LENZA IN TENSIONE O LENZA IN BANDO

Dopo aver fatto un po’ di considerazioni relativamente alla canna alta o canna bassa, oggi vi voglio parlare di un altro tema caliente… quello che riguarda la scelta la lenza in tensione o lenza in bando

Prima di proseguire mi sembra opportuno fare un piccolo ragionamento tra queste due domande, apparentemente simili, ma che in realtà a me danno una ottima indicazione sul punto di partenza dell’interlocutore:


  1.  “Roberto, è meglio tenere la lenza in tiro o la lenza in bando?
  2. Roberto, quando è meglio tenere la lenza in tiro e quando la lenza in bando?

La domanda 1 mi fa capire che l’interlocutore ha bisogno di informazioni preliminari che lo aiutino a capire (niente di male eh! Tutti all’inizio abbiamo bisogno di tante nozioni).

La seconda domanda invece mi fa capire che certi concetti fondamentali sono già acquisiti.

E aggiungo… fate attenzione a chi risponde alla domanda 1 in modo immediato, disinvolto, ma soprattutto senza precisare perlomeno 4 o 5 situazioni differenti…


RICORDATEVI:

“è SEMPRE MEGLIO chiedere QUANDO una soluzione sia migliore di un’altra,
piuttosto che chiedere QUALE SIA LA MIGLIORE a prescindere”

Dopo questa massima, che fa parte del mio DNA e in base alla quale costruisco ogni mio insegnamento, andiamo a vedere i vari ambienti entro cui effettuare la scelta tra lenza in tensione o lenza in bando.

roberto accardi tra due canne, una in tiro l'altra in bando

QUANDO IL MARE E’ MOSSO

Nelle tipiche condizioni cosiddette da “surfcasting” è molto difficile esercitare l’azione di pesca con la lenza in bando.

Con la lenza in bando la lettura della pescata diventerebbe abbastanza complicata, oltre che rischiosa.

robertoaccardi blog surfcasting

Perché rischiosa? Vi faccio giusto qualche esempio:

  • in caso di alghe la lenza ne caricherebbe una quantità enorme
  • in caso di forte corrente laterale quanta più lenza offriamo alla corrente quanto maggiore sarà il piombo necessario per rimanere in pesca
  • stiamo parlando di mare molto mosso, quindi non possiamo ignorare l’azione devastante che l’onda esercita in prossimità del gradino di risacca

piramide cono palla sfera pyramidon

Insomma… diciamo che in queste situazioni è sempre meglio tenere la lenza in tiro, anche perché un eventuale bando significherebbe che è successo qualcosa di interessante o pericoloso…

Con il mare mosso una lenza in bando è l’inevitabile segnale per cui il piombo si è sensibilmente spostato dalla sua posizione iniziale, e ciò può essere stato causato da:

  • una preda che ha mangiato l’esca (che poi si sia allamata oppure no è un altro discorso :D)
  • dalla corrente che è troppo forte rispetto al peso e al tipo di piombo che abbiamo scelto.
  • dalle alghe… e se è troppo tardi possiamo anche salutare tante imbobinature quante sono le canne che abbiamo in mare 😀

Come avrete capito, l’azione di pesca con il mare mosso richiede un costante riferimento visivo della cima della canna, che inizialmente sarà sempre più o meno in tensione (in base alla reale potenza del mare).

Posso però garantirvi che il 99% delle domande che mi giungono quotidianamente e che riguardano il dilemma tra lenza in tensione o lenza in bando, hanno a che fare con azioni di pesca con il mare piatto, o poco mosso.


QUANDO IL MARE E’ PIATTO O POCO MOSSO

In queste condizioni “miti” o “meglio gestibili” si apre un mondo… quello delle famose “variabili” di cui vi ho parlato ad inizio articolo.

Le situazioni che intendo illustrarvi saranno pertanto queste:

  1. Quando è preferibile usare la lenza in bando
  2. Quando la lenza in tensione prevale su quella in bando
  3. La strategia dell’alternanza
  4. Il gioco con la cima della canna

Scommetto che la terza e la quarta opzione vi hanno incuriosito eh! 😀

1-    QUANDO PREFERISCO LA LENZA IN BANDO

AZIONE DI PESCA A DISTANZA RAVVICINATA

Sicuramente la pesca nei primi 20/30 metri mi porta ad iniziare l’azione di pesca con la lenza in bando, ancora di più quanto più la spiaggia è bassa.

La diffidenza dei pesci, il fatto che la nostra postazione sia comunque abbastanza vicina (spesso anche TROPPO) alla fascia di pesca, la necessità di ridurre l’angolo tra il fondo del mare e la lenza che esce dalla cima della canna, mi portano ad iniziare così.

Ci sono poi delle situazioni che si possono evolvere, e che possono portarmi a passare alla terza opzione, e/o alla quarta; state tranquilli che le vedremo tutte!

LE ALGHE

Qual è il nemico della lenza in bando quando l’azione di pesca è ravvicinata? Le alghe, anche se ferme!

MARE CON ALGHE NEL GRADINO

Se nello spazio che c’è tra le nostre esche e il gradino di risacca c’è un letto di alghe bisogna stare attenti a non esagerare con la lenza in bando, e stare ulteriormente attenti quando ci sono le mangiate dei pesci…

Infatti, in questi casi un ulteriore bando potrebbe far caricare di alghe il nostro filo in bobina e, se troppo sottile il diametro, potremmo scoprirne le conseguenze a caro prezzo 😀

L’AZIONE DI PESCA DI GALLA

Un’altra situazione che mi fa prediligere l’uso della lenza in bando è quella in cui il nostro target sono i pesci cosiddetti “di galla”: aguglie, lecce stella, occhiate, sugarelli, boghe.

Perlomeno è una soluzione che adotto nei primi due minuti, in cui faccio evolvere la naturale caduta delle esche e della montatura verso il fondo, dopodiché metto la lenza in tensione.

A SECONDA DEL TIPO DI PREDA…

Quando la preda che stiamo insidiando è “importante”, la lenza in bando non penalizza la lettura delle mangiate.

Immaginiamo una pescata al pesce serra, o a qualche predatore, o anche all’orata.: se dovessero mangiare, ce ne accorgeremmo immediatamente.

A SECONDA DELLA MONTATURA

Immaginiamo di usare una montatura scorrevole… che senso avrebbe usare la lenza in tiro se la peculiarità di questa montatura è quella di far si chili pesce ingoi l’esca senza sentire alcuna resistenza?

A SECONDA DEL FILO IN BOBINA

Sempre più persone utilizzano la treccia nel mulinello.

Anche io in determinati casi la utilizzo, e quando ciò avviene preferisco non “impiccare” la lenza e lasciarla in bando: l’assenza di elasticità della treccia sarà la mia alleata in caso di mangiate.


2-    QUANDO PREFERISCO LA LENZA IN TIRO

Diciamo che avendo argomentato dettagliatamente le situazioni in cui preferisco “il bando” si potrebbe andare per esclusione 😀

Nonostante tutto voglio però mettere in evidenza anche queste situazioni, a costo di ripetermi, che però sono fondamentali per poi approdare ai punti 3 e 4.

Un ottimo motivo per usare il filo in tensione potrebbero essere la necessità di stare ben lontani da un letto di alghe, così come, in spiagge molto profonde, per tenere il filo lontano da un gradino pericoloso (ad esempio ciottoloso).

PESCA A DISTANZA

Quando l’azione di pesca la esercito su fasce dagli 80 metri in su raramente utilizzo la lenza in bando.

posizione di partenza ground accardi

La lettura di eventuali mangiate diventerebbe molto lenta, e evidente solo nei casi più importanti (ad es. grandi prede).

Ma come sempre sarà il mare a dirmi cosa devo fare… una lunga inattività in termini di mangiate e di catture mi porterà senza dubbio alle situazioni 3 e 4 🙂

GRANDE ATTIVITA’

A prescindere dalla distanza di pesca, quando l’attività dei pesci è frenetica casca ogni strategia!

Il pesce non è diffidente, possiamo tenere il filo in tensione, e scorgere in questo modo la mangiata in tempo reale!

SECONDA DELLA MONTATURA

Quale potrebbe essere la montatura che potrebbe rendere inutile la lenza in bando?

Senza dubbio il minitrave!

esempio minitrave surfcasting

Utilizzato per raggiungere distanze migliori (e su questo argomento potrei scriverci un articolo moooolto lungo), quindi abbinato a piombi di certo non leggeri, fa si che se dovessi usarlo di certo lascerei la lenza in tensione.

Questo perché essendo il bracciolo collegato a pochi centimetri dal piombo, che senso avrebbe mettere la lenza bando? Su queste cose poi sono tremendamente pragmatico 😀

CANNE POSIZIONATE A METà

Attenzione però! il mare ci ricorda costantemente una delle sue principali caratteristiche… la sua imprevedibilità. Ed è in questi momenti che entra in gioco una nuova situazione.


3- LA STRATEGIA DELL’ALTERNANZA

Come dice il titolo del punto numero 3, la “strategia dell’alternanza” consiste semplicemente nell’alternare il punto 1 e il punto 2 in base a ciò che ci dice il mare.

Qual’è l’aspetto che “comanda” la mia azione di pesca? l’attività dei pesci.

In pesca Tramonto Scogliera Mattia Famoso

Quando passano ore senza marcare alcuna preda non si può continuare imperterriti sempre con lo stesso assetto:

spesso proviamo a cambiare distanze, esche, aggiungiamo o leviamo soluzioni luminose, ecc.

Ebbene, a tutto questo bisogna abbinare anche il cambio della lenza da bando a tensione o viceversa.

Per esperienza posso dirvi che il passaggio da lenza in tiro a lenza in bando è più redditizia rispetto all’azione opposta.


4- IL GIOCO CON LA CIMA DELLA CANNA

Se ci pensate, l’azione sulla tensione del filo della bobina del mulinello non fa altro che riflettersi sulla cima della nostra canna.

Cima ibrida trabucco cassiopea xcm

Una lenza molto tesa solleciterà la cima della canna tanto più quanto più sensibile sarà la cima stessa. Al contrario, una lenza in bando lascerà la cima completamente dritta.

Qual’è il momento in cui preferisco “giocare” con la cima della canna?

Quando voglio accelerare la lettura delle mangiate, senza però dover ricorrere alla lenza totalmente in tensione.

Potrei quasi classificarla come una soluzione intermedia tra la situazione 1 e la 2 😀

Vi spiego meglio! Innanzitutto è un “gioco” che mi diverto a fare con canne dotate di cime molto sensibili, e su distanze non eccessive, diversamente “il gioco” non viene bene 😀

Vediamo come faccio questo “gioco” 😀

  • lancio
  • appoggio la canna nella sua posizione tipica per la pesca su corte distanze (quindi canna bassa),
  • metto in tensione il filo e quindi anche la cima
  • apro la frizione
  • rilascio il filo sino a che la cima non raggiunge la minima piega prima di diventare perfettamente dritta

In questo modo ogni mangiata sarà immediatamente visibile, mentre in caso di mangiata verso riva l’ulteriore bando porta la cima della mia canna da “leggermente piegata” a “dritta”.

Anzi… se ci fate caso quando la lenza è tremendamente in bando sembra quasi che la cima vada… indietro! 😀

Per quanto possa essere una soluzione intermedia tra il punto 1 e il punto 2, l’ho voluta condividere perché a me diverte parecchio (soprattutto quando c’è pesce 😀 )

Non so se il dilemma tra lenza in tensione o lenza in bando si sia perlomeno attenuato: io ho cercato di raccontarvi il mio modo di affrontare questo tema nel modo più dettagliato possibile.

Come avrete già capito da tempo, a me piace condividere ciò che faccio e basta… sarete poi voi a decidere gli eventuali aspetti di cui far tesoro 🙂


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1 Commento

  1. Alex

    io la scelta la metto principalmente in relazione al tipo di canna che uso; con una canna molto morbida (d’estate con mare piatto utilizzo perfino la bolognese da riva) puoi ‘permetterti’ una lenza piuttosto tesa, cosa che con una 250gr è meglio evitare (salvo le giuste circostanze di alghe,correnti,vento che hai spiegato)

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