Artificiali da spinning Vol.1: il WTD

Salve salvino a tutti cari amici passeggiatori di cagnolini! Oggi iniziamo la rassegna in cui, uno ad uno, si parlerà di artificiali da spinning cominciando dal più semplice: il WTD (dall’acronimo inglese ‘Walking The Dog‘).

In questa rassegna parleremo (ricollegandoci all’infarinatura data nell’articolo sugli artificiali da spinning) nello specifico dei vari tipi di artificiali che esistono (in pratica una rassegna infinita) descrivendoli nel modo più completo possibile.

Parleremo del moto caratteristico delle varie esche, del loro bilanciamento, del modo in cui si lanciano, del recupero che (generalmente) va’ utilizzato per garantirne l’assetto, ecc.

Insomma, cercheremo di capire insieme come lavora ogni singola tipologia di esca.

Iniziamo il primo “botta e risposta“.

Quando usare un WTD?

Come saprete già questo tipo di esca è la matriarca della categoria dei “Top-Water“: lavora dunque sui primissimi centimetri della colonna d’acqua.

Non eseguendo particolari turbolenze (es. le “bollate” di un Popper) non è adatto a stuzzicare la linea laterale di pesci che stanno troppo a fondo.

Rapture Ocean Walker

Dunque, in linea di massima, il WTD si utilizza quando:

– ci sono EVIDENTI attività di pesci a galla

– si ricercano predatori su fondali bassi

– si ricercano predatori lungo fondali bassi, misti e spesso con scogli a vista (quindi per evitare incagli)

– si ricercano predatori sulle schiumate di scaduta

Qual è la combo ideale per animare un WTD?

Come già anticipato in più articoli (leggi su come scegliere il rapporto di recupero del mulinello e un’infarinatura sull’azione di una canna da spinning) gli attrezzi IDEALI sarebbero una canna Fast o Extra-Fast (se extra-fast scegliete WTD vicini al massimo Casting Weight della canna) accoppiata ad un mulinello veloce della giusta taglia ovviamente tutto rapportato al peso del WTD in oggetto.

Dopo spiegheremo il perchè di queste scelte.

Vuol dire che è impossibile gestire queste esche con canne più morbide e/o mulinelli più lenti?

Certo che no, ma sarebbe decisamente più faticoso trovare il giusto equilibrio e soprattutto riuscire a compensare il recupero di questi artificiali.

Come si anima un WTD?

Allora, negli ultimi tempi ho deciso che, vista la continua tendenza delle persone al semplice “qualunquismo privo di critica“, darò prima le risposte e poi le motivazioni: così chi non è interessato al PERCHE’ ed al COME può semplicemente avere le risposte che cerca…punto.

Dunque, un WTD (come vedremo dopo e come dovreste aver letto nel primo articolo sugli artificiali) si muove con il classico “zig-zag” più o meno ampio e/o regolare sul pelo dell’acqua: come otteniamo dunque questo movimento?

Una volta che l’artificiale è in acqua dovremo procedere con delle jerkate a canna alta (quindi delle “frustate” di polso che devono “strattonare” l’esca e NON accompagnarla) accompagnate da un recupero costante con il mulinello che deve compensare l’ampiezza e la frequenza delle jerkate.

Si può decidere infatti di eseguire:

  • Jerkate ampie a bassa frequenza seguite da recuperi lenti
  • Jerkate corte a bassa frequenza seguite da recuperi lenti
  • Jerkate corte ad elevata frequenza seguite da recuperi veloci
  • Jerkate del COME STRACACCHIO VOLETE PERCHE’ TANTO DECIDETE VOI COME FARLO MUOVERE…

Eh si, in pratica nel WTD l’unica cosa importante è che l’esca non perda il suo assetto e che, ovviamente, non si ingarbugli male con il terminale causando tante bellissime e coloratissime imprecazioni in cinese mandarino…

Perchè si, è così che si imparano le lingue straniere!

Un consiglio che posso darvi è quello di, seguendo sempre il principio dietro il concetto di velocità di recupero, abbassare gradualmente la punta della canna man mano che si riavvolge filo e compensare la frequenza dei giri di manetta: in pratica passerete da un iniziale recupero jerkato a canna alta ad uno jerkato a canna bassa (quindi con punta vicino al pelo dell’acqua) a fine percorso.

Ma non preoccupatevi: vi verrà quasi automatico…

Adesso passiamo alle spiegazioni serie!


La geometria dell’esca

Prima di iniziare a capire COME si muove un WTD nel dettaglio dobbiamo parlare della sua geometria e della distribuzione della massa al suo interno.

La forma è infatti la più semplice in assoluto: alcuni WTD sono semplicemente dei cilindretti smussati, ma generalmente sono dei piccoli artificiali abbastanza bombati in avanti e fusiformi con lunghezze che DI SOLITO non vanno oltre i 140mm (e qui stiamo parlando di artificiali da tonni praticamente).

Cosa ci importa analizzare dunque?

Facciamo così, vi spiattello un bel disegnino e continuo a scrivere sotto…

Sezione di un WTD

Come si può notare la massa del WTD è quasi totalmente concentrata nella zona posteriore: questo porta il centro di massa ad essere molto distante (in proporzione alla lunghezza dell’artificiale) dal punto di trazione/vincolo.

Cosa vuol dire?

Facciamo un esempio pratico e poi pensiamo a spiegarlo per bene…

Il lancio della freccetta

Potrei dirvi di aprire TikTok o Instagram e scorrere tra i vari reels di ragazze promiscue che twerkano in slow-mo per esemplificare il tutto: ma sarebbe un po’ troppo spinto e quindi preferisco spiegarvelo come di seguito…

Di fatto non so quanto questo esempio possa essere effettivamente originale ma, sinceramente, poco importa: è il più semplice che mi è venuto in mente…

Immaginiamo di prendere una freccetta (la classica freccetta del tiro al bersaglio che un po’ tutti abbiamo provato almeno una volta) e, impugnando dal lato della punta, lanciamo.

Cosa succede?

Nonostante stiamo lanciando dal “verso contrario” la freccetta ruoterà fino a portarsi con la punta in avanti per colpire il bersaglio.

Esattamente come nel WTD anche in questo caso il centro di massa è spostato tutto ad un’estremità.

Questo si traduce in zone con differente “inerzia” in quanto, a causa dell’attrito con l’aria, le zone più “leggere” subiranno un rallentamento maggiore rispetto a quelle a maggior densità che quindi si “sposteranno in avanti” orientando tutto il sistema come ben sappiamo…

…vi prego, se c’è qualche fisico in mezzo non mi uccida: sto’ solo cercando di spiegare nel modo più semplice ed elementare possibile…

Le alette poi serviranno a stabilizzare il volo.

Il movimento del WTD nel dettaglio

Esemplificato il concetto di prima possiamo adesso capire il PERCHE’ un WTD si muova in un determinato modo…o forse manca qualcosa?

Infatti, secondo il “principio della freccetta“, la nostra esca dovrebbe ruotare di 180° e finire con il “sedere in avanti“.

Ecco, ciò che impedisce questo sgradevole effetto è il vincolo del nostro filo agganciato in testa: questo deve appunto “stoppare” la naturale rotazione dell’artificiale ed invertire il suo momento angolare ad ogni jerkata.

Avete quindi capito anche il perchè è importantissimo un mulinello con rapporto di recupero veloce?

Se la velocità di recupero non compensasse adeguatamente la jerkata non si riuscirebbe a fermare la rotazione del WTD che andrebbe inesorabilmente a fare accavallare l’ancoretta di coda con il nostro terminale: cosa decisamente no buena!

Schematizziamo dunque il moto di un Walking The Dog passaggio per passaggio:

  1. Mentre stiamo recuperando jerkiamo l’esca (miraccomando, NON accompagnamola ma STRATTONIAMOLA)
  2. L’esca scatterà in avanti
  3. La coda del WTD sbanderà” tendendo a portarsi in avanti ma la sbandata verrà contrastata dal recupero dell’angler
  4. Alla jerkata successiva la “coda” dell’artificiale acquisirà momento angolare nel verso opposto portando l’esca a “sbandare” dall’altro lato
  5. Si ripete il ciclo fino alla fine del recupero

GIF fichissima in 3…2…1…

Conclusioni…al solito…

Dunque, in realtà ho dimenticato di scrivere sul “lancio” di queste esche ma, avendo il WTD il centro di massa concentrato in coda, non servono particolari accortezze per raggiungere grandi distanze.

E quindi?

Vi è piaciuto questo primo approfondimento sugli artificiali?

Si?…No?…Boh?…

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Un saluto grande grande e, come sempre,

STAY TUNED…cari amici passeggiatori di cagnolini!


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4 Commenti

  1. siermas

    Bellissimo articolo , grazie 🤩

    Rispondi
    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Grazie a te 😁

      Rispondi
  2. David

    Mi è piaciuta la spiegazione 👍

    Rispondi
    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Grazie mille per la fiducia😁

      Rispondi

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