E’ arrivato il freddo signori miei, le giornate si accorciano e si, è arrivato quel momento, dunque…
Benvenuti a voi aspiranti jerkatori epilettici! Si, è arrivato il momento di introdurre l’eging e la pesca ai cefalopodi anche qui, su questo spazio accardiano!
Partiamo da un concetto: quello che noi chiamiamo “EGING” si fa DALLA RIVA!
E si miei cari, la pesca ai cefalopodi con l’utilizzo dello scarroccio da natante NON è eging.
Ecco perchè (nel più breve tempo possibile) farò anche un bell’articolo su come io imposto montature e setup per la pesca ai cefalopodi dal Belly-Boat (simile a qualunque altra impostazione da barca, kayak, canoa, ecc.).
Le esche dell’eging
ALLORA principalmente nell’eging si usano 2 tipi di esche: gli EGI (nel 99% dei casi) ed i Jerk con cestello.
I secondi sono banalmente dei Long-Jerk che piuttosto delle ancorette possiedono un cestello in coda.
Si gestiscono praticamente allo stesso modo (recupero lineare o jerkato) e sono TENDENZIALMENTE più adatti ai calamari ed ai totani (quando cacciano vicini alla superficie).
Le altre invece sono più “particolari“.

Gli egi hanno tendenzialmente una forma a “gamberetto” e sono specificatamente create e studiate per muoversi ed affondare favorendo l’attacco di questi mollicci predatori.
Come avrete intuito però il termine “eging” certamente è correlato al fatto che in questo tipo di pesca si movimentino appunto gli “egi“.
Come si pratica l’eging: attrezzatura e tecnica
Bene, ora che sappiamo cosa stiamo usando, vediamo come si fa l’eging che altro non è che lo spinning ai cefalopodi.
Non serve lanciare a chilometri, non serve spaccarsi la schiena con jerkate da record: serve ritmo, sensibilità e… un pizzico di fantasia (che non guasta mai).
Si tratta infatti di una pesca tecnica, in cui la precisione dei movimenti e la capacità di leggere il comportamento dell’esca fanno tutta la differenza.
L’obiettivo? Far credere al cefalopode che quel gamberetto colorato stia zampettando nervosamente sul fondo o fluttuando distrattamente in mezzo all’acqua.
E lì, ‘zac!‘, arriva l’attacco.

Le canne da Eging: leggere ma potenti
Per praticare l’eging al meglio serve un’attrezzatura dedicata.
Le canne da eging altro non sono che canne da spinning generalmente lunghe tra i 2,40 ed i 2,70 metri, con una capacità di gestione che, nello specifico, viene dichiarata secondo le “taglie standard degli egi“: le più comuni vanno da 2 a 3.5.

Il fusto è sottile e leggero, ma sensibile al punto giusto per percepire anche il minimo tocco, perché sì, spesso l’attacco di una seppia sembra più un “peso morto” o un leggero “risucchio” che una botta.
E in quei casi, chi ha la mano fine, vince.
A completare il tutto serve un mulinello fluido, taglia 2500 o 3000, caricato con un buon trecciato sottile (PE 0.4 – 0.8) e terminale in fluorocarbon sempre rapportato in lunghezza e spessore allo spot.
Tecnica di recupero: il ballo dell’EGI
Qui entra in gioco la parte più divertente (e spesso anche quella più buffa da vedere da fuori).
Il recupero classico dell’eging prevede una jerkata doppia o tripla seguita da una pausa di qualche secondo, durante la quale l’esca affonda lentamente con il suo tipico movimento “planante”.
È proprio in quella fase che avviene la maggior parte degli attacchi: il calamaro arriva da sotto, allunga i tentacoli e becca il cestelo
Alternare i movimenti, cambiare ritmo e giocare con le pause è fondamentale.
Ricordate: non esiste una regola universale.
Ogni spot, ogni serata, ogni temperatura dell’acqua ha le sue leggi.
E quando finalmente troverete “la cadenza giusta”, difficilmente la dimenticherete.
Quando e dove fare Eging
L’eging di solito si pratica tra autunno ed inizio inverno (anche se può prolungarsi anche fino alla primavera) quando le acque iniziano a raffreddarsi e i cefalopodi si avvicinano alla costa.
Scogliere, porti, moli e spiagge profonde sono tutti luoghi ideali.
La notte, con una buona luna e magari un po’ di luce artificiale nelle vicinanze, è il momento perfetto.
E se vi state chiedendo “ma funziona anche di giorno?” si, funziona, ma richiede più pazienza e spesso esche dai colori naturali o traslucidi.
Di notte invece spazio alla fantasia: rosa shocking, arancio, viola, glow… insomma, più vi fate notare, meglio è!

Consigli finali e errori comuni nell’Eging
Partiamo da un classico: il recupero troppo veloce.
Molti, presi dall’entusiasmo, cominciano a jerkare come se stessero cercando di svegliare un tonno addormentato.
Risultato? L’egi vola via dal campo visivo dei cefalopodi e addio attacco.
Ricorda: l’eging è ritmo e controllo, non forza bruta.
Le jerkate devono essere secche ma contenute, e soprattutto sempre seguite da pause generose.
Altro errore tipico: ignorare il fondale.
I calamari e le seppie si muovono a quote diverse in base all’orario, alla temperatura e persino al tipo di fondale.
Se non stai prendendo nulla, non cambiare subito esca: prova prima a contare i secondi di affondamento.
Magari stai pescando troppo alto (o troppo basso) rispetto a dove si trovano i cefalopodi in quel momento: un aiuto può essere avere dei fili colorati ogni metro e contare quanti metri scende ogni volta per essere sempre consapevole dell’altezza in cui si sta pescando.
Un’altra chicca? Non sottovalutare il vento e la corrente.
Questi due fattori cambiano completamente il comportamento dell’esca.
A volte basta girarsi di dieci metri o cambiare direzione di lancio per passare dal nulla cosmico al “triplete” di calamari.
E non sto scherzando: chi fa eging da un po’ sa che certi dettagli valgono più di cento esche nuove.
Portare con se delle piccole zavorrette da 3-4-5g è preziosissimo, ricorda!
Ultima cosa: la frizione del mulinello!
Tara la frizione in modo tale che scatti a metà jerkata sia per “ammortizzare” lo scatto sia per non strappare i tentacoli del cefalopode che dovesse attaccare.
Conclusioni
Ovviamente questo articolo è abbastanza “generico“, a breve ci si prepara ad un articolo specifico della serie artificiali da spinning sugli EGI perchè anche loro sono estremamente interessanti.
Per il resto spero sempre di trovarvi bene e vi ricordo che iscriversi alla NON SPAMMOSA e SEXY NEWSLETTER del accardiano blog è assolutamente gratuito.
STAY TUNED…aspiranti jerkatori epilettici
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