ESCA CONGELATA vs ESCA FRESCA

Sebbene un duello come quello palesato nel titolo, esca congelata vs esca fresca, possa risultare più che ovvio, ho ugualmente reputato utile scriverci un articolo.

Come mai? Ve lo spiego molto volentieri 😊

Sono ormai tantissimi gli articoli che ho scritto su questa fantastica disciplina della pesca dalla spiaggia e del surfcasting, e ogni volta che gli argomenti sembrano mancare… ci pensate voi! 🙂

Infatti sono le vostre domande ad alimentare le mie fantasie da scrittore.

E quando la stessa tipologia di domanda supera un certo numero, ecco che nasce un nuovo articolo!

Esca congelata vs esca fresca è, così come tanti altri, un articolo “causato” da… tanti di voi 😊

Tra l’altro le domande sull’esca congelata arrivano sistematicamente in prossimità della stagione invernale.

Dico sistematicamente perché l’esca congelata (cannolicchio, seppia, muggine, gamberi, ecc) ha il suo maggior utilizzo durante la stagione invernale.

Non ha molto senso congelare i vermi, se non in particolarissimi casi dei quali vi parlerò a fine articolo.

Veniamo al dunque! Io inizierei con la regola più ovvia, ma come vedremo, insufficiente.

L’ESCA FRESCA è MIGLIORE
RISPETTO A QUELLA CONGELATA

Se è vero che non c’è paragone tra esca congelata vs esca fresca, è anche vero che una definizione come questa non chiarisce tutti i dubbi…

Perché dico ciò? Perché bisogna saper rispondere anche a domande come questa:

Ciao Roberto, secondo te come mai io che avevo il cannolicchio fresco non ho preso niente, mentre il mio amico con quello congelato ha pescato due saraghi?

Cosa avrà pensato il ragazzo che mi ha scritto?

Mannaggia, leggo ovunque che l’esca fresca è meglio di quella congelata e poi… mi accadono queste cose!

Ragioniamo! Qual è la spiegazione logica che con buona probabilità ha fatto verificare questo fatto?

Mi auguro che abbiate già letto l’articolo che ho dedicato al gettonatissimo argomento relativo al dove lanciare le proprie esche, strettamente legato alla capacità di leggere il mare.

Se non lo avete fatto, fatelo adesso, prima di continuare a leggere questo articolo! 😊

Bene! Ora vi risulterà più chiara un’altra banale affermazione come questa.


L’ESCA LANCIATA NEL POSTO GIUSTO è PIU’ CATTURANTE
RISPETTO A QUELLA LANCIATA NEL POSTO SBAGLIATO

Secondo me le possibilità che il ragazzo che mi ha scritto non riuscisse a raggiungere una delle zone di pascolo favorevoli sono elevate.

In casi come questi puoi avere l’esca migliore del mondo che serve a ben poco.

Ovviamente non parlo mai di certezze al 100%, essendo la pesca una disciplina imprevedibile.

Dopo questa precisazione, potremmo azzardarci a formulare una definizione più completa:

L’ESCA FRESCA è MIGLIORE DI QUELLA CONGELATA,
SE LANCIATA NELLO STESSO POSTO

Leggendo questa nuova “versione”, con buona probabilità domande come quella che vi ho citato all’inizio dell’articolo non dovrebbero più nascere.

Semmai dopo un evento del genere, e dopo aver letto anche l’articolo su dove lanciare le nostre esche, la domanda che potrebbe sorgere al pescatore potrebbe essere:

“Mannaggia, non riuscivo a lanciare nelle zone in cui il pascolo era più probabile”.


Prima di proseguire voglio chiarire una cosa importantissima! Tutto ciò che sto scrivendo ha senso con quelle esche di cui vi ho parlato.

Se si parla di mare calmo e/o di esche come i vermi, il discorso cambia BRUTALMENTE.


IL MIO CICLO DELL’ESCA

Qui apro un ritaglio di pura esperienza personale.

Parlo di azione di pesca nella stagione invernale, laddove i vermi rimangono dove sono, perché la maggior parte delle esche le vai a comprare in pescheria.

Cosa intendo per “ciclo dell’esca?”

Ora ve lo racconto.

Solitamente in occasione della prima uscita “invernale”, l’esca che prendo è rigorosamente fresca.

Guai se mancano esche come il cannolicchio, la seppia, qualche gambero, granchio, ma anche qualche sardina, un muggine per il trancio, il vivo (anguilla o cefalo).

Tutta l’esca che avanza dalla battuta di pesca la riporto a casa e va a finire rigorosamente in freezer (di certo non in quello di casa se no arriva il divorzio).

Quando dovrò affrontare una nuova battuta di pesca, l’acquisto dell’esca fresca sarà più ridotto rispetto alla prima volta in quanto potrò contare anche su quella congelata.

Durante la pescata alternerò l’esca congelata a quella fresca.

Una volta giunta al termina l’uscita a pesca se avanza dell’esca congelata la restituisco al mare in modo da dar da mangiare a qualche pesce.

Invece l’esca fresca avanzata ovviamente va in freezer, a garantire un minimo di esca sempre disponibile (non si sa mai…).

In questo modo riesco ad ottimizzare i costi, a pescare anche con l’esca congelata, e qualora servisse, solo con quella fresca.

Spero che questo mini racconto vi abbia ispirato qualcosa 😊

Immaginiamo però che arrivi un pescatore che può contare su ampie disponibilità economiche, che mi dice:

“che me ne faccio dell’esca congelata se posso tranquillamente comprarne fresca quanto mi pare?”

Bene… sappiate che anche questa affermazione ha un grosso limite 😀 😀 😀

Immaginate una scaduta favolosa che si materializza nel giro di pochi giorni…

Il pescatore con ampia disponibilità economica prenota 100 mazzi di cannolicchi, 10 chili di seppie, un chilo di granchi, ecc…

Però quando arriva a ritirare le esche si sente dire: “mi spiace ma per il maltempo le barche non sono uscite e non è arrivato niente”.

Quante volte ci è capitato di non trovare esca? A me spesso! Perlomeno quella che mi interessava.

Cosa accade invece a quel pescatore che ha nel proprio freezer l’esca congelata?

Che quando si sentirà dire che le barche non sono uscite per il maltempo potrà sempre contare sull’esca congelata 😀

E quella scaduta andrà a godersela.


Da qui nasce l’ultima regola, tanto importante quanto ovvia:

MEGLIO AVERE L’ESCA CONGELATA
PIUTTOSTO CHE NON AVERNE

Potrei proseguire questo articolo parlandovi sui vari sistemi di conservazione dell’esca, ma perchè farlo qui quando ci posso scrivere un articolo dedicato? ^_^

Concludo l’argomento adempiendo a quanto ho promesso all’inizio.

A questo punto appare fin troppo semplice perchè in rarissimi casi ha senso congelare anche i vermi: perchè è meglio avere un verme congelato che non averne!

Mi auguro di esser riuscito a far cogliere quegli aspetti legati ad un argomento tanto scontato quanto sottovalutato.


SEGUIMI SU


YOUTUBE

FACEBOOK

INSTAGRAM

TELEGRAM

7 Commenti

  1. Antonio Brau

    Ottimo mister 👏🏼

    Rispondi
  2. Roberto

    Congelata ne ho sempre, anche perché non sempre si trova quella fresca, specialmente i cannolicchi che in questa stagione sono importanti specialmente per saraghi!!!

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Il cannolicchio è un’esca spettacolare, ci puoi fare davvero di tutto!

      Rispondi
  3. Giuseppe Pontis

    Ecco, leggendo il titolo ero sicuro della risposta, fresco… Invece mi devo ricredere . Però il bibi scongelato perde subito il liquido, bisognerebbe chiudere le 2 estremità con il filo elastico prima di congelarlo.
    Io dono sempre al mare ciò che resta perché ho solo un secondo freezer, e poi è bello donare al mare visto che prendiamo così tanto😜🎣scazzarasa e che non ho il secondo freezer😂😂😂😂😘🎣🎣🎣🎣🎣🎣🎣🎣

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Caro Pippo, secondo me tu sei… pippato 😀 😀 😀 e per questo per me sei un MITO 😀

      Rispondi
  4. Silvano

    Sempre il Top del surfcasting 💪

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Grazie Silvano 🙂

      Rispondi

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.