DOVE NON SI PUO’ PESCARE IN SARDEGNA

Dal numero di domande che mi giunge costantemente, mi rendo conto che sono tanti i pescatori a non sapere con esattezza dove si non può pescare in Sardegna.

E non parlo solo dei pescatori che vengono nella magica Sardegna in vacanza, ma anche di diversi pescatori locali (me compreso!).

L’assist finale, quello che mi ha portato a scrivere questo articolo, me lo ha dato Gilberto, che ringrazio pubblicamente 🙂

In questo articolo vi mostrerò dove non si può pescare in Sardegna.

Conseguentemente riusciremo a capire dove si può!

Ma attenzione!

Non necessariamente dove non si può pescare in Sardegna il divieto è perentorio…

In alcuni casi si può chiedere una autorizzazione, e ovviamente vi mostrerò dove, come e quando!

Io stesso, documentandomi in modo approfondito prima di scrivere questo pezzo, mi sono reso conto che alcune spiagge che pensavo fossero fruibili in realtà erano incluse in Aree Marine Protette!

Andiamo con ordine e vediamo prima di tutto qualche regola FONDAMENTALE da conoscere per poter pescare in Sardegna.


COSA SERVE PER PESCARE IN SARDEGNA

Per poter pescare in Sardegna, così come in tutto il territorio italiano, ci vuole la DICHIARAZIONE MIPAAF.

L’avete fatta? Se l’avete fatta l’avete rinnovata?

Fossi in voi darei uno sguardo all’articolo qui sotto per verificare se la vostra dichiarazione è scaduta oppure no, oppure per eventualmente farla ex novo.


LA COMUNICAZIONE MIPAAF

Si tratta di una comunicazione ha (per ora) ha un puro scopo statistico, e la cui dinamica è stata ultimamente “variata” (o complicata?).

Se non sapete di cosa si tratti, potete leggere le istruzioni su come ottenerla GRATUITAMENTE, cliccando su questo link, che si aprirà comodamente in un’altra scheda.


Ora vediamo in quali spiagge è vietato pescare salvo che non ci dotiamo di un permesso speciale?

Dobbiamo fare un bel viaggetto tra le Aree Marine Protette della Sardegna.


LE AREE MARINE PROTETTE

In Sardegna le Aree Marine Protette sono sei, ve le mostrerò tutte, una ad una, e vedremo per ciascuna zona che tipi di divieto esistono.

Verificheremo se il divieto è ASSOLUTO, oppure se tramite la richiesta di un permesso, si può pescare, ed eventualmente con quali limiti.




area marina protetta

AMP CAPO TESTA – PUNTA FALCONE

Nella mappa qui sotto, scaricata dal sito ufficiale dell’area marina protetta,  potete iniziare a farvi una idea della sua estensione.

mappa amp capo testa

Le spiagge incluse sono poche, le vedremo tutte, però è opportuno descrivere prima le varie tipologie di zona con annessi divieti.

La zona A è una RISERVA INTEGRALE, la zona B una RISERVA GENERALE, la zona C è una RISERVA PARZIALE, la zona Bs una RISERVA GENERALE SPECIALE.

La zona A non riguarda noi pescatori dalla spiaggia, in quanto si trova al largo della costa nord orientale sarda.

Se andiamo a guardare la zona B vediamo che i divieto viene a mancare SOLO PER I RESIDENTI del Comune di Santa Teresa.

Invece nella zona C possono praticare la pesca sportiva o ricreativa anche gli “equiparati” ai residenti di cui alla zona B.

Tra l’altro sia nella zona B che in quella C la pesca è consentita SOLO dall’alba al tramonto.

Quali sono le spiagge all’interno di questa AMP?

SPIAGGE IN CUI LA PESCA E’ VIETATA

Nella spiaggia di Santa Reparata, nella spiaggia di Rena di Ponente, nella spiaggia di Capo Testa, nella spiaggia di Rena Bianca e nella spiaggia della Marmorata.

Sono rimasto di stucco anche io quando ho visto che queste spiagge erano nelle zone B e C della AMP di Capo testa…

Date uno sguardo, se volete, alle ATTIVITA’ NON CONSENTITE direttamente nel sito ufficiale dell’area: LA PESCA è VIETATA.

O meglio, nelle zone A e in quelle Bs è assolutamente proibita la pesca sportiva e ricreativa, mentre nelle zone B e C sono consentite dall’alba al tramonto ai residenti del Comune di Santa Teresa di Gallura (B) e/o equiparati (C).

E’ specificato all’art. 12 del Disciplinare provvisorio delle attività consentite nell’area marina protetta Capo testa – Punta Falcone, il cui ultimo aggiornamento è di giugno 2022: verifica qui eventuali aggiornamenti.

In ogni caso, sempre tenere bene sotto controllo anche la pagina DELLE ATTIVITA’ CONSENTITE, che specificano cosa si può fare a seconda del tipo della zona (A, B, C, Bs).

Non si sa mai cambi qualcosa… 😀

Ma continuiamo il nostro viaggio lungo le Aree Marine Protette, per scoprire dove non si può pescare in Sardegna!




AMP TAVOLARA – PUNTA CODA CAVALLO

Innanzitutto vi riporto il link del sito ufficiale dell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta coda cavallo, dalla quale ho potuto scaricare la mappa qui sotto rappresentata:

Anche in questo caso la zona A (indicata con il colore rosso) non ci riguarda perchè situata al largo, e difficilmente raggiungibili dai nostri lanci 😀

Ci sono anche due zone B, che comprendono alcune piccole spiagge come la spiaggia del dottore, e la spiaggia delle tre sorelle, nella parte Nord, e la spiaggia del corallo, nella parte Sud, ma si tratta di spot con molto “misto” quindi poco appetibile.

Nella zona C troviamo la spiaggia di Porto Istana, la spiaggia di Porto San Paolo, e parecchie altre piccole spiagge che non sto ad elencare anche perchè comprese nel tratto sino a Capo Coda Cavallo.

Si tratta in ogni caso di spiagge con la presenza di molti incagli, sfavorevoli al nostro tipo di pesca.

In questa Area Marina Protetta la pesca è vietata, ma E’ POSSIBILE CHIEDERE UN PERMESSO stagionale (giugno – ottobre) oppure annuale (gennaio – dicembre).

I costi variano a seconda che uno sia residente oppure no nei comuni di Olbia, San Teodoro, Loiri, Porto San Paolo, ma le differenze sono irrisorie.

Per sapere il costo aggiornato per richiedere il permesso di pesca vi consiglio di consultare direttamente la pagina del sito ufficiale qui sotto linkata.

SCOPRI QUANTO COSTA IL PERMESSO

Invece per procedere alla richiesta il link da seguire è questo:

CLICCA QUI PER RICHIEDERE IL PERMESSO DI PESCA

Resta da capire che senso possa avere, per la nostra disciplina, richiedere un permesso per poter usufruire di poche spiagge, ma anche di tante piccole cale con il misto.

Ne approfitto per ricordarvi che ho scritto un articolo proprio su come affrontare un fondale misto.




LOGO_AREA_MARINA_PROTETTA_SINIS

AMP PENISOLA DEL SINIS – ISOLA DI MAL DI VENTRE

In questa Area Marina Protetta è consentita la pesca sportiva e ricreativa, ma prima di mostrarvi come ottenere il permesso, è bene che conosciate alcuni importanti divieti:

  • tra le varie specie, è vietata la pesca della corvina, di qualunque cernia, e delle ombrine
  • è proibito l’uso di esche alloctone e non mediterranee (ad esempio il verme coreano)
  • non si possono prelevare le patelle dagli scogli

Se volete approfondire il lungo elenco di divieti, potete visitare la pagina della AMP del Sinis cliccando qui.

Se diamo uno sguardo alla mappa, la zona A non ci riguarda in quanto è situata al largo.

mappa_area_marina_protetta_sinis

Nella zona B (spiaggia di Maimoni e spiaggia di Is Caogheddas) la pesca sportiva e ricreativa è consentita ai residenti del comune di Cabras (una sola canna con max due ami), ma bisogna comunque essere autorizzati dal gestore della AMP.

La zona C va dalla spiaggia di Mari Ermi, prosegue sino alla fantastica spiaggia di Is Arutas, e sino alla spiaggia di Su Zinnibiri.

Poi c’è il tratto che comprende la spiaggia di Seu, la spiaggia di Funtana Meiga, la spiaggia di San Giovanni di Sinis, compreso tutto l’istmo della zona archeologica di Tharros sino al porticciolo di Torregrande).

La pesca sportiva e ricreativa nella zona C è consentita, sempre previa richiesta dell’autorizzazione, con un massimo di due canne armate con due ami, oppure con 4 canne armate ognuna con un singolo amo.

Come si può ottenere questo permesso?

Nel nostro caso, quello della pesca sportiva e ricreativa, la pagina da visitare è questa (autorizzazione per attività ricreative), dove potrete trovare il modulo per la richiesta e i relativi costi in funzione della durata.

Attenzione perché ogni infrazione commessa nella AMP del Sinis comporta sino a 1.032 euro di sanzione!




AMP ISOLA DELL’ASINARA

Questa Area Marina Protetta è anche Parco Naturale, potete visitare il sito ufficiale CLICCANDO QUI, mentre se volete visitare il sito ufficiale del parco IL LINK E’ QUESTO.

L’area si suddivide in tre zone:

  • zona A che identifica una riserva integrale
  • zona B che identifica la riserva generale
  • zona C che identifica la riserva parziale

ATTENZIONE! In tutte e tre le zone la pesca sportiva e ricreativa è vietata.

Nella zona A è vietata qualunque attività di pesca, immersione, ancoraggio, ormeggio e persino la balneazione!

Il discorso cambia di poco per quanto riguarda la zona B e la zona C, dato che la pesca sportiva è vietata, ma è consentita la pesca professionale e il pescaturismo ma solo per determinati soggetti.

Questi soggetti devono soddisfare vincoli molto stretti, legati al territorio (ad esempio residenza o sede legale nel territorio).

Ma vediamo la mappa delle zone, scaricate del sito ufficiale che vi ho appena presentato:

Nulla posso aggiungere se non invitarvi a visitare quelle zone per assistere ad un vero spettacolo della natura!




area_marina_protetta_capo_caccia_logo

AMP CAPO CACCIA – ISOLA PIANA

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una Area Marina Protetta che è anche Parco Naturale.

L’Area Marina Protetta prevede tre distinte zone (A, B, C) più un corridoio di accesso che però non riguarda certo la nostra attività di pesca ricreativa 😉

Guardiamo la mappa, scaricata dal sito ufficiale del Parco.

area_marina_protetta_capo_caccia_cartina

Tra le attività consentite troviamo anche la nostra pesca sportiva e ricreativa, anche se la normativa di riferimento è ancora del 2019.

Sempre meglio tenere sotto controllo la pagina ufficiale delle attività consentite in modo da rimanere sempre aggiornati.

Per quanto riguarda la richiesta dell’autorizzazione all’Ente competente, la spesa per la pesca da terra prevede una formula settimanale, mensile e annuale.

Tanto per darvi una idea sui costi, le ultime quotazioni aggiornate si riferiscono al 2022 e ai pescatori NON RESIDENTI nel Comune di Alghero, e sono ampiamente abbordabili (10 euro per il permesso settimanale, 30 euro per quello mensile, 60 euro per quello annuale, oltre ai rituali 16 euro di bollo).

Vai alla pagina ufficiale per richiedere il permesso.

L’unico “problema” è che gli spot utili per la nostra pesca si riducono ad uno… la spiaggia di Mugoni.

Ho preferito comunque segnalarla perché si sappia che in quello spot senza il regolare permesso non si può pescare!




area_marina_protetta_capo_carbonara_logo

AMP CAPO CARBONARA

Chiudiamo la panoramica delle Aree Marine Protette con il “capolavoro” del Comune di Villasimius.

Una zona fantastica per il turismo, ma anche per coltivare la nostra passione.

Innanzitutto vediamo la mappa dell’area protetta, le zone, e le relative attività proibite/consentite, scaricata dal sito ufficiale della AMP di Capo Carbonara.

area_marina_protetta_capo_carbonara_cartina

La zona A è riserva integrale, rigorosamente vietata a noi pescatori. La zona B delimita una riserva generale, la zona C una riserva parziale, mentre la zona D una riserva sperimentale istituita come ulteriore “protezione” e che estende l’area di ulteriori due miglia.

Inutile dire quanto la pesca E’ VIETATA nella zona A (identificata nella mappa con il colore rosso), ma a noi poco riguarda dato che tutte le zone “rosse” non sono alla portata dei nostri lanci 😀

La zona B si estende in tre punti:

In questa zona B, nella cartina è colorata di giallo, la pesca sportiva è riservata ai soli residenti nel comune di Villasimius, o agli equiparati.

E chi sono gli equiparati? Chiunque abbia la seconda casa nel Comune di Villasimius, oppure abbia un posto barca alla Lega Navale di Villasimius, o un posto annuale alla Marina di Villasimius.

Pertanto a noi rimane solo la zona C 😀

Vediamo intanto quali spiagge comprende.

La zona C (colore celeste) comprende la spiaggia di Is Piscadeddus, la spiaggia di Campus, la spiaggetta di Cuccureddus, lo spiaggione di Campulongu, la spiaggia del riso, la spiaggia della Fortezza, e la spiaggia di Santo Stefano, nel tratto compreso tra Capo Boi e Capo carbonara.

Viene interrotta dalla zona B (la seconda) che vi ho descritto poco prima, per poi riprendere dalla spiaggia di Porto GiuncoTimiamaTanka Villagespiaggia di Simiusspiaggia di Is Traiasspiaggia di Porto Luna, e spiaggia Manuzas.

In queste spiagge possono esercitare la pesca sportiva i residenti e/o gli equiparati di cui alla zona B, e i non residenti, purchè si muniscano di permesso.

Come ottenere il permesso di pesca in questa Area Marina Protetta?

Innanzitutto tenete d’occhio sempre la pagina ufficiale, perché i permessi sono sempre a numero chiuso, e il numero è davvero ridotto!

Il link qui sopra vi porta nella pagina per il login (o la registrazione se non siete registrati), e subito sotto potrete sapere quanti permessi sono ancora disponibili per le varie categorie.

Potrete anche scaricare le mappe, e soprattutto il disciplinare integrativo al Regolamento del 2023.


Il mega articolo su dove non si può pescare in Sardegna finisce qui! se dovessi aver tralasciato qualche dettaglio per favore segnalatemelo perchè la mole di informazioni era davvero gigantesca.

Durante le ricerche io stesso ho scoperto cose che non conoscevo e che, sapendole, mi avrebbero portato alla scelta di altri spot!

Da qui la necessità che più pescatori possibile possano sapere dove non si può pescare in Sardegna, e nello stesso tempo sappiano dove e come si può richiedere il permesso affinché si possa essere in regola ed evitare brutte sorprese!

ENJOY SARDINIA


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23 Commenti

  1. Fabio

    Ciao Roberto, ma in zona porto Santa Teresa di Gallura si può pescare solo con la licenza MIPAAF o bisogna richiedere il permesso , perché nella mappa non fa parte di nessuna zona riserva

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Ciao Fabio, nelle spiagge fuori dal limite del parco puoi pescare.

      Rispondi
  2. Emanuele

    Carlofortino, ho imparato a camminare pescare e nuotare praticamente nello stesso momento. Le aree protette ci vogliono, utilissime per il ripopolamento, anche se con un controllo più marcato del territorio non ce ne sarebbe bisogno. I veri danni non li fa il pescatore sportivo, li fa quello di professione che getta le reti, le masse, i palamiti a 50mt da terra.
    Purtroppo anche nella mia isoletta sono costretto a vedere reti o nasse praticamente a terra, e mentre tu stai lanciando un artificiale, sei costretto a fermarti perché rischi di finire per prendere in testa il pescatore professionista di turno( professionista di sto c…o) e io credo di lanciare più di 40 metri. Morale della favola io devo avere permessi c…i e mazzi e il pescatore professionista continua a gettare la rete a terra. Dove sta la capitaneria di porto? Ferma perché lo stato non fa il pieno alle motovedette? O meglio lasciar correre perché poi si rischia di mettersi contro gente di paese che conosci?

    Rispondi
    1. Roberto

      👍👍👍

      Rispondi
  3. Michele

    Buongiorno, leggo la sigla “aree protette” ma è una immensa presa per culo, basta vedere i pescherecci autorizzati che fanno pescaturismo tirando su di tutto con le reti.
    Basta guardare i banchi delle pescherie che pullulano di saraghi, corvine e DENTICI lunghi 15 cm. e poi si vieta la pesca dal primo aprile al 31 di ottobre a chi rispetta le regole ed i divieti già esistenti…….
    Ma chi è stato il deficiente che ha emanato questa insulsa ordinanza senza pensare che molti venivano in vacanza in Sardegna proprio per la pesca?
    Io ci vivo da anni ma sto pensando seriamente di andarmene in un luogo con un po’ più di libertà e rispetto per una categoria come quella dei pescatori sportivi.

    Rispondi
  4. Michele

    Buongiorno, leggo la sigla “aree protette” ma è una immensa presa per culo, basta vedere i pescherecci autorizzati che fanno pescaturismo tirando su di tutto con le reti.
    Basta guardare i banchi delle pescherie che pullulano di saraghi, corvine e DENTICI lunghi 15 cm. e poi si vieta la pesca dal primo aprile al 31 di ottobre a chi rispetta le regole ed i divieti già esistenti…….
    Ma chi è stato il deficiente che ha emanato questa insulsa ordinanza senza pensare che molti venivano in vacanza in Sardegna proprio per la pesca?
    Io ci vivo da anni ma sto pensando seriamente di andarmene in un luogo con un po’ più di libertà e rispetto per una categoria come quella dei pescatori sportivi.

    Rispondi
  5. Lucaluce

    Ciao Roberto, secondo te si può pescare nello stagno di Santa Gilla, vicino al ponte della sulcitana?

    Rispondi
  6. Lorenzo

    Buongiorno Roberto, per quanto riguarda la pesca a spinning da scogliera, evitando le varie aree protette, c’è bisogno di rispettare le stesse restrizioni orarie delle spiagge durante la stagione balneare o ci sono delle differenze?
    Grazie, Lorenzo

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Ciao Lorenzo, dalla scogliera non saprei perché non ci ho mai avuto a che fare 🙁 è anche vero che bagnanti e operazioni di salvataggio in scogliera è molto difficile trovarli! Io parto dal presupposto che se la zona è abbandonata, non c’è nessuno, una o due canne le lancio. Se poi arriva qualcuno le levo

      Rispondi
  7. Stefano

    Assurdo… Ricordo le pescate fantastiche alla maddalena quando andavamo in vacanza con i miei, tiravi su saraghi, orate, spigole, occhiate, pesci ré, sparlotte ogni 5 minuti. Senza tanta fatica, un pò di pastura, qualche verme autoctono preso la mattina nella spiaggia (o al max qualche scatoletta di coreani o un pò di bigatini) e via la notte a pescare.
    Ricordo le canne armate a 3 ami e quando tiravi su, c’erano quasi sempre dai 2 ai 3 pesci attaccati. Che pescate e che mangiate!
    Tutto senza licenze particolari, i pesci piccoli li si ributtava in mare ed era una pratica diffusa tra i pescatori.
    Un vero peccato, oggi serve la licenza anche per fare le scoregge (scusate il francesismo).

    Ma serve licenza anche per pesca d’altura? Oppure la licenza è limitata alle spiagge?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Ciao Stefano, vale per qualunque tipo di pesca

      Rispondi
  8. Luciano

    Ciao Roberto. Bell’articolo ben dettagliato. Ottimo lavoro, soprattutto per quanto ti sei speso per realizzarlo. Vorrei solo rispondere a chi dice che in Sardegna non si può più pescare perché ci sono troppi divieti.
    Bisogna considerare che le zone protette sono solo 6, e tutto sommato riguardano una piccolissima parte (nemmeno 100 km) della nostra isola che ricordo ha un perimetro di circa 1900 km. L’area dove la pesca sportiva-ricreativa è permessa è davvero immensa e comprende km e km di spiagge e scogliere. Il problema in realtà è inverso. Negli anni, ma soprattutto negli ultimi, hanno razziato il territorio senza pietà gettando reti, spesso anche in prossimità della costa, e distruggendo i fondali. Questo a discapito delle specie ittiche che si son ridotte notevolmente. Se aggiungiamo che il nostro mare si è riempito di pesci predatori, come il barracuda, è già un miracolo che alcune specie non si siano già estinte. Si è reso quindi necessario dedicare delle aree, e a mio avviso sono anche poche, dove permettere il ripopolamento della fauna acquatica, a beneficio anche di chi, come me, ama la pesca sportiva “No pesce, No party”. Quello che invece mi pare assurdo, è il dover pagare dei permessi per pescare nelle zone protette. A parte che ci si può spostare di poco per andare nelle zone libere dai divieti, a meno che queste aree vietate non siano oltremodo pescose, cosa che dubito fortemente. Ma poi se si decide di proteggere alcune aree per la salvaguardia delle specie va messo uno STOP alla pesca e basta, senza eccezioni di permessi o residenze varie. Avrei preferito leggere che in Sardegna non conviene venire in vacanza per i prezzi eccessivi dei trasporti marittimi, perché è vero. Con la spesa del traghetto ci si paga già mezza vacanza nella costa adriatica. Non c’è continuità territoriale. Se mi devo spostare in continente con i mezzi pubblici o privati, da una regione all’altra, me la cavo con prezzi “umani”. Per raggiungere invece la Sardegna con la macchina posso arrivare a spendere anche 1000 euro. Questi sono i veri problemi.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Il tuo ragionamento non fa una piega!

      Rispondi
  9. Fabrizio

    Praticamente non si può pescare da nessuna parte al mare in italia. Uno se ne va al mare una decina di giorni e poi i pesci che prende li ributta dentro, e non può nemmeno passare qualche ora in santa pace. È diventato un paese di merda. Meglio andare all’estero a fare le ferie.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Tecnicamente parrebbe così, anche se a me in 10 anni quel permesso me lo hanno chiesto una sola volta…

      Rispondi
  10. Marco

    Grazie per le indicazioni utilissime da turista alcune non le sapevo il permesso ce l’ho e quando vengo in vacanza chimo sempre per aggiornamenti sulla pesca pre non avere sorprese grazie mille 😁

    Rispondi
  11. Valter

    Un bel dedalo di divieti e permessi a pagamento, ovviamente a scanso di equivoci in Sardegna penso che non ci pescherei, ergo non ci prenoto più manco la vacanza. Credo che facevi prima ad indicare le spiagge al momento libere da vincoli e permessi che come probabilmente sarà non coincideranno con i punti turistici. E’ emblematico sottolineare che anche Tu sei rimasto sorpreso della situazione che hai eloquentemente descritto; nonostante sei residente ed esperto del settore.
    Grazie sempre per le preziose informazioni.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Come in tutte le cose che ci riguardano, le informazioni sommarie saranno sempre deficitarie rispetto a quelle più approfondite. Avrei voluto trovarlo già fatto da altri questo articolo, così non avrei impiegato 5 giorni di documentazione per realizzarlo in modo decente 😀

      Rispondi
  12. Sergio

    Grazie Roberto un articolo,veramente utile per un sardo che non vive lì utilissimo

    Rispondi
  13. Roberto

    Grazie Roberto

    Rispondi
  14. Alessio

    Buongiorno Roberto, ma la zona della Costa Smeralda in particolare modo il golfo di Cannigione non è protetto? Grazie Alessio

    Rispondi
    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Ciao Alessio, le zone protette sono quelle delle Aree Marine Protette. Poi se ci sia qualche ordinanza del sindaco in qualche paese non lo posso sapere, a meno che non me lo segnalino, così integro l’articolo 😉

      Rispondi
  15. Antonio Brau

    Grande mister articolo utilissimo 💪🏼🌊🌊

    Rispondi

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