IL VESTIARIO GIUSTO PER IL SURFCASTING

Era da parecchio tempo che contavo di scrivere un articolo su il vestiario giusto per il surfcasting, ma le mie conoscenze necessitavano di alcuni parametri tecnici che solo un grande dell’alpinismo italiano poteva darmi.

Rispetto il fatto che non avesse interesse ad essere nominato, ma questo non mi impedirà di ringraziarlo per le preziose info che hanno dato maggior valore a questo articolo: grazie grazie grazie!!!

Un articolo che finalmente potrà dare qualche informazione in più a tutti coloro che in questi anni mi hanno chiesto quale fosse il vestiario giusto per il surfcasting.

Prima di analizzare i vari “strati” che costituiranno la nostra difesa contro il freddo (e non solo), voglio focalizzare la vostra attenzione sulla dinamica degli sforzi che il pescatore esercita durante una battuta di pesca.

Le condizioni meteorologiche tipiche del surfcasting le conosciamo tutti: una buona probabilità di trovarci alle prese con vento forte e freddo, con temperature basse, e rischio pioggia.

Le dinamiche dei nostri sforzi invece saranno intermittenti e per niente costanti: un fattore, questo, che come vedremo condizionerà la composizione del vestiario per il surfcasting.

Il primo grande sforzo solitamente lo compiamo quando dobbiamo raggiungere lo spot prescelto.

Che sia un tragitto da percorrere velocemente per eliminare la concorrenza, o perché la macchina è molto distante, il fatto di portare l’attrezzatura in spiaggia rappresenta lo sforzo più importante della pescata.

Successivamente, quando inizierà l’azione di pesca vera e propria, il nostro sforzo sarà intermittente, e quasi inevitabilmente sarà interrotto da una fase di riposo (se, ad esempio, ci facciamo tutta la nottata).

Di fronte alla dinamica appena descritta, tutt’altro che costante, ora parliamo de il vestiario giusto per il surfcasting.

Come sempre non cercherò di vendervi niente, ma vi darò le informazioni generali affinché poi voi possiate attrezzarvi in base ai vostri gusti (e alle vostre tasche).


I TRE STRATI

Un ottimo metodo per opporsi alle intemperie tipiche del surfcasting è quello del vestirsi “a strati”, precisamente tre strati, ognuno con la propria funzione.


IL PRIMO STRATO

Si tratta del vestiario cosiddetto intimo, ossia quello che rimane a diretto contatto con la pelle, e che deve avere il compito di far spostare verso l’esterno l’umido generato dal sudore causato dai nostri sforzi.

E si! Quando noi siamo in azione il corpo inizia a sudare, e bisogna che il primo strato assorba questa umidità e la “sposti” verso lo strato successivo.

Di che materiale dovrebbe essere fatto questo intimo tecnico? Senza dubbio di materiale sintetico (come ad esempio il poliestere).

Materiali come questi sono resistenti all’acqua per cui non la assorbono ma la trasmettono verso lo strato successivo tenendo l’intimo a contatto con la pelle asciutto.

Che il corpo rimanga asciutto durante la pescata è fondamentale!


IL SECONDO STRATO

Ovviamente va sopra il primo strato, e la sua funzione è quella di proteggere il corpo dal freddo.

Considerando le dinamiche che vi ho illustrato poco fa, una soluzione adatta si trova dotandosi di almeno due capi:

uno lo indosseremo, l’altro lo utilizzeremo se servirà e/o nel momento più opportuno come vedremo più avanti.

La necessità che più capi compongano il secondo strato viene dal fatto che durante la pescata alterneremo fasi di grande sforzo, a fasi di riposo.

Nel momento in cui gli sforzi maggiori rallentano o finiscono (ad esempio anche un piccolo riposo), bisogna indossare anche il secondo capo di abbigliamento.

Indossare direttamente entrambi i capi significherebbe avere un caldo eccessivo durante gli sforzi, con una conseguente maggiore sudorazione.

Attenzione!!! Se suderemo troppo rischieremo di bagnare il secondo strato per eccessivo accumulo di umidità, e il freddo inizierà a diventare pericoloso per il nostro corpo.

Il “pile” ad esempio è un ottimo materiale in quanto è un materiale sintetico e pertanto in grado di allontanare ulteriormente l’umidità dal nostro corpo.

Come secondo capo da indossare quando la nostra attività diminuisce possiamo sempre orientarci sui materiali sintetici.

Prima di passare al terzo strato, volevo dire due parole sulla “tuta termica”.

Un capo di abbigliamento tecnico che a seconda della sua qualità “può coprire” la funzione data dal terzo strato, perlomeno sotto l’aspetto dell’anti vento.

Mi spiego meglio: la tecnologia che ha raggiunto l’abbigliamento specifico contro il freddo è sempre più elevata.

Prima di acquistare una tuta termica verificate i materiali di cui è composta, e le varie caratteristiche (resistenza all’acqua, potere traspirante, isolamento termico, ecc).

A riguardo continuate subito a leggere l’articolo perché sto per spiegarvi anche quali sono le unità di misura che ci interessano 😉


IL TERZO STRATO

È quello che ci deve proteggere dalle intemperie.

Vento? Pioggia? Vento e pioggia?

Nella pesca invernale possiamo incorrere in tutte queste possibilità.

Dovremo prevedere due “gusci” diversi tra loro: uno in grado di proteggerci dal vento e uno che ci protegga dalla pioggia.

cassiopea trabucco roberto accardi blog

Per proteggerci dal vento possiamo utilizzare capi di abbigliamento che siano traspiranti (ad esempio i c.d. sotfshell), e idrorepellenti.

Attenzione che in questo particolare caso i capi softshell resistono solo a piccole quantità di pioggia.

Nel caso in cui dovessimo esercitare una azione di pesca con pioggia persistente dovremo optare per capi prettamente impermeabili.

Se invece abbiamo a disposizione una tuta termica di qualità, dovremo con molta probabilità dotarci solo di un “guscio” contro la pioggia persistente, da utilizzare all’occorrenza.

Come possiamo regolarci per acquistare un guscio ottimale contro il vento, e/o di uno contro la pioggia?

Ci daranno le migliori indicazioni due unità di misura 😀

Lo Schmerber, che stabilisce il grado di impermeabilità del capo di abbigliamento: più alto sarà il valore, più alto sarà il suo grado di impermeabilità.

L’ETO che rappresenta l’unità di misura della traspirazione e quantifica i grammi di acqua (vapore) che passano attraverso un metro quadrato di superficie, in 24 ore…

(è venuto malditesta anche a voi? :D).

Più sarà alto il valore, maggiore sarà il potere traspirante (e… sappiatelo… maggiore anche il costo!).


LE ZONE PERIFERICHE

Non dimentichiamo che bisogna pensare anche ai piedi, alle mani, al collo, e alla testa!

Berretti e collari non devono mancare a corredo dei “tre strati”.

Per quanto riguarda le mani, avendo costantemente a che fare con le esche, personalmente preferisco averle sempre libere.

Nei momenti in cui non le utilizzo… le tengo nelle calde tasche del mio abbigliamento!

Il concetto della traspirabilità dell’umido è fondamentale anche per le calze e le scarpe, ma qui si aprirebbe un nuovo mondo che affronterò in separata sede 😉

Le armi per costruire i nostri tre strati le abbiamo, ora possiamo organizzarci il vestiario giusto per il surfcasting, un aspetto fondamentale per la nostra salute.


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3 Commenti

  1. Giuseppe Pontis

    Mo ti svelo i miei strati,
    Per arrivare nello spot di pesca
    Ciccia pile
    Collare pile
    ZERO PELI*
    T-shirt termica maniche lunghe
    Felpa con cappuccio
    Giubino leggero
    No mutande*
    Pantaloni felpa grossi
    Calze snowboard
    Scarpe Nike
    AL TRAMONTO
    Piumino Woolrich
    Pantaloni aggiuntivi imbottiti
    Stivali gomma con fodero interno lana di pecora
    Per le mani uso o delle mezze maniche in lana o i guanti in vinile con imbottitura in pile
    E come rinforzo se il freddo è tanto ho 4 scaldamani a carbone che inseriti nelle tasche garantiscono un caldo bestiale
    (1)* i peli sono dei recettori collegati alle terminazioni nervose e fanno sentire di più il freddo
    (2)* senza mutande perché con 3 lastici e un casino per pisciare😂😂😂🤟🏻🎣🎣🎣🎣🎣🎣🎣🎣🎣

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    1. Roberto Accardi Brakardi (Autore Post)

      Pippo preparati perché tra poco avrai una rubrica tutta tua nel mio blog 😀

      Rispondi
      1. Giuseppe Pontis

        Noooo non vorrei mai metterti in ombra… dovrai chiamare il blog PIPPO👍🏻accardi🤮. Com
        se no niente🤔😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😘

        Rispondi

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