La pesca a tempo è una strategia di pesca tipica dell’agonismo, ma vi assicuro che c’è qualche aspetto che può tornare utile anche a chi all’agonismo è allergico 😀

In cosa consiste la pesca a tempo?
Si tratta di una dinamica che prevede che il pescatore controlli la montatura lanciata in mare ogni X minuti, piuttosto che stare impalato a guardare la cima della canna 😀
Ma con X minuti quanti se ne intendono?
È una libera scelta del pescatore?
Cosa regola la scelta del numero dei minuti in cui la montatura rimane in pesca?
Ora troviamo le risposte a tutte queste domande, e anche a quelle successive che vi verranno inevitabilmente in mente continuando a leggere 😀
LA LIBERA SCELTA DEL PESCATORE
Nella pesca a tempo il pescatore sceglie solo il primo intervallo, che solitamente è compreso (nel Mar Mediterraneo) tra i 4 e i 7 minuti.

Questi minuti vengono interrotti solo dalla presenza di una cattura, diversamente li facciamo scorrere tutti, dopodiché procediamo con il recupero.
Ipotizziamo di aver scelto 6 minuti come primo intervallo: quanti minuti aspetteremo prima del recupero successivo?
Qui la libera scelta del pescatore viene meno, perché abbiamo un riferimento molto più importante…
COSA CI DICE IL MARE
Cosa potrebbe mai dirci il mare, solo osservando una montatura che è rimasta in acqua per sei minuti?
TUTTO!!!
Infatti, osservando lo stato delle esche, potremo dedurre quale sarà l’intervallo di tempo successivo.
TEMPI A DECRESCERE

Se dovessimo trovare le esche danneggiate dalla presenza di granchi, oppure da piccoli pesci, sapremo che l’intervallo successivo dovrà essere inferiore a 6 minuti, ad esempio 5 minuti.
Se dopo 5 minuti dovessimo trovare ancora le esche danneggiate, o sparite, l’intervallo successivo sarà ancora minore, ad esempio 4 minuti.
Se dopo 4 minuti troveremo le esche intatte, avremo trovato il ritmo giusto, che ci garantirà di avere le esche perfette in acqua senza perdere tempo prezioso.
Quale sarebbe questo tempo prezioso perso?
Facciamo due calcoli:
- Al terzo recupero scopriamo che il tempo ottimale è 4 minuti, e abbiamo impiegato 6+5+4 = 15 minuti per trovarlo, e abbiamo perso 2+1+0 = 3 minuti lasciando gli ami puliti in acqua
- Se avessimo tenuto il tempo di 6 minuti, dopo tre recuperi (18 minuti), avremo tenuto in acqua gli ami puliti per 2+2+2 = 6 minuti
E vi sembra poco? In una economica agonistica questa è tanta roba!
TEMPI A CRESCERE
Al contrario, ipotizziamo di partire con i 6 canonici minuti, e al primo recupero immaginiamo di trovare le esche in perfetto stato: intoccate!

L’intervallo del recupero successivo sarò sicuramente maggiore: 7 o 8 minuti.
Passati i 7 o 8 minuti, dovessimo trovare le esche ancora in perfetto stato procederemo a prevedere un intervallo ancora maggiore.
Ma in questi casi sino a dove si può arrivare?
In ambito agonistico nel Mediterraneo raramente supero i 15 minuti, ma vi assicuro che in oceano a volte sei costretto a intervalli anche più lunghi!
Allungare troppo i tempi significherebbe tenere le esche in acqua con un potere attirante minore.
Anche in questo caso trovando l’intervallo di tempo giusto riusciremo a lasciare in acqua le esche perfette per un periodo di tempo maggiore.
È superfluo scriverlo, ma è sempre meglio precisarlo, anche in questo caso i tempi sono interrotti da una cattura, ma non sempre 😉
Cosa intendo?
Eh! Non è mica finita qui la pesca a tempo 😀
Esiste anche un altro fattore sul quale possiamo agire scegliendo un intervallo di tempo ottimale.
LA CATTURA MULTIPLA

Facciamo finta di aver trovato un tempo ottimale di 8 minuti, e ad ogni recupero recuperiamo una preda.
Possiamo ritenerci soddisfatti? In teoria si! Ma se quello a fianco ad ogni recupero ne leva due come la mettiamo?
Nuovamente ribadisco il concetto per cui è sempre il mare a dirci cosa possiamo o dobbiamo fare.
A volte provare tempi leggermente più lunghi può favorire la cattura mutipla: due o tre prede in un recupero sono tanta roba in ambito agonistico.
In poche parole, a volte il pescatore troppo veloce soccombe di fronte a quello più lento, ma con un rendimento nettamente migliore.
COS’E’ LA PESCA A TEMPO?

Si tratta di una strategia che vi consente di trovare il giusto ritmo per garantire l’efficacia delle esche in acqua per un periodo ottimale.
Mi sono sentito di riassumere in questo modo una dinamica ottima per l’agonismo, ma vi assicuro che risulta efficace anche quando andiamo a pesca per i fatti nostri.
Si tratta di un piccolo investimento di tempo che consiste in 3 o 4 recuperi.
Dopodiché saremo in grado di stabilire i tempi di recupero ottimali che inevitabilmente aumenteranno le possibilità di cattura (tanto poi sono sempre i pesci a comandare).
TIMMY – UN COMODO ACCESSORIO
Per effettuare la pesca a tempo in modo efficace abbiamo tre vie:
- Il cellulare, ma facciamo i conti con l’umidità, le mani sporche ecc
- L’orologio, ammesso che possediamo uno smartwatch
- Un timer che in commercio possiamo trovare con una spesa davvero bassa, ma dove lo mettiamo?
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Si chiama TIMMY, e il suo realizzatore Mauro Lecca lo propone su un supporto su misura, perfettamente montabile su qualunque picchetto attrezzato grazie alla sua vite.
Puoi scegliere se prenderlo con o senza timer.
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C’est de plus en plus compliqué de garder des appâts attractif aux fond changement climatique crabe bleu fréquentation des plages plus tard dans la saison raréfaction du poisson à nous de nous adapter à être imaginatif dans la préparation des montages légèrement flottant qu’il faut contrôler plus régulièrement aujourd’hui avant il y a trente ans une belle bouché de seiche tenait pas plus de cinq minutes avant d’être attaqué
Ottimo articolo, per chi approccia l’agonismo addirittura un vangelo; poi si sposa bene con quello che dava la stima di quanta esca portarsi a pesca; per la pesca sportiva nel mio caso aumenterò un po la permanenza sperando in catture multiple e un occhio al consumo di esche (arrivate a prezzi proibitivi) e quì tornano in mente i tutorial a pesca con 5 euro di…
Grazie ancora.
Il fatto che abbia collegato quei due articoli mi ha fatto enormemente piacere 😉 ottime deduzioni!
🙋🏻♂️Io con 6 canne… Anzi 5, perché una è a serra. Come finisco la quinta incomincio il controllo o passo allo scarroccio😜😜🙅🏻♂️🤦🏻♂️🤣🤣🤣😍😍😍😍😍❤️
Già da piccolo, quando mio babbo mi portava, con le canne in bambù alla prima fermata o alla plaja, usava obbligatoriamente muovere un 3/5 giri di recupero (sul rotante) ogni 5 minuti, così da “rianimare” l’innesco… per lui era Vangelo. Ho 62 anni…
Ottimo suggerimento, grazie omonimo