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COME CREARE UNO SNODO

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Una panoramica sulle diverse soluzioni disponibili per creare uno snodo

Sono state talmente tante le domande su questo importantissimo particolare delle montature da pesca, che alla fine mi hanno spinto a scrivere il questo articolo, affrontando il tema su come creare uno snodo in modo ultra dettagliato.

COS’E’ UNO SNODO

Prima di vedere come creare uno snodo è sempre meglio spiegare prima di cosa si tratta: per “SNODO” si intende quella parte della montatura da pesca che consente il suo collegamento con il bracciolo e conseguentemente con l’amo. Solitamente è costituito dalla sequenza nodo – perlina – girella – perlina – nodo.

Ora provate a immaginare quante combinazioni dobbiamo valutare prima di pensare a come creare uno snodo: se prendiamo in considerazione tutte le variabili che possono entrare in gioco queste diventano tantissime! Vediamone qualcuna:

1-     Snodo fisso o mobile?

2-     Nodo AGGIUNTO sulla main line o fatto CON la main line?

3-     Girella, sfera, o microsgancio?

4-     Nodo, stopper, crimp o perlina incollata?

Se poi entriamo nel magico (nonché inutile) mondo della fantapesca, possiamo anche divertirci a disquisire su altri fattori, come ad esempio perdere tempo sulla scelta del colore delle perline, o sul chiederci se due perline facciano scaricare meglio la girella piuttosto che una, e non continuo perché non voglio dare spazio nel mio blog a questi aspetti poco rilevanti.

Andiamo avanti! Se dovessimo combinare tutte le possibilità appena illustrate l’articolo assumerebbe dimensioni esagerate! Se però cercassimo di fare un minimo di classificazione dei vari elementi, potremmo evitare trenta pagine di spiegazione dedicate a ogni combinazione. Con poche scelte possiamo semplificare tutto.

Ma quali scelte? Creare uno snodo è in sé un’operazione abbastanza semplice; la difficoltà maggiore sta nella giusta scelta dei sui parametri che lo compongono. Una scelta in grado di influire così tanto sulla nostra montatura da rischiare di renderla fallimentare in termini chance di cattura. Ora organizzerò questo argomento dividendolo schematicamente in diverse parti in modo che poi queste possano essere analizzate singolarmente e conseguentemente apprese con molta più facilità e soprattutto chiarezza.

Prima di cominciare a valutare i vari aspetti su come creare uno snodo, non perdiamo di vista la cosa più importante in assoluto:

L’OBIETTIVO PRINCIPALE DELLO SNODO

È inutile parlare di tutti i dettagli relativi allo snodo se prima non si fissa in mente il concetto più importante: lo snodo serve a far collegare la montatura al bracciolo con l’amo, e la sua cura nei dettagli consente alla parte più importante della montatura (l’esca) di lavorare al meglio e conseguentemente di presentarsi al meglio. Lo scriverò sino a diventare quasi antipatico, ma la presentazione dell’esca è senza dubbio la parte più importante della pesca, qualunque sia la specialità.

1-   SNODO FISSO O SNODO MOBILE?

Questa primissima scelta è molto importante, perché se dovessimo optare per uno snodo fisso, questo poi non potrà più essere spostato lungo la montatura. Diciamo che ogni soluzione presenta dei vantaggi e degli svantaggi: ve ne svelo qualcuno in modo da potervi aiutare a fare una scelta più mirata secondo le vostre esigenze.

LO SNODO FISSO solitamente lo si ottiene incollando le perline oppure realizzando un nodo direttamente sulla main line (ma sono aspetti che tratterò più avanti).

–       VANTAGGI: lo snodo fisso non potendosi spostare eviterà scorrimenti dello stesso lungo la montatura, eliminando problemi di grovigli in caso di prede di particolare importanza, o più semplicemente grovigli causati, ad esempio, da un nodo che alla lunga perde la sua tenuta.

–       SVANTAGGI: avere uno snodo fisso ci impedisce di modificare al volo la nostra montatura, cosa che però può essere tranquillamente ovviata da una buona scorta di montature che ospitino diverse combinazioni di lunghezza di braccioli.

LO SNODO MOBILE invece si può ottenere, ad esempio, racchiudendo la perlina – girella – perlina con dei nodi aggiunti sulla main line (anche queste soluzioni le vedremo più avanti).

–       VANTAGGI: diciamo che il discorso diventa opposto a quello appena fatto per lo snodo fisso; poter cambiare la posizione degli snodi può consentire un cambio di strategia di pesca, o più semplicemente un veloce adattamento, senza dover necessariamente cambiare tutta la montatura.

–       SVANTAGGI: sono perlopiù a danno di chi fa le gare. Chi va a pesca per passione gli importa sicuramente meno se durante il lancio due braccioli si aggrovigliano perché si è “smollato” un nodo. Chi fa le gare invece da una situazione del genere potrebbe subire danni ben maggiori.

Dopo questa piccola panoramica posso dirvi quale sia il mio pensiero a riguardo: preferisco senza dubbio avere una buona scorta di montature ottimizzate (ne parlo nel mega servizio dedicato alle sei grandi categorie di pesca), ciò mi consente di utilizzare snodi fissi, la cui realizzazione nella maggior parte dei casi è anche la soluzione più veloce.

2-   GIRELLA, SFERA O MICROSGANCIO?

Questo aspetto l’ho già trattato nei vari servizi dedicati alle diverse strategie di pesca che potrete leggere partendo da questo servizio introduttivo, per cui lo riproporrò in modo veloce.

La scelta dell’accessorio che sarà contenuto tra le due perline sarà condizionato dalla strategia di pesca che intendiamo affrontare. Solitamente il duello tra la girella e al sfera è determinante se si parla di azione di pesca a galla, così come lo è se si parla di azione di pesca col mare mosso. Se invece a prevalere dovesse essere la pesca in velocità ecco che allora entra in gioco la soluzione del microsgancio.

Se non lo avete già fatto potete dare uno sguardo alla panoramica sulle azioni di pesca possibili, in modo da avere le idee più chiare su cosa inserire tra le due perline: a questo punto possiamo procedere su quello che è l’argomento più importante di questo servizio, ossia come creare uno snodo.

COME BLOCCARE UNO SNODO

Qui entriamo finalmente nel vivo dell’argomento. Il 90% delle domande che mi giungono tramite il blog, via email, tramite la pagina facebook, tramite il messenger, verte proprio sull’analisi di queste soluzioni. Vediamo ora le diverse combinazioni, anche con l’aiuto di piccoli video tutorial che ho voluto aggiungere per dare supporto a quello che potrebbe essere il limite delle parole:

a-   IL NODO AGGIUNTO

Questa è una soluzione abbastanza comune, che però può vantare al suo interno tante piccole variabili: prima di vedere queste variabili vediamo prima come è fatto il nodo, poi parleremo del materiale con cui questi potrà essere realizzato. Il nodo è un semplice UNI, e il numero delle spire varierà a seconda della leggerezza (o pesantezza) della montatura che stiamo realizzando: l’ingombro del nodo infatti mi piace tenerlo dimensionato all’ingombro delle perline. Un nodo che risulti più ingombrante delle perline darà origine ad uno snodo “poco curato”. Il numero delle spire dipenderà quindi da cosa utilizziamo per realizzarlo, e dal suo diametro:

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–       Lenza, o filo cerato, o filo per legature: non perdete di vista l’ingombro che otterremo dal nostro nodo. Sicuramente il filo cerato o quello per fare le legature degli anelli sulle canne da pesca possono formare nodi dalle dimensioni ridotte anche con 4 o 5 spire. Ricordatevi che il nodo dovrà risultare ben saldo sulla montatura, quindi non pensate di risolvere l’ingombro del nodo facendo una, due o tre spire eh!!!!! 🙂 Ecco un piccolo video dimostrativo.

–       Lenza doppiata: questa è una soluzione che voglio mostrarvi, e che personalmente utilizzo per bloccare gli snodi sulle montature “pesanti” (diametro main line 0.70). Utilizzo per realizzare il nodo un nylon sottile, solitamente uno 0,16 o poco più, e lo utilizzo doppiato. Il nodo UNI lo faremo quindi con una lenza sottile doppiata, e guardate in questo video come viene bene 🙂

b-   NODO E PERLINA INCOLLATI

Questa è una variante che a me piace utilizzare solo ed esclusivamente nelle montature dedicate ai piombi pesanti: una volta realizzato il nodo in una delle soluzioni che vi ho appena illustrato poco fa, metto una goccia di colla che acchiappi sia il nodo che la perlina. Il risultato è una specie di piccolo “cono” dalla tenuta eccezionale e che rende lo snodo stesso incredibilmente pulito. Guardate qua il video.

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c-    PERLINA INCOLLATA

Questa è una soluzione in generale molto utilizzata, e devo confessare che ho provato anche io ad adottarla. È stata un’esperienza per me totalmente negativa per il fatto che dopo un certo periodo di tempo la perlina incollata cedeva in seguito ai miei lanci, con il conseguente groviglio tra due braccioli (cosa che per me in gara è inammissibile). Mi sono riavvicinato alla soluzione “perlina incollata” da pochissimo tempo, dopo che ho avuto modo di testare QUESTA SOLUZIONE CON UNA NUOVA COLLA che mi è stata proposta in occasione dell’Eccellenza Nord a Bibione (vedi il report) da Claudio Amendola e da Moreno, titolare del negozio Sportsile. Al momento ho una batteria di montature realizzate con la sola perlina incollata, e ne sto verificando la durata nel tempo.

Voglio darvi l’esito della mia personale esperienza anche sull’uso o meno dei cosiddetti “attivatori” per far asciugare la colla in meno tempo. Una accelerazione che a mio avviso influisce negativamente sulla tenuta: fuori è vero che asciuga benissimo e velocemente, però all’interno non sono convinto che il processo avvenga correttamente, per cui penso sia meglio farla asciugare in modo naturale.

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d-   STOPPER

Lo stopper è probabilmente la soluzione più veloce in commercio, ma il fatto che poi lo snodo risulti “mobile” lo rende poco affine con il mio modo di pescare: un aspetto che basta e avanza per proseguire con le altre possibilità 🙂

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–   CRIMPS

Anche questa è una soluzione molto veloce. Si tratta di piccoli “tubetti” ad esempio di alluminio, che una volta inseriti sulla main line vengono schiacciati con una pinza e bloccati nella posizione desiderata. Tra l’altro a seconda della “pressione” che esercitiamo con la pinza i crimps possono anche scorrere lungo la montatura senza che si danneggi. È una soluzione che possiamo considerare quando la pesca prevalente è esercitata in condizioni di mare mosso, acqua sporca o torbida, o in quelle situazioni che non siano “influenzate” dalle esigenze agonistiche 🙂

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f-    IL NODO FATTO CON LA MAIN LINE

Questa soluzione ho iniziato ad usarla dal 2016, dopo che per due decenni l’ho vista usare dal mio inseparabile compagno di pesca e amico della vita Michael Meloni. Si tratta di un nodo che viene fatto direttamente sulla main line, e probabilmente è la soluzione migliore in termini di velocità di realizzazione e di praticità.

ATTENZIONE: la consiglio solo per quelle montature che gestiscono piombi leggeri o lanci non esasperati come il groundcast. Il nodo sulla main line indebolisce il carico di rottura della montatura, per cui in questi casi eserciteremo solo lanci in side o per niente angolati.

Premesse le questioni di sicurezza, capirete il motivo per cui questa soluzione io la adotto solo per le montature leggere (diametro 0,25 per piombi sino ai 90 grammi) e per quelle intermedie (diametro 0,40 per piombi sino a 125/150 grammi lanciati in side.

La difficoltà nella realizzazione di questi nodi sta nel posizionare gli stessi alla giusta di stanza tra loro. Con l’ausilio di una piccola morsa e un ago per esche possiamo risolvere tutto in modo ottimale.

Il nodo (UNI) sarà fatto a due spire in modo che la chiusura lasci la montatura senza “angoli” indesiderati. Per posizionare il nodo nel punto esatto da noi desiderato inseriamo l’ago dentro il nodo non ancora serrato e lo “spostiamo” dove vogliamo. Sicuramente guardando questo video tutto apparirà più chiaro.

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A CHE DISTANZA METTERE I DUE NODI?

L’ultimo aspetto da valutare, ed è anche nella top 3 delle domande chi periodicamente mi arrivano, è: “a che distanza devo mettere le due perline che contengono la girella?”.

Per esperienza posso darvi come indicazione uno spazio compreso tra i 7 e i 10 millimetri: un ottimo compromesso che evita i rischi di groviglio dovuti ad uno spazio troppo stretto o troppo largo.

Come sempre l’unico favore che ti chiedo è quello di condividere (sulla tua bacheca o in un gruppo del quale fai parte) questo articolo se ti è piaciuto e se reputi possa tornare utile a qualche tuo amico 🙂

8 Commenti

  1. dario

    ciao carissimo, intanto complimenti per le tue recensioni e gli argomenti trattati.
    io faccio agonismo da circa 3 anni, ultimamente ho optato per travi leggeri (0,25) la sequenza che eseguo è:
    filo di cotone (quello usato per fare i nodi nelle reti da pesca) – perlina – tecnosfera – perlina – filo di cotone.
    ti volevo chiedere , se va bene e se la stessa posso utilizzarlo quando apposto della tecnosfera inserisco la microgirella, questo per travi 0,35.
    che mi consigli invece per travi dello 0,50?

    grazie mille.

    dario

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Dario, quella soluzione va bene, anche con la micro girella. Per i travi dello 0,50 puoi tenere lo stesso tipo di snodo: considera che quando usavo le sfere (cioè quando ci vedevo bene 😀 ) usavo lo stesso snodo anche sui travi dello 0,70.

      Rispondi
      1. Dario

        Inefetti la vista per adesso mi assiste 😉 allora continuero con questo assetto anche per travi piu grossi.. grazie e continua cosi .. dai ottimi e preziosi consigli.

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  2. Nino

    Ciao Roberto, che colla mi consigli per le lenze? Ho saputo che l’attack non va bene ma un mio amico lo usa e non gli ha mai dato problemi.

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Nino, io uso la FSG come mostrata nel video a supporto di questo articolo. Anche la Loctite fa una colla buona che si chiama Loctite 406: per incollare gli snodi va bene anche quella.

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  3. Nino

    Che colla mi consigli per le lenze? Ho saputo che l’attack non va bene ma un mio amico lo usa e non si è mai rotta una montatura.

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  4. AURELIO

    Ciao Roberto, è inevitabile che segua tutti i tuoi approfondimenti, si apprendono sempre nuove cose e da agonisti del tuo calibro è possibile attingere tanti concetti ed esperienze per migliorarsi, ognuno di noi agonisti aspirerebbe a raggiungere il tuo prestigio, fatte queste premesse, le soluzioni per bloccare lo snodo sono sempre state una mia prerogativa cercando di scegliere quella migliore, le ho adottate un pò tutte ed ho riscontrato un pò tutte le carenze da te segnalate, vedi perlina incollata che dopo un pò tende a scollarsi con tutti i disagi che ne consegue, lanciare un trave e stare lì 5 min in gara e recuperarlo aggrovigliato perchè i snodi si sono accoppiati è deprimente! In gara insegni che ogni minuto è determinante!Pensavo di tornare al nodo diretto sulla main line, tu utilizzi un nodo uni, ma pensi che eseguire un nodo portoghese a due riprese possa avere un carico maggiore visto che il nodo stringe su un filo raddoppiato? Un trave dello 0,25 eseguito con nodi direttamente della lenza regge al lancio di 60-80 gr? A me è capitato di strappare già con le perline incollate, utilizzo filo della concorrenza, magari sapresti dirmi che filo utilizzi di casa Trabucco? Grazie mille!Un caro saluto!

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Aurelio, scusa la risposta tardiva ma sto completando una lavoro mastodontico sugli ami 🙂
      Il nodo sulla main line lo faccio a due spire, e non credo ne servano di più. Per i travi intermedi dello 0.40 utilizzo il Fluorocarbon Salt Water, oppure se li realizzo in nylon uso il Match Strong che ha un carico esagerato. Per le montature più leggere, dello 0.25, utilizzo gli stessi fili e inevitabilmente ogni tanto si spezza in corrispondenza dei nodi. Questo accade quando cerchi di allungare la vita alle montature leggere 😀
      Un set di travi leggeri mi fa al massimo 4 provinciali, 2 manche di eccellenza… già per il campionato italiano ne preparo di nuovi (e quelli vecchi finiscono nel box delle uscite “per i fatti miei” 😉

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