SPINNING: terminale in Fluorocarbon o Nylon?

Salve a tutti voi indecisi procrastinatori di scelte importanti! Oggi, seguendo l’onda degli articoli paralleli sul Surf-Casting ed il Japan-Style, parleremo di una tematica calda (ma neanche troppo) nello spinning: terminale in Fluorocarbon o Nylon?

Eh, sembrerà strano, mai sui diversi gruppi social è sempre molto presente questo dibattito: e credetemi, le persone non rispondono sempre in maniera educata e sensata.

Famo subito un recap della differenza delle proprietà tra queste due categorie di filo (dico “recap” perchè se avete letto l’articolo di Roberto Accardi linkato sopra dovreste già avere tutto ben chiaro in testa).

Ah, ovviamente stiamo parlando di TERMINALE e non di filo in bobina: di quello ne discuteremo in separata sede…

Vai con il primo titoletto!!!!

Materiali a confronto: Fluorocarbon vs Nylon…FIGHT!!!

Cosa sappiamo per grandi linee?

Allora, diciamo che il Fluorocarbon rispetto al Nylon ha:

  • un indice di rifrazione più alto che lo rende praticamente invisibile in acqua;
  • modulo elastico longitudinale molto maggiore che ne rende il carico di rottura più elevato a parità di sezione (o spessore che dir si voglia);
  • elasticità inferiore (è quindi più rigido);
  • densità maggiore;
  • maggiore resistenza all’abrasione;
  • maggiore resistenza ai raggi ultravioletti ed alla salsedine;
Fluorocarbon VS Nylon by Mattia Famoso

In pratica non c’è storia gente!!!

Ma aspetta, questa roba la trovate un po’ su tutti i siti/canali youtubici del mondo…come posso darvi delle informazioni utili IN PIU’?

Diciamo intanto che della resistenza ai raggi UV ed alla salsedine a noi spinners (che spesso cambiamo terminale anche più volte durante una sola pescata) non interessa molto eh…dunque, andiamo avanti!

Invisibilità…un potere forse troppo sopravvalutato…

Eh già…sarebbe fichissimo poter diventare invisibili ed infiltrarci negli spogliatoi del gentil sesso: e no, non fare l’innocente!!!!

Qui però non stiamo parlando né di poteri né dei Fantastici 4, qui si parla di terminali per lo spinning!!

Intanto bisogna subito capire che non va’ intesa la cosa come “il Fluorocarbon è invisibile ed il Nylon invece è un pugno in un occhio come un quadro impressionista in mezzo ad una mostra di arte rinascimentale!“.

Semplicemente, messi a confronto, uno si vedrà meno dell’altro…

Adesso, il problema è che fare un discorso generale è praticamente impossibile! Dunque, sempre evitando di scrivere una nuova Odissea, cercherò di esemplificarvi il concetto.

Infatti bisogna capire che per qualunque osservazione bisogna OBBLIGATORIAMENTE capire il sistema di riferimento: un tavolo da ping-pong messo al centro di una cameretta è ingombrante, lo stesso tavolino spostato all’interno di un capannone industriale sarebbe insignificante.

La stessa cosa vale per il fattore “invisibilità“: un nylon (che quindi tenderebbe a vedersi un po’) attaccato ad un Long-Jerk da 180mm (ovviamente ben dimensionato in base all’attrezzatura) non avrà lo stesso impatto che può avere se accostato ad un eschetta piccola come una gommettina o un piccolo minnow da 40-50mm.

Infatti, e questo è ben appurato, il pesce che attacca per reazione un’esca in movimento sopra una certa lunghezza se ne sta’ assolutamente fregando se dall’altro lato c’è del fluorocarbon o un cavetto d’acciaio (con ciò vi ricordo che nello spinning il cavetto NON SI USA CACCHIO!!!).

Mentre la cosa potrebbe in parte incidere con esche molto piccole e spesso gestite con movimenti lenti che danno al pesce il tempo di osservare attentamente.

Carico di rottura

Come detto prima il fluorocarbon ha un modulo elastico longitudinale maggiore rispetto al Nylon che ne rende dunque il carico di rottura maggiore a parità di spessore.

Parliamo in maniera veloce e diretta: CHISSENE del carico di rottura!!

Il discorso è che nel 99.99% dei casi nessun pesce potrà rompere un filo ben calibrato ed intatto senza probabilmente spezzare la canna o arrivare sul fondo del nostro mulinello.

Dunque, in termini veloci: avere un carico di 20Kg da terra, dal punto di vista del PURO carico di rottura, non serve a molto in se e per se, questo infatti deve essere pura conseguenza delle proprietà successive…

Resistenza all’abrasione

Ecco, questa può iniziare ad essere un’enorme discriminante!

Infatti spesso le nostre esche passano molto tempo lungo fondali rocciosi e misti che possono portare la parte più vicina del terminale allo snap a strofinare con il fondo.

Questo porta ad un costante attrito che rischierebbe di consumare il filo diminuendone drasticamente la resistenza agli sforzi elastici.

Senza parlare ovviamente dei denti dei nostri cari amici predatori…oh, poco da dire, in questo caso sappiamo ben bene che il nostro caro Fluorocarbon vince.

Ma anche questa caratteristica è strettamente legata a ciò che vedremo dopo!

Elasticità

Vabbè, sappiamo tutti che, a parità di forza applicata, il Fluorocarbon risulta allungarsi moooooolto meno del Nylon, questa cosa ci aiuta parecchio nello spinning con il contatto con l’esca, ma in che modo si lega alla resistenza all’abrasione ed al carico di rottura?

In pratica dovete sapere che, detto mooooolto in grandi linee, il Nylon è composto da tanti monomeri legati da loro con un processo chimico definito “polimerizzazione” mentre il Fluorocarbon è composto da tante molecole che si legano tra loro formando dei “cristalli“…

ORA…il legame di polimerizzazione porta le molecole ad avere UN solo legame tra due monomeri mentre il reticolo cristallino del fluorocarbon porta le singole unità a legarsi tra loro con più legami…

DUNQUE nel nylon il vincolo tra i monomeri è solo su una direzione (ecco perchè è molto elastico lungo la lungitudinale) mentre nel fluorocarbon le molecole sono vincolate su più direzioni (motivo per cui questo reticolo è più “fermo” e rigido).

Perchè la resistenza all’abrasione?

Immaginate che il Nylon sia una catena mentre il Fluorocarbon una cotta di maglia (tipo quelle medievali): spezzando un solo anello la catena si spezza totalmente mentre rompendo un anellino della cotta di maglia avremo solo un indebolimento localizzato, non un cedimento totale.

…amici chimici, non uccidetemi, sto’ solo cercando di semplificare il più possibile…

Detto questo: il concetto è che quando un oggetto elastico si allunga parecchio tende ad assottigliarsi al centro durante questa fase.

Capite che se un qualcosa di già molto sottile tende ad assottigliarsi parecchio perde (nella sua sezione più fine) sia in carico di rottura (il modulo elastico è strettamente legato alla sezione di un oggetto) che in resistenza all’abrasione.

Ecco…mettiamo un titoletto…

Rigidità…densità e…

Dopo tutta la tediosa premessa fatta sopra capirete che il fluorocarbon è sia più rigido che anche mooolto più denso rispetto al nylon.

Questo ci porta a due considerazioni:

  1. Contatto più diretto con l’esca
  2. Vibrazioni…capirete, capirete gente!

Vabbè ragazzi, il contatto con l’esca credo sia ovvio per tutti: soprattutto sulle lunghe distanze è ESSENZIALE non perdere il movimento impresso all’esca: ecco perchè, come ripeto sempre, l’unica parte TENDENZIALMENTE elastica nel nostro comparto pescante deve essere la canna da spinning.

Passiamo a qualcosa della quale però non parla quasi nessuno.

LE VIBRAZIONI!!!…no, non il gruppo musicale…

BENISSIMO!

Avete tutti presente la corda di una chitarra, giusto?

Bene, si tratta di una corda di materiale elastico fissata tra due vincoli e messa in tensione: questa la porta, una volta pizzicata, a provocare delle vibrazioni che, in questo sistema, generano delle “onde stazionarie“.

E mo che centra?

Dovete sapere che un’onda (o una vibrazione che dir si voglia) si propaga meglio tanto più denso è il mezzo di propagazione

…DUNQUE!!!…

Attraverso il fluorocarbon le vibrazioni si propagano meglio…

…DUNQUE!!!…

Il nostro terminale risulta vincolato ai due estremi: da un lato il nodo alla treccia (che ha una densità ed un’elasticità TOTALMENTE diversa dal terminale) e dall’altra allo snap (al quale c’è il nostro artificiale)…

…DUNQUE!!!…

Quello che ci si presenta d’avanti è, in LARGHISSIMA approssimazione, una sorta di “corda di chitarra acquatica“!

Vuol dire che attraverso il terminale si propagano (ed in parte anche amplificano) le turbolenze delle correnti marine, le vibrazioni causate dall’esca (come ad es. il rattling) e quelle causate dalle nostre jerkate!

Sapete qual è l’organo sensoriale più sviluppato nei predatori?

La linea laterale!

E cosa rileva quest’organo?

LE VIBRAZIONI IN ACQUA!!!

Sapete cosa vuol dire?

Che in parte il nostro terminale può contribuire alla pescata aumentando l’interesse dei predatori verso il nostro sistema pescante stimolando la linea laterale dei pesci!!!!

BOOOOOOOOOOM!!

And (of course) the winner is…

Beh, in realtà non ci sono molti dubbi, ma, detto nel buon caro vecchio stile alla Mortal Kombat:

FLUORCABON WINS…FLAWLESS VICTORY!

Eh si gente, sul terminale c’è davvero poco da dire, nello spinning si usa il Fluorocarbon per tutte le ragioni di cui sopra e, probabilmente, anche altre che al momento nemmeno mi vengono in mente!

Ok, nel trout area alcuni usano il nylon…ok, in alcune tecniche di casting c’è chi lega direttamente la treccia…ok, nel pike fishing c’è chi usa il cavetto…ma al 99.99999% si usa il Fluorocarbon…PUNTO!

E questo vale per TUTTE le pesche con artificiali, anche quelle verticali!

E’ anche vero che un buon Nylon costa comunque 5-6 volte in meno ma alla fine a noi serve solo uno spezzone per fare il terminale e, personalmente, a me una bobina da 50m dura spesso anche un anno o più…

DUNQUE GENTE!

Piaciuto questo approfondimento? Vi siete iscritti alla nostra SEXY (non spammosa) NewsLetter? NO? E che stracacchio state aspettando!!!!!???

Dunque, io al solito vi saluto e vi rinnovo l’appuntamento al prossimo articolo di questo spazio blogghiano-accardiano e, come sempre,

STAY TUNED…indecisi procrastinatori di scelte importanti


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10 Commenti

  1. Antonio

    Buongiorno, quanto fai lungo lo spezzone di fc ? che diametro consigli il base all’artificiale? Grazie mille per i contenuti di qualità

    Rispondi
    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Ciao Antonio, grazie mille per la tua domanda.
      Riguardo la lunghezza PURTROPPO non posso darti 1 dato fisso: questa infatti dipende dallo spot e dalla tua attrezzatura.
      Di norma devi considerare che tanto più il fondale è roccioso con pericoli di sfregamento del terminale ecc. tanto più lo spezzone di FC deve essere lungo (io passo da 50-60cm quando sono in spiagge sabbiose a 1.5-2m quando sono a Shore-Jigging).
      Riguardo al diametro devi tarare tutto alla canna ed al tipo di pesca che vai a fare: di base pensa sempre che il FC non deve mai avere un carico di rottura superiore al 80% del carico della treccia in bobina. Poi ovviamente anche qui dipende tutto dallo spot: quanto più c’è rischio di sfregamento tanto più dovrai aumentare il diametro del leader.
      Ovviamente farò in futuro degli articoli dedicati con magari anche qualche tabella ecc.
      Intanto, se dovessi volerlo, per qualche domanda specifica puoi tranquillamente contattarmi sui social (sicuramente molto più comodi) come Facebook o Instagram (dove ti invito magari a seguirmi XD).
      Altra piccola cosa: nell’ultima live fatta sul canale YouTube di Roberto avevo anche parlato sommariamente del discorso “terminali”

      Rispondi
  2. Dario

    Complimenti! Riesci sempre a non essere banale e a rendere semplici concetti che in realtà non lo sono.

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    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Sei gentilissimo davvero, grazie mille per il feedback preziosissimo

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  3. Valter

    Il mondo dei fili è pressochè immenso, a volte si fanno scelte sbagliate per credenze o consigli errati, a volte ci metti ciò che hai. Molto interessante specie se unito all’articolo di Roberto. e alla fine in tutto il mondo di marche tipi e prezzi ci sono i “coated” che contribuiscono a confonderci.
    Qualcuno saprebbe indicare la dotazione minima di fili (bobine,travi, braccioli e loro diametri) per un appassionato di S.C. non Agonista senza riempire la cassetta di cose costose o pressochè inutili?
    Grazie per la vostra preziosa dedizione.

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    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Ciao Valter, intanto grazie per il commento (le interazioni sono sempre molto preziose).
      Non ho voluto parlare dei “coated” appositamente per non complicare le cose ulteriormente.
      Riguardo alla dotazione per il S.C. reindirizzo la tua richiesta a Roberto che certamente ti risponderà il prima possibile 😉

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  4. Roberto Accardi Brakardi

    Mattia, sei stato fenomenale! Ogni volta che scrivi nuovi articoli imparo sempre qualcosa di nuovo! E anche questa volta è andata esattamente così!

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    1. Mattia Famoso (Autore Post)

      Mi sto’ sciogliendo XD

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  5. Mattia Famoso (Autore Post)

    Sempre troppo buono Luca

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  6. Luca Cipollaro

    Bello e molto tecnico come spesso ci hai abituato. I tuoi articoli sono pieni di tecnicismi di cui vado davvero matto. Bello davvero. E di enorme spunto per me per ragionare su alcune cose.😉

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