Come innescare le esche siliconiche nello spinning: un paio di rig
People in da BLOG, are yooouuu reeeaaadyy??!! Oggi si parla molto banalmente degli inneschi (chiamati anche RIG) che io (personalmente) utilizzo nella pesca con le esche siliconiche.
Chiunque abbia usato almeno una volta un’esca siliconica sa che non basta attaccarla a un amo e lanciare come se non ci fosse un domani.
No amico mio, lì ci vuole studio, tecnica e un pizzico di maniacalità da pescatore vero, di quelli che si mettono a guardare un’esca artificiale per venti minuti prima di innescarla.
Non preoccuparti però, tu non dovrai perdere tutto questo tempo davanti un artificiale…
In questo articolo ti porto nel magico mondo del rigging delle softbait spiegandoti i metodi più usati, come farli e soprattutto quando usarli, senza troppi paroloni.
ANDIAMO DRITTI AL PUNTO PEOPLE!!!
Jighead rig: la vecchia scuola che non tradisce
La TESTA PIOMBATA!
Questo è il rig che tutti abbiamo usato almeno una volta.
È come la pasta al pomodoro: semplice, efficace, non stanca mai.
Metti una testa piombata, infili il siliconico dritto come se stessi facendo un esame di guida e via, sei in pesca.
Giusto qualche consiglio: – L’amo deve essere lungo circa 2/3 dell’esca, massimo 3/4. – Se usi una soft bait da 10 cm, l’amo giusto è un 3/0 o 4/0. – Entra con l’amo dritto al centro del muso e fallo uscire a metà schiena del silicone.
Può essere utile “segnare” la lunghezza giusta dalla quale fare uscire la punta della jighead prima di procedere all’innesco.
Quando usarlo?
Perfetto per sondare il fondo o zone di corrente: canali, foci, moli.
Io lo uso per la spigola o i serranidi, ma se becchi un’orata aggressiva… occhio che se lo prende pure lei!
Attento però ai fondali misti o alle rocce: credo che la jighead abbia una sorta di affinità nel rimanere maledettamente incagliata tra le rocce!
Andiamo subito al prossimo!!
Texas rig: Il ninja dell’innesco
Si dai, una specie di “ninja Texano con cappello, stivali e revolver”…
Se hai davanti un fondale tipo giungla amazzonica, con alghe, legni, pietre, cozze e carrelli della spesa (al porto di Catania c’è anche di peggio credimi)… beh, è il momento del Texas rig.
L’amo è offset (quello col collo storto), ed il siliconico lo infili come se stessi facendo una cucitura precisa.
Poi gli nascondi la punta nella pancia: così se ne va in giro senza impigliarsi dappertutto.
Consigli pratici: – Usa ami offset leggermente più corti della metà del silicone, tipo 2/0 su un’esca da 7-8 cm. – Inserisci la punta per 1 cm (dipende ovviamente dalla lunghezza della gomma che usi), esci da sotto, ruota l’amo e affonda la punta nel corpo, leggermente. Non deve sporgere! – Si aggiunge una perlina prima del nodo all’amo ed un piombo bullet che quindi fungerà come una sorta di “testa piombata” mobile.
Quando usarlo?
Spot difficili, fondali sporchi, pieni di erba, ecc.
Laddove una jighead non tornerebbe a casa, lui passa e fa strike.
Carolina rig – Quando i pesci c’hanno sonno
Giornate lente?
Acqua piatta e pesci fermi come sassi?
Vai di Carolina rig, il trucco dei pigri furbi come me.
Piombo lontano, silicone libero.
Tipo: “vai dove vuoi tanto io sto qua”.
Praticamente un’evoluzione più “naturale” di un Texas Rig.
Ma funziona credimi!
Mi ha sbloccato un casino di situazioni fastidiose…
Come si monta: – Piombo bullet sulla lenza madre, poi perlina (serve a fare rumore e salvare il nodo), poi girella. – Dalla girella parte un terminale lungo da 40 a 60 cm con amo offset e silicone.
Puoi anche “accroccarlo” con un piombo con girella agganciato direttamente allo snap e poi (sempre sullo snap) puoi mettere la girella alla quale legare il terminale e l’amo con l’esca.
Consiglio rapidio: più è sospettoso il pesce, più cerca di allungare il terminale per avere più naturalezza nel movimento.
Va bene con worm, creatures, o anche piccoli shad.
Quando usarlo?
Ottimo in fondali sabbiosi, lagune, canali lenti: se il pesce non vuole, con questo spesso ci ripensa.
Drop-shot: Il cecchino.
Qui entriamo nella precisione assoluta.
Il drop-shot è tipo il rig per quelli che vogliono fare chirurgia sul pesce.
Silicone appeso, amo a metà del terminale, piombo in fondo.
Lo muovi a colpetti e lui sta lì che vibra come se fosse vivo.
Montaggio smart: – Usa un amo drop-shot (curvo), nodo palomar, lasci un terminale sotto di 30-40 cm. – Aggancia un piombo da drop-Shot (oh, se non ce l’hai puoi anche usare un classico piombino con girella). – Silicone leggero e mobile: worm, minnow, piccoli grub.
Non preoccuparti eh, se non hai degli ami specifici da “drop-shot” nessuno ti lincia: usa anche un piccolo off-set o comunque qualche amo che hai già e che lo rassomiglia, sennò li acquisti e ti togli il pensiero.
Attento però!
Il piombo da Drop-Shot ha una “clip” che ti permette di regolare l’altezza questo presuppone anche il filo non debba essere troppo sottile per permettere al piombo di “clipparsi” correttamente.
Quando usarlo?
Quando vedi pesci stazionari, magari su fondale duro o in verticale.
Io lo uso anche in porto, dove la spigola ti guarda e decide se sei degno: e credimi, nessuno lo è, soprattutto io…
Cheburashka: il jolly dell’Est Europa
Il nome sembra uscito da una favola russa… e in effetti questo rig arriva proprio da lì.
Ma quando lo provi capisci subito che non è una roba folkloristica: è versatile, intelligente e funziona alla grande.
Il concetto è semplice: una zavorra snodata che si aggancia all’amo tramite una graffetta, lasciando l’esca libera di muoversi come se stesse facendo yoga.
Perché piace (anche a me)?
Perché unisce i vantaggi della jighead e del Texas, ma con un’agilità che ti fa pescare meglio soprattutto sui fondali misti (oltre a migliorare la proiezione durante il lancio).
Come si monta (senza impazzire): – Prendi un piombo Cheburashka (quelli con l’occhiello apribile), – Ci infili l’amo che vuoi: dritto, offset, EWG… quello giusto per l’esca che stai usando, – L’esca si monta come con Texas o jighead: silicone dritto, punta che esce nel punto giusto (ricorda sempre il “2/3” come proporzione tra amo e esca).
Tip pratico: – Se usi un’esca da 7 cm, metti un amo offset 2/0, – Il piombo puoi variarlo a seconda della profondità: 3-5g per fondali bassi, 7-10g se vuoi arrivare giù veloce.
Quando usarlo?
Quando il pesce è nervoso e vuole movimenti più naturali.
Ottimo su fondali misti o rocciosi, dove una jighead si incaglierebbe subito.
Io lo uso tanto anche nei recuperi lenti e saltellati: l’esca resta “viva”, e spesso arriva l’attacco secco dopo la pausa.
Plus bonus: puoi cambiare piombo in due secondi senza rifare tutto l’innesco e fidati, quando sei col vento in faccia e le mani fredde, è una manna.
Weightless rig: l’hippy della pesca
Vabbè, parlo come mangio: la gomma SPIOMBATA.
Il più naturale di tutti.
Nessun piombo, solo silicone e amo.
Entra in acqua leggero, cade piano, sembra un pesce vero.
È tipo il rig zen.
Tu lo lanci, lui scende, il pesce lo vede e dice: “Sai che c’è? Mo te magno”.
Innesco base: – Ami leggeri tipo 1/0 o 2/0 per siliconi piccoli (6-8 cm). – Ottimo con jerk soft, grub, stickbait morbidi. – Puoi fare anche un wacky rig (amo al centro dell’esca, assurdo ma funziona).
Se la situazione lo richiede puoi anche mettere del filo piombato per aiutare l’esca a combattere qualche corrente o magari un fastidioso moto ondoso.
Quando usarlo?
Estate, pesci a vista, acque calme e limpide.
È uno di quei rig che o fa strike o almeno ti fa rilassare a vederlo scendere piano piano.
Conclusione: cambia rig, cambia musica
Mi dirai “ma ne esistono altri?”
Ma ceeeerto sciocchino!
Solo che io non sono un estimatore del silicone, quindi ti ho spiattellato gli inneschi che conosco ed uso.
Poi ce ne sono mille altri soprattuto nello spinning in Fresh Water, ma se peschi prevalentemente in Salt-Water questa roba è già molto più che sufficiente.
Tu comunque non fossilizzarti su uno solo.
Provali tutti, cambia spesso e soprattutto adatta l’innesco all’esca e alla situazione.
Un silicone ben riggato è metà del lavoro fatto.
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