Quando si parla di colori degli EGI si tende spesso a semplificare tutto con frasi del tipo “questo prende” o “questo no”: in realtà, dietro alla scelta del colore corretto c’è molta più fisica e biologia di quanto si pensi.
Dunque, benvenuti a tutti voi futuri spadellatori di pasta al nero di seppie! Oggi un daltonico vi parlerà di colori!
Partiamo da degli assoluti semplici: l’acqua filtra la luce, i colori non si comportano tutti allo stesso modo e seppie e calamari non vedono il mondo come lo vediamo noi.
Capire questi meccanismi significa scegliere il colore giusto nel momento giusto.
Ora, siccome il mercato presenta mille trilioni di colorazioni diverse farò la seguente, prenderò quelle a mia disposizione (le Trabucco Fierce in questo caso) e da quelle vi creerò una guida su come utilizzarle.
Oh, ovviamente stiamo parlando di Eging eh!
Colori degli EGI: acqua bassa o torbida
In presenza di acque basse o torbide, la scelta dei colori degli egi cosiddetti caldi è supportata da precisi principi di fisica della luce in ambiente acquatico.
Le lunghezze d’onda lunghe (rosso e arancione) vengono assorbite rapidamente dall’acqua: il rosso scompare già entro 5–7 metri, mentre l’arancione mantiene una visibilità leggermente superiore.
Tuttavia, immediatamente prima dell’assorbimento completo, questi colori generano un picco di contrasto visivo molto elevato.
In condizioni di torbidità o acqua bassa, seppie e calamari riducono l’uso della percezione fine dei dettagli e si affidano prevalentemente al contrasto di luminanza.
I colori caldi diventano quindi veri e propri punti di riferimento visivi.

RPA – rosso/ambra
Estremamente efficace con luce radente (alba e tramonto).
Il rosso-ambra simula la colorazione ematica dei crostacei stressati, attivando una risposta predatoria rapida.
BRO – arancio/marrone
L’arancio riflette efficacemente la luce diffusa dalle particelle in sospensione, mentre il marrone riduce l’effetto artificiale, rendendo l’esca visibile ma credibile.


ORF – arancio fluo
Progettato per condizioni estreme di visibilità ridotta.
Il fluo restituisce radiazione UV, una banda alla quale i cefalopodi sono particolarmente sensibili anche in acqua molto sporca.
Acqua sporca o poca profondità = colori caldi = massima visibilità.
Colori fluo e viola degli EGI: percezione UV di seppie e calamari
Un concetto fondamentale da chiarire è che seppie e calamari non distinguono i colori come l’occhio umano.
Il loro sistema visivo è ottimizzato per rilevare variazioni di luminanza, contrasto e riflessi ultravioletti, più che la tonalità cromatica in sé.
I colori fluo risultano estremamente efficaci perché assorbono luce e la riemettono sotto forma di UV, una banda dello spettro che in acqua mantiene una buona propagazione anche quando i colori caldi sono già stati filtrati.
RPF – rosa fluo
È uno dei colori più versatili.
Anche quando il rosso non è più percepibile in profondità, il fluo resta visivo grazie al ritorno UV.
È particolarmente indicato su fondali scuri, con cielo coperto o in condizioni di luce piatta.


PRD – lilla/viola con pattern violaceo
Il viola appartiene alla fascia blu–violacea dello spettro, la più stabile sott’acqua.
Questo permette all’esca di rimanere leggibile anche a profondità maggiori e in acqua molto limpida.
Il pattern più scuro genera una firma ottica ad alto contrasto: il calamaro interpreta queste variazioni come struttura e micro-movimento, elementi chiave per riconoscere una possibile preda.
In sintesi, i fluo lavorano sull’energy-return luminoso, mentre i viola sfruttano la stabilità dello spettro e il contrasto strutturale, ottenendo due stimoli differenti ma complementari.
Colori naturali: biomimetica e comportamento predatorio
Seppie e calamari sono predatori opportunisti che alternano fasi di aggressività a fasi di studio della preda.
In condizioni di buona visibilità, un’esca troppo evidente può risultare sospetta.
I colori naturali degli egi sfruttano i principi della biomimetica: non generano forte contrasto cromatico, ma replicano la riflettanza e la luminanza degli organismi reali presenti sul fondale.
NAE – beige naturale
Ideale su fondali sabbiosi in acque limpide e con forte illuminazione.
Riproduce fedelmente la risposta luminosa dei piccoli crostacei bentonici.


NEB – marroncino/rossiccio
Il marrone ha una maggiore persistenza rispetto al rosso nello spettro subacqueo.
Questo consente una lettura costante dell’esca anche a profondità intermedie.
NAJ – giallo naturale
Il giallo presenta un’ottima interazione con la luce diffusa in acqua lattiginosa.
E’ particolarmente efficace nei porti e in presenza di illuminazione artificiale.

I colori naturali sono quindi indicati quando i cefalopodi analizzano prima di colpire: non stimolano l’aggressione, ma riducono il sospetto.
Un naturale non urla: si lascia mangiare.
EGI blu e neri: profondità, contrasto e pesca notturna
Il comportamento della luce in acqua è controintuitivo ma chiarissimo dal punto di vista fisico: il blu è il colore che penetra più in profondità.
È il motivo per cui il mare appare blu, ed è anche il motivo per cui questo colore è così efficace.

NMI – blu/argento
In acqua limpida, di giorno o con luna piena, imita perfettamente un piccolo pesce foraggio.
L’argento riflette la luce ambiente, aumentando il realismo.
FBK – nero
Il nero non riflette nulla. Non offre colore, ma sagoma.
Ed è proprio la sagoma ad attivare l’attacco quando la luce è poca.
Di notte, senza luna, o in condizioni di controluce con acqua molto limpida, il nero diventa una silhouette netta a cui seppie e calamari reagiscono immediatamente.

In conclusione:
- Blu → profondità e acqua limpida
- Nero → notte e massimo contrasto
Due colori apparentemente semplici, ma che scientificamente coprono situazioni dove gli altri falliscono.
Conclusioni…
Scegliere correttamente il colore dell’EGI non è mai casuale.
Comprendere come la luce si comporta sott’acqua, come seppie e calamari percepiscono contrasto e luminanza e come le condizioni ambientali influenzano la visibilità, permette di adattarsi a ogni scenario di pesca in modo consapevole.
I colori non “pescano da soli”: sono strumenti.
Usati nel contesto giusto, però, diventano estremamente efficaci.
Un’altra cosa che è giusto precisare: se i cefalopodi sono in caccia (soprattutto i calamari) quasi non importa ciò che lanci, andranno su qualunque cosa gli darai in pasto!
Cooooomunque… pian piano mi riprendo questo spazio che NON dimentico mai, e quindi, vi ramando sempre ad iscrivervi alla nostra SEXY, NON SPAMMOSA e GRATUITA News Letter e, ovviamente…
Alla prossima e, STAY TUNED… futuri spadellatori di pasta al nero di seppie!
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