli occhi su tanti discorsi inutili del dopo gara! Quindi il segreto e sempre e solo mettere l’esca in maniera perfetta nel punto che reputiamo prolifico!

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    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Sono aspetti che spesso vengono ignorati, o considerati poco. Non che sia facile sviluppare quelle caratteristiche, ma se le ignoriamo non le acquisiamo mai 🙂

      Rispondi
      1. graziano Mattana

        In effetti sono gli aspetti meno considerati tutti parlano di metri su metri e non si accorgono che non hanno esche negli ami! Parlando con te ho capito che alla fine conta la presentazione dell’esca e con gli accorgimenti ci si arriva anche a distanze elevate senza fare lanci da pedana

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        1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

          Infatti bisogna dare importanza anche a questi aspetti che sembrano secondari ma così non è

          Rispondi

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