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SURFCASTING VERO O VERO SURFCASTING?

vero surfcasting robertoaccardi

UNICO OBBIETTIVO: FARVI SORRIDERE 😀

Chi mi conosce bene sa quanto l’aspetto “giocoso” costituisca gran parte del mio carattere. Infatti quando scrivevo per la rivista Mondo Pesca, oltre che di tecniche di pesca ricordo che curavo una rubrica satirica tutta mia all’epoca molto seguita (almeno nella mia regione Sardegna, dato che il periodico è a diffusione regionale). Ora che sono finalmente riuscito a creare una piattaforma tutta mia, posso nuovamente dare spazio anche all’aspetto “meno tecnico” ma più ironico della pesca. 😀

E con cosa potevo cominciare se non con un articolo dedicato al grande dilemma “surfcasting vero o vero surfcasting?”. Ho voluto dare una chiave umoristica su un argomento molto “caliente”, sperando che dalla equilibrata distribuzione della mia satira si capisca che il mio intento è solo quello di regalare una lettura divertente su una delle tante caricature che il mondo della pesca ci regala 🙂

Ma cominciamo dalle origini…

Quando nel 1994 andai per la prima volta a pescare dalla spiaggia (il colpevole per la cronaca fu Giuseppe Cansella) con la tecnica del “surfcasting”, cominciai a frequentarne anche il mondo che ci girava attorno. Un ambiente pieno di personaggi simpatici, divertenti che ancora oggi ricordo con immenso piacere come se fosse ieri. E come accade in tutti gli ambienti ho avuto modo di conoscere anche tante sfaccettature di quella che per me è poi diventata una passione indelebile:

  • ho conosciuto chi viveva il surfcasting in modo molto estremo, sempre alla ricerca delle condizioni meteo marine molto aggressive, con inneschi rigorosamente oversize
  • ho conosciuto chi invece affrontava il mare entro determinati limiti meteo marini, diversamente cambiava spiaggia
  • ho conosciuto anche chi la viveva in modo molto pratico, nel senso che quando aveva voglia di andare a pesca ci andava a prescindere dalle condizioni

Diciamo che nella mia vita da “surfcaster” ho avuto la fortuna di vivere le prime esperienze con tutte “le rappresentanze”, dalle quali ho potuto attingere tante informazioni, e osservarne i vari aspetti con tutta quella positività di quando si sentono “tutte le campane”.

Ma dove voglio arrivare con queste premesse? Ora ve lo dico:

All’epoca ricordo chiaramente che esistevano accese polemiche sul fatto che uno “praticasse realmente il surfcasting” oppure no. In che senso? Nel senso che a seconda di quali condizioni uno andasse ad affrontare poteva essere definito (o meno) un surfcaster

Si avete capito bene! E aggiungo che ancora oggi queste accese diatribe sul “nomen” esistono.

Oggi mi viene da sorridere, così come sorridevo all’epoca, perché per me andare a pesca significava solo dare spazio alla mia passione senza preoccuparmi se stessi andando a “pesca dalla spiaggia” o “a surfcasting”. E poi diciamola tutta… quando un pescatore è posseduta dalla cosiddetta “scimmia”, ogni occasione è buona per andare a pesca, e chi se ne importa se il mare è piatto o mosso 😀 😀 😀

Ma torniamo alla polemica sul “nomen”: questa nel suo susseguirsi nel tempo, ha originato tempo la nascita di numerose categorie di pescatori, con accese polemiche come ad esempio il fatto che chi va a pesca “surfcasting” è più esperto rispetto a chi va a pesca con il mare calmo; oppure “chi fa gare di pesca” è più bravo rispetto a chi non ne fa, e viceversa.

Non solo! In base alla “potenza del mare” sono nate ulteriori categorie in base alle quali:

  • chi va ad affrontare un mare mosso con tre file di onde è “meno surfcaster” di chi invece va ad affrontarne, ad esempio, cinque
  • oppure ora che viviamo nell’epoca delle “app”, chi affronta due metri di onda è più “figo” di chi affronta un metro, per non parlare di chi va con sessanta centimetri di onda… ridicolo 😀 😀 😀 😀 

Per fortuna posso dire di far parte di quella schiera di pescatori che sono ben lontani da queste irrilevanti sfumature, e meno male che siamo in tanti, fatto sta che dal 1994 ad oggi (considerate che ho iniziato a scrivere questo pezzo nel gennaio del 2019, e forse a giugno 2019 riesco a pubblicarlo…) ho avuto modo di conoscere varie “creature del surfcasting” che ora vi elenco, e soprattutto “cerco” di illustrarvi.

  • SURFCASTING DURO, si pratica con almeno tre metri e mezzo di onda, ma deve anche piovere o nevicare, e come esche non si può scendere sotto i 300 grammi di innesco; guai se mancano le alghe! è una disciplina che genera “surfcaster duri
  • SURFCASTING PURO, si pratica con mare molto mosso, tassativamente vietato l’uso di vermi, mulinelli rotanti e 0.30 in bobina; è una disciplina che genera “surfcaster puri
  • SURFCASTING VERO, si pratica con il mare mosso per davvero, e non per finta; è una disciplina che genera “surfcaster veri”, però attenzione!!! È una categoria che non bisogna confondere con il
  • VERO SURFCASTING, che invece si pratica vero mare mosso, e vere esche da surf (anche qui vietati i vermi); è una disciplina che genera “veri surfcaster”; inoltre c’è il
  • SURFCASTING, praticato anche nelle competizioni nazionali e internazionali, e persino con il mare piatto!!! È una disciplina che genera tantissimi tipi di “surfcaster” che vedremo più avanti J

Infine esistono delle minoranze come il

  • SERFCASTING, SERF CASTING, SEFCAST, SEFFCAST, SEFFEGASTIN, SEFGAST, svolte in particolari e ben definite zone geografiche, ed essendo piccole realtà non verranno approfondite più di tanto.

Questa moltitudine di “varianti” è riuscita a creare milioni di polemiche sfociate dapprima nei negozi di pesca, poi nei forum, poi nei social, e chissà in futuro dove.

Ne ricordo giusto qualcuna per onor di cronaca 😀

  • Ma se le gare capitano con il mare piatto non è giusto che si chiamino “gare di surfcasting”.
    Effettivamente si parla a tutti gli effetti una situazione di paradosso, dato che il “surfcasting” si pratica con il mare mosso, e quindi in questi casi verrebbe meno la condizione meteo marina. In passato fu proposta una soluzione sensata che prevedeva che la locandina e/o lo striscione della manifestazione contenesse le due opzioni (surf o pesca a fondo) da flaggare in base alle condizioni del mare la mattina dello svolgimento della gara; questa iniziativa purtroppo fallì quando accadde che una gara iniziò con il mare calmo, poi a metà gara imprevedibilmente si alzò un vento tale che fece crescere il mare: questo terribile evento ancora lo ricordo con i brividi in corpo… La gara fu poi annullata in seguito ad un ricorso, poi accolto, di un pescatore che ebbe da eccepire che lo striscione non conteneva l’opzione “pesca a fondo con mare che poi diventa mosso”!!!
    Qualcuno provò successivamente ad inserire anche questa opzione ma poi gli striscioni venivano troppo lunghi e pertanto costosi, e fu definitivamente abbandonata.
  • Se non vai con almeno due metri di onda non fai surfcasting.
    Il surfcasting e il suo immancabile mare mosso è poco chiaro su “quanto mare debba esserci” per potersi definire condizione idonea. Potrebbe effettivamente essere un parametro molto arbitrario. Quello che per uno poteva sembrare mosso, per un altro poteva invece essere irrilevante… Pare che il problema sia stato risolto da un pescatore avvocato, che si munì di dichiarazione giurata con la quale lo stesso si impegnava a non pronunciare la parola surfcasting in riferimento a quella pescata, e poté così andare liberamente a pesca senza incorrere in alcuna critica o censura da parte di chiunque. Quel giorno fu memorabile perché venne successivamente liberalizzata la “pesca con il mare piatto”, ma a condizione che nessuno millantasse di essere un surfcaster.
  • Tu che fai gare cosa ne sai del surfcasting vero.
    Una vera batosta per il garista! Pare che questa sia una delle principali cause della flessione dei tesserati federali nel mondo: molti pescatori infatti non se la sono sentita di perdere il titolo di surfcaster solo per fare delle gare… un prezzo evidentemente giudicato dai più troppo salato.
  • Pescatore di leccette!
    Reato di ingiuria ex art. 594 C.P.P. (poi depenalizzato). Una delle più grandi offese che il mondo dei garisti abbia mai ricevuto nell’ultimo secolo. Avere una leccia stella da 14 cm nel secchio sapendo che qualcun altro avrebbe potuto avere un pesce molto più grosso nel suo secchio da surfcasting ha creato non pochi problemi soprattutto a livello psicologico. Molti pescatori agonisti per fortuna se la sono poi cavata quando alcuni secchi da gara hanno cominciato a riempirsi di tracine da 8 centimetri. Il problema esistenziale tutt’ora regna sovrano tra i “tracinisti”, ad oggi ancora irrisolto.
    Tralascio le dinamiche legate agli sguardi di chi aveva il secchio da surfcasting nei confronti di chi invece aveva il secchiellino da gara
  • Perché chi fa surfcasting pesca così poco?
    Niente di più falso! Questa è la tipica frase pronunciata da chi non ha mai pescato una preda degna di nota, nonostante il suo amo del 12 legato su uno 0,12 e mezzo coreano innescato… La gelosia si manifesta nel suo apice quando si comincia con frasi del tipo “ma tu prendi un pesce grosso ogni due anni”. Per la verità bisogna anche ammettere che “quando il pesce gira” escono prede che i pescatori di leccette si sognano… Non si è ancora risolto, invece, il problema di “quando il pesce non gira”…
  • Ti nascondi dietro una tastiera!
    Esiste una categoria di pescatori che riescono a pescare utilizzando un mulinello (rigorosamente con presa USB) con rullino centrale schermato contro le insidie tipiche di una cameretta o studio, e una tastiera con la quale spesso e volentieri si compiono imprese epiche! Anche la tastiera ultimamente pare si sia assestata su un attacco USB 3.0 anche se ormai la 4.0 comincia a spadroneggiare. Accusare un pescatore di nascondersi “dietro una tastiera” è uno slang tipico dei forum e dei social, e sta ad indicare colui che parla di pesca… e basta 😀
  • Che differenza c’è tra surfcasting puro e surfcasting duro?
    Questa è forse l’unica domanda rimasta senza risposta ad oggi… Un vero mistero!

Con questo mistero chiudo la panoramica ironica sulle principali anomalie che “condiscono” il mondo della pesca.

Per un attimo voglio parlare seriamente, e riflettendo su questi aspetti, mi viene da ricondurre tutti i pescatori a quello che è il nostro comune denominatore: la passione per la pesca. Se un nome deve generare tutte queste discussioni, allora evviva la pesca dalla spiaggia!

Per gli amanti delle classifiche esistono le gare: chi vi partecipa può definirsi “un garista”, chi la vince può definirsi “il migliore tra quei partecipanti”, chi non vi partecipa non può essere criticato e soprattutto non può criticare.

Per chi invece pratica questa disciplina per pura passione, i termini “surfcaster” o “paffarolo” (da Pescatore A Fondo) o “garista” che sia, devono essere solo degli “aggettivi” e non devono essere utilizzati come “offese”.

Il motivo per cui nel mio blog la parola “pesca dalla spiaggia” prevale sulla parola “surfcasting” è proprio quello di “ignorare” tutte queste classificazioni che generano solo polemiche sterili. Eppure con la mia esperienza su mari e oceani di mezzo mondo potrei abbondantemente dire la mia sul surfcasting… Nonostante tutto cerco di collegare il blog e tutte le informazioni didattiche in esso contenute a quel termine incontestabile quale è “pesca dalla spiaggia”.

Sia chiaro che capisco benissimo chi in generale tenga al corretto uso di un termine, ma solo sino a quando questo aspetto non sfocia in polemiche sterili simili a quelle su cui ho volutamente fatto dell’ironia 😀

Vorrei concludere questo articolo con un appello: ad oggi ancora non so cosa sia il SURF FISHING… termine che continuo a leggere ogni tanto qua e là ma che non riesco a ricondurre ad un qualcosa che non sia incluso in altre discipline 😀

Mi auguro che questo pezzo vi abbia fatto sorridere, perché questo era il mio unico intento 🙂

P.S. la foto seria in apertura di articolo è stata scattata da Marco Piacenti 🙂

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11 Commenti

  1. Danilo atzei

    🤣🤣🤣🤣 mi fai pisciare…

    Però ti sei dimenticato dei mormori/mormoristi 🤣🤣🤣

    Apparte gli scherzi, gli estremisti fan solo sorridere e son solo meteore.

    L’unica cosa che conta sono le foto del pescato, tramonti, albe, canne in posa son altra cosa🤣.

    PS: La cazzata è aver nominato un “tipo di pesca”, che indicava uno stato meteomarino, e non con un un’attrezzo o com’era meglio la zona da cui si pratica. Tipo: spinning, bolognese e ecc.
    Spero che si capisca il concetto.

    Rispondi
  2. Giorgio

    Ciao Roberto
    Volevo un consiglio e /o una verifica riguardo all’Isola perfetta.Quando tirò il baffo l’asola si stringe,sbaglio qualcosa ?grazie

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Giorgio sicuro che non hai perso un passaggio come ad esempio il ribaltamento? Osserva bene il tutorial https://youtu.be/Ezo3igIbaCY

      Rispondi
  3. Luca Piacenti

    Bella Roby, niente sui bagnafili???

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Luca che bello risentirti 🙂
      Sui “bagnafili” non so niente!!! Puoi arricchire le mie conoscenze? Sai… potrei dover scrivere ancora 😛

      Rispondi
  4. Giuseppe

    Roby ti sei dimenticato una categoria ovvero i bogghisti coloro che sanno pescare esclusivamente solo boghe e nelle gare a campo libero o nelle gare alle saline ti fanno porconare con le loro decine e decine di boghe,quando si incontrano bogghisti più accaniti non ce nulla da fare bisogna sedersi sul cassone e rassegnarsi al proprio destino, sperando che arrivi la botta di culo fatale di tutta la gara😂😂.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Giuseppe, gli amanti della pesca a galla sono tosti da battere sulle boghe, questo è vero… ma se le boghe non ci sono? 🤣🤣🤣

      Rispondi
  5. giuseppe floris

    Sono il primo a farti i complimenti per questo spassosissimo articolo di sercasting /) questa e’ la mia branchia preferita il sercasting)
    aspettavo la tua SANA ironia e’ giusto riderci su alla fine e’ la cosa migliore da fare …sempre ..poi la pesca come hai scritto e’ universale accomuna tantissime tipologie di persone e anche di “personaggi ” un affettuoso saluto a presto

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Giuseppe, lo so che adori questo articoli 🙂 questa puntata si può dire che è dedicata a te… il più grande sostenitore dell’ironia 😉

      Rispondi
  6. Marco Piacenti

    Eccellente!

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Grazie Marco 🙂

      Rispondi

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