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Storie di spinning vol.1: UN TOTANO…A BARRACUDA…

Salve salvino a tutti!

Allora, diciamo subito che ho deciso di creare questa nuova rubrica per staccare la spina tra un articolo più o meno tecnico e l’altro: capirete infatti che scrivere su qualcosa di “serio” (io serio…pfff…ma quando mai??!!) prevede preparazione, studio, misurazioni varie e mente lucida…

In questa rubrica invece mi limiterò a fare login da qualunque PC io mi trovi per le mani e buttare giù due righe in completa libertà e leggerezza.

Va’ da se che anche in questi articoli troverete qualcosa di tecnico misto a consigli vari e considerazioni finali quanto più obbiettive possibili le quali, spero almeno in parte, possano esservi d’aiuto nelle pescate che andrete a svolgere.

Perchè no?! Ora che ci penso potrei anche indire in futuro qualche “contest” in cui 😍pubblicare le VOSTRE “storie di spinning”😍!!

ODDIO CHE FIGATA SAREBBE!!!!

Lo proporremo gente, voi intanto preparate qualche bel racconto

Alla fine questo spazio deve promuovere al 100% l’amore e la passione per la pesca: qui soldi non se ne guadagnano! Qui si scrive e si spende il proprio tempo assolutamente AGGGGRATISSS!!!

Ed è questo il bello: nessun vincolo di stile né tantomeno temporale…

Ma comunque, passiamo al primo racconto…sedetevi dunque in cerchio che papà castoro vi racconta una storiella carina carina…ah siete soli? Evabbè, fa’ lo stesso…

Una giornata piena…ma piena veramente!

Siamo al 4 Marzo del 2022, a causa della situazione Coviddi-19 (NON CI N’E’ COVIDDI!!) a lavoro abbiamo deciso di suddividere le lavorazioni su turni ed a me capitava quello della mattina.

Sveglia alle 4:30 con badgatura dalle 06:00 alle 14:00…tutto sereno…beh, in realtà uscito da lavoro ho anche un esame universitario (non ricordo se il penultimo o il terz’ultimo, ma stica)…

Finisco di corrompere e minacciare il professore che, dopo una bella supercazzola che Teo Mammucari levate proprio, decide di mettermi 30/30 (brutto schifoso, la LODE me la potevi dare!): oh, io sono umile alla fine, nonostante la mancata LODE la macchina gliel’ho comunque fatta trovare con tutte e 4 le ruote apposto eh…BASTAR…

Dicevamo, ah si, ho dato l’esame…

☎️*driiiin* *driiiin* *driiiin*☎️ -Lo so’ che i cellulari non squillano così dagli anni ’70, ma si è capito, no?-

io “We Anissa Kate! Dimmi pure!

Roberto “We Alessandra! Te la fai una scappata a pesca?!” -si, ci chiamiamo con nomi femminili a caso-

Me medesimo “Mizzica, sai che ti devo dire Rob? Ci sto’! Proviamo a fare una bella pescata in scogliera!

Rob “Appò, ci vediamo sotto casa mia…

Una pericolosa camminata tra scogli vari (con delle scarpe NON ADATTE) e si raggiunge lo spot…lui ad Eging ed io a Shore Jigging

…un’ora e mezza di vuoto dopo…

Eh si, lanci su lanci, decine di diversi tipi di recupero più o meno tecnici, jig ed 👉artificiali 👈(hai letto l’articolo?!!?) di tutti i tipi, ma niente, il vuoto pneumatico, zero attività da tutte le parti…

Si annuvola il cielo, si abbassa la temperatura gradualmente, ed il sole inizia a calare…

Io “Vabbè dai, almeno provo a vedere se passa qualche barracuda di taglia…

Monto un Long Jerk bello grosso: il mio fidato Sandeel Jerk Minnow 210mm sinking.

Ecchilo lì, sparato come un missile dritto in acqua…

Ed inizia la solita tiritera per i Barra: Stop and Go con pause mooooooolto lunghe…cioè, roba da 7-8s a pausa…mica roba da poco eh!

6-7 lanci dopo il sole è già andato via ed attorno a noi è tutto buio già da una ventina di minuti…il mare è totalmente piatto e l’umidità inizia ad aumentare…

Rob “Mbare, ma non mi posso capacitare, dove cacchio sono i pesci?!?! Cioè, io ad Eging, tu a shore jigging, dai, se qualcosa dovesse girare dovremmo prenderla per forza…

Mi fermo un istante dopo aver appena lanciato di nuovo il tanto amato Jerk e controbatto “Ma sai, è parecchio strana la cosa, le condizioni ci sono state tutte, ed in fase di transizione non c’è stato nemmeno un attacco

Interrompo per dare una jerkata

…la cosa più strana è che nemmeno barracuda, bah, non capisco seriamente, vabbè alla fine abbiamo passato un bel pomeriggio, peccato per il cappo…ma che ca…?! AVAAAAAA!!!!! Ma come cacchio faccio ad incagliare un Long-Jerk su 35m di batimetrica?!?!?!? Ma ho fatto una pausa così lunga??!!!

Rob “Ma come cacchio è possibile? Scusa ma affonda così velocemente?!

Mentre provo a disincagliare “No, appunto, cioè, è sinking, ma non così tanto, cacchio, che poi ho preso un bello scoglio, non si muove di un millimetro…

Entrambi veniamo interrotti dal 🎼suono della frizione del mio Certate che inizia a strillare🎼…

Rob “MA CHE CAZZO HAI ALLAMATO!?!?

Mi pianto sulla 👉canna 👈(letto anche questo articolo?), stringo la frizione (già abbondantemente tarata sui 3Kg) e provo a pompare

Un combattimento anomalo…cioè, veramente non ci ho capito nulla…

Allora, vi spiego una cosa, io ed il mio carissimo amico Roberto (non Accardi eh), siamo all’opposto: io sono estremamente calcolatore e freddo, lui invece è vergognosamente esuberante…cioè davvero ragazzi, non si può tenere quando incanna un pesce XD

Tentavo disperatamente di pompare ritirando praticamente 2-3m per volta e cercavo di capire cosa avessi dall’altro lato mentre l’apicale della mia Sonio era all’altezza della placca (una piega da porno credetemi).

Dall’altro lato sento delle forti ripartenze che, nonostante il drag settato adesso tra i 4-5Kg, fanno comunque partire la frizione per qualche metro e mi costringono e spendere tante energie nel tentativo di NON_FINIRE_A_MARE_MALEDIZZIONE_A_ME!!!

Io sotto sforzo “Non riesco ad interpretare cacchio! Potrebbe essere una Cernia presa male, visto che cerca di piantarsi così su fondo, ma non sento nessuna testata…magari un polpo, ma di solito non fanno partenze, semplicemente si aprono a paracadute e se trovano un appiglio si aggrappano…

Rob intanto “DAI CAZZO CHE HAI PRESO IL MOSTRO!!! DAIIIIII!!!! NON MOLLARE…MAMMA MIA, SEMBRA CHE LA CANNA SI STIA SPEZZANDO!!

Io “ZITTO CACCHIO, PRENDI IL RAFFIO! INVECE!

Rob si sveglia intanto “ah già, il raffio vero!

Finalmente sento che il peso diminuisce…penso allora di aver preso una cernia che adesso, una volta aggallata, è stanca morta…inizio a pompare in maniera più fluida e recupero gli ultimi metri di filo…

proporzini del totano rispetto al mio corpo

Intanto Roberto punta la torcia in acqua ed inizia “BRUTTO MALEDETTO SCHIFOSO!! UN TOTANO!! UN CAZZO DI TOTANO MOSTRUOSO!!! MA NON CI CREDO, SE LO RACCONTO NON CI CREDE NESSUNO!!!“🤯

Intanto io “Ma che cacchio vuol dire un totano!?! Mi prendi in giro?!

Guardo bene ed inizio ad analizzare il combattimento, tutto in effetti quadrava…ora però toccava uscirlo fuori dall’acqua…

Di nuovo io “Non montare il raffio, lascia la testa del guadino, non possiamo raffiare con quel gancio un totano, se lo prendiamo male lo perdiamo…

E che devo dirvi?! Le foto (che sicuramente troverete da qualche parte qui attorno) parlano da sole…

Problemi lungo la strada del ritorno…

Pensavate fosse tutto finito…quelli che molti non capiscono è che lo sforzo di tirar su un bel pesce da terra è possibile grazie ad una bella scarica di adrenalina che, una volta finita, (soprattutto se dopo una lunga giornata piena) ti lascia bello che stecchito…

tutti pensano all’andata, ed il ritorno?

Ecco, totalmente bianco in viso e scarico di qualunque energia inizio a tornare indietro mentre (il classico dito nella piaga) inizia a piovere…

Ottimo direi! Camminare stanco, al buio, senza delle scarpe adatte su delle rocce scivolose non è il massimo: infatti scivolo e per poco non mi rompo una caviglia.

Ah, tra l’altro rischio anche di perdere la mia bella preda che mi scivola dalle mani e si infila tra due scogli: ecco che sono costretto ad infilarmi tra due rocce per recuperare il totano e, solo grazie al mio fido amico Roberto, riesco a tornare in macchina.

Mi sciacquo, riprendo un po’ di energie e si torna a casa…

…FINE…

Tiriamo giù qualche conclusione per imparare qualcosa

Oggi vi vorrei infatti parlare (sfruttando questa bella disavventura) di SICUREZZA SUL LUOGO DI PESCA!

Si certo, potrei analizzare l’azione di pesca, potrei dirvi di come il movimento sinuoso del jerk che con il suo affondamento lento ha attirato il totano che gli si è avvinghiato addosso, ma parliamone seriamente:

LA MIA E’ STATA ‘NA BELLA BOTTA DE CULO….PUNTO!

Ecco, analizzato il fattaccio, voglio dirvi quanto sia importante, soprattutto se decidiamo di andare a pescare in scogliera, avere la giusta attrezzatura e, PRIMA DI OGNI ALTRA COSA, essere IN COMPAGNIA!

Quella sera posso solo ringraziare il cielo di aver avuto con me un buon compagno di avventura che mi ha aiutato ad affrontare la via del ritorno caricandosi sulle spalle anche le mie cose e dandomi una mano…PUNTO!

Altra cosa importantissima, anzi, ESSENSIALE, sono delle buone scarpe che vi permettano di aderire correttamente alla superficie rocciosa: infatti da quella volta decisi di acquistare delle buone scarpe (oh ragà, da Decathlon le trovate per pochissimo davvero!!) che non ho mai più abbandonato e senza le quali non mi rischio neanche pagato ad andare sugli scogli!

Non solo, vi dico subito che se non fosse stato per l’attrezzatura alla prima pompata (totalmente inaspettata per me) io sarei finito in acqua: infatti tra le scarpe scivolose e l’improvvisa trazione del totano io, totalmente convinto di aver incagliato, ho perso per qualche secondo l’equilibrio rischiando di cadere da una scogliera di circa 4m!

Qui devo ringraziare 3 cose:

  1. La taratura della mia frizione che di default, nello shore jigging, non imposto MAI oltre i 3Kg di drag (credetemi, oltre rischiate SERIAMENTE di finire in acqua al primo strike inaspettato);
  2. Parlando di 👉mulinello 👈la fluidità dello stacco della frizione ammorbidisce di parecchio eventuali fughe o colpi improvvisi che, in questo specifico caso, mi avrebbero tranquillamente fatto cadere giù;
  3. L’azione estremamente progressiva della mia Sonio che ha ammortizzato parecchio la pompata del totano;

Titolo finale che serve solo a creare una separazione inutile…no davvero, in questo momento stai veramente leggendo una frase inutile…

Allora, ricordatevi SEMPRE che la prudenza nella pesca dalla scogliera non è mai troppa, prima di fare un passo pensateci anche 10000 volte: dovete sempre essere certi e sicuri di quello che state facendo…

ANZI!!…

Ancor prima di pensare al passo ORGANIZZATE la pescata portandovi la giusta attrezzatura (un piccolo kit di primo soccorso non è una cattiva idea) per camminare senza rompervi il collo (vi consiglio anche di essere leggeri e compatti, magari con uno zainetto che contenga tutto il necessario per la pescata).

Però lo strumento migliore che possiate portarvi è uno ed uno soltanto: un caro amico!

Una persona fidata sulla quale contare in ogni momento, una persona a cui volete bene ed alla quale siete pronti ad affidarvi, perchè anche questo fa’ parte della pesca: l’amicizia.

Questo racconto infatti è in gran parte proprio dedicato a Roberto, il mio carissimo amico e compagno di mille pescate, che ringrazio per la grande sopportazione che ha verso di me XD

foto in cui, oltre al totano, si vede la mia attrezzatura...e le scarpe che non centrano nulla...

BASTA CON IL MOMENTO SMIELATO, di seguito vi elenco la mia attrezzatura usata per tirare su questo totano:

Canna: Zenaq Defi Muthos Sonio 100m Rg
Mulinello: Daiwa Certate LT 5000D XH (a tal riguardo non perdetevi gli articoli che parlano di velocità di recupero e taglia del mulinello)
Treccia: Sougayilang x12 PE1
Fluorocarbon: Trabucco Fluorocarbon XPS Saltwater 0.45mm
Artificiale: Savage Gear Sandeel Jerk minnow 210mm Sinking col. Barracuda PHP

Detto questo vi ricordo SEMPRE una cosa: un pesce NON VALE LA VOSTRA VITA, la sicurezza è prioritaria, se mai doveste rendervi conto di avere un mostro dall’altra parte (non era comunque il mio caso ovviamente), accontentatevi magari di aprire il drag e lasciargli filo (chissà, magari si stanca), ma non rischiate MAI la vita per nulla…

Sembrerà esagerato, ma la pesca dalla scogliera è anche questo: un grande rischio ad ogni singolo passo dove anche lanciare può essere pericoloso!

Detto questo gente, fatemi sapere se magari questo genere di articoli può in qualche modo piacere ed ovviamente se volete delle modifiche sul format ecc.

Noi ci ribecchiamo sempre qui!

STAY TUNED AND STAY SAFE PEOPLE!!


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5 Commenti

  1. Stefano Rosseghini

    Grandissimo bellissima cattura complimenti

    Rispondi
  2. Massimo

    Mattia tutti i tuoi articoli sono spettacolari, tra i migliori contenuti trovati sul web. Devi solo scrivere più spesso 😉

    Rispondi
    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Troppo buono…così arrossisco XD per i tempi di scrittura preferisco fare sempre con calma: non voglio ridurmi a scrivere articoli poveri di contenuto solo per mantenere una cadenza autoimpostami. La cosa bella di questo Blog è che NON esiste alcun tipo di accordo commerciale con nessuno che possa chiedere qualcosa, è TUTTO frutto della passione di chi scrive.
      Anzi, questa rubrichetta l’ho creata appositamente per aumentare la frequenza di pubblicazioni tra un articolo “tecnico” e l’altro…

      Rispondi
  3. Ivano Primi

    Decisamente uno degli argomenti piu importanti, la sicurezza!! nessun pescatore lo prende in considerazione specialmente dopo ore passate su scogli o in spiaggia, senza considerare anche il rientro in macchina a casa!!!! Bravo Mattia

    Rispondi
    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Si, ho provato a mie spese questa cosa: prima di fare quella brutta esperienza tra gli scogli anche io davo sempre per scontato che nulla potesse andare storto…eppure…

      Rispondi

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