INTERVISTA AL CAMPIONE ITALIANO MASTER 2026

Non potete immaginare il piacere che ho provato nel condurre l’intervista a Luca Cipollaro Campione italiano Master 2026.

Luca Cipollaro in postazione

Eh si! Sto parlando dello stesso Luca Cipollaro che in questo blog condivide la sua immensa conoscenza sulla tecnica del Japan Style.

Prima della raffica di domande vi racconto cosa significa campione italiano master: si tratta della categoria riservata ai cosiddetti Over 55.

Si tratta dell’unico canale per accedere al Club Azzurro dal quale nascerà poi la prossima Nazionale italiana Master.

La chiave tecnica che caratterizzerà questa intervista sarà a dir poco interessante, e chi si fida di me legga attentamente queste parole

leggetela sino alla fine”!


Direi di cominciare con le domande:

R: Grazie dell’opportunità di poter rispondere a una tua intervista.

L’assegnazione del titolo di campione italiano master si svolge su tre giornate di pesca.

un frame delle condizioni meteo marine che hanno caratterizzato il campionato italiano master 2026

Una il giovedì una il venerdì e l’ultima il sabato con un orario che andava dalle 16,30 alle 20,30 circa salvo ritardi di inizio.

Le condimeteo che abbiamo trovato erano davvero severe soprattutto per concorrenti della nostra età (scherzo ovviamente) ma davvero difficili.

Tutte e tre le manche si sono svolte con venti molto molto forti provenienti dai quadranti settentrionali rispetto all’esposizione dei campi gare. Sono mutate nel corso delle tre gare.

Il giovedì dopo un paio di giorni di maestrale il vento ha girato a tramontana, il secondo giorno abbiamo affrontato la gara con tramontana tesa che verso fine gara ha allentato la sua intensità leggermente.

Il sabato sera ha rigirato a maestrale creando non pochi problemi per riuscire ad uscire oltre il primo frangente.


R: Ormai da diversi anni non sono un cultore ma ho scelto di pescare solo in Japan style. In qualsiasi condizione, di giorno di notte con mare calmo e con il mare mosso.

Le difficoltà che ogni volta incontri sono sempre produttive per crescere, per capire o cercare di capire ciò che accade sotto la superficie dell’acqua.

Anche in questa occasione non ho utilizzato nulla di diverso, affidandomi alla tecnica che ormai da anni ho scelto di praticare  per le mie battute di pesca o per le competizioni.

Anzi ti devo dire forse utilizzare la mia tecnica di pesca mi ha portato parecchi vantaggi rispetto ai travi tradizionali.


R: Si si ho utilizzato solo ed esclusivamente la tecnica del Japan Style.

Basta conoscere un minimo il mare e come si muove per poter usare anche questa tecnica e come ti ho detto nella domanda precedente, a bocce ferme e ragionando con calma penso di essere stato avvantaggiato ad utilizzare il Japan Style.

Di fatto pescare con terminali lunghi ti consente di presentare le esche nel migliore dei modi soprattutto in modo molto naturale. Basta saper scegliere i diametri e le lunghezze giuste

Se sai sfruttare le correnti naturali del mare e riesci a mettere le tue esche in corrente non c’è nulla di più catturante ,questo succede in tante discipline della pesca, nella passata nella traina ed in moltissime altre discipline.


R: Le linee o sabiki utilizzati sono stati in tutte e tre le giornate le medesime, e no non ho avuto bisogno di accorciare nulla.

una ruzzola contenente tutte le informazioni su ciò che contiene

Come detto in privato ti invierò le foto della ruzzola con le misure e la tipologia di sabiki utilizzato.

Contrariamente a ciò che pensano tutti gli agonisti è molto più semplice rimanere in pesca con un sabiki che con un trave classico in quelle condizioni.

Ho utilizzato un sabiki di 250 cm con una brillatura iniziale.di 25/30 cm dalla parte iniziale dove si attacca al tenbin.

La spaziatura degli ami era di 75 cm con braccioli derivati da 5.5 cm di lunghezza.

Il nylon utilizzato da Luca per le linee: il Surf FP Trabucco

Il diametro dei sabiki era dello 0.31 ed ho utilizzato un filo che tu conosci molto bene ma mai impiegheresti per costruire i terminali.

Ho utilizzato un nylon Trabucco Tforce xps Surf FP si quello utilizzato per imbobinare i mulinelli quello fucsia.

Mentre per i braccioli laterali ho utilizzato un poliestere acquistato in Giappone di colore bianco dello 0.29. mentre per gli ami ho utilizzato gli ormai stra conosciuti Kobura LCN 10 competizione.


R: Sinceramente no, non mi è  mai successo di recuperare una parrucca, pensa che in tutti tre i giorni ho usato in totale una decina di sabiki.

Persi per lo più per aver stuccato due volte nella terza manche ed una nella prima dove sulla destra della mia postazione avevo un appiglio..


R: Il sabiki nella tecnica del Japan style rimane sempre attaccato al braccio divergente del tenbin, qualsiasi esso sia.

la perlina che precede l'amo più estremo della linea

Il funzionamento di un terminale del genere è completamente differente da un bracciolo dei travi tradizionali.

Un bracciolo è vincolato sia sotto dal peso del piombo sia sopra dall’attacco del trave alla canna attraverso ciò che lo vincola sopra (shock ecc) mentre nel Japan Style la lenza rimane attaccata in solo punto cioè il moschettone del tenbin ed è completamente libero di muoversi nell’acqua.

Quindi la risposta è si è rimasto come sempre vincolato al tenbin null’altro


R: si  come sempre uso sempre o quasi sempre lo stessa tipologia di tenbin quello chiuso a forma di A.


R: sinceramente non ricordo ma non credo.

Al momento soprattutto nei mesi “freddi” tendo ad utilizzare sabiki con distanze degli ami abbastanza ampie.

Nei mesi estivi è controproducente in quanto potresti trovare una presa che ingoia due ami dello stesso sabiki.

Orientativamente il diametro e la lunghezza sono scelti sempre in funzione delle condizioni e correnti che ipotizzo ci siano quando arrivo sullo sportello di pesca.


R: si diciamo che rispetto alla pesca tradizionale i sabiki che utilizziamo per il Japan rimangono vincolati solo in un punto quello di aggancio al tenbin.

I braccioli invece sono vincolati al trave che a sua volta vincolato in due parti.

Il tutto risulta più “bloccato” a mio avviso e molto più difficile da gestire rispetto ad un singolo bracciolo se pur lunghissimo.

La presentazione dell’esca è davvero molto più naturale soprattutto in condizioni di corrente anche molto sostenuta.

Uno parametro da imparare è gestire il diametro. Le correnti in acqua di norma sono sempre monodirezionali quindi basta porre il sabiki in condizioni di non subire l’effetto lavatrice.

Poi in fondo nella pesca tradizionale cosa si fa quando si ha a che fare con pesci molto sospettosi? Si allungano i braccioli….perché nel mare mosso o in corrente dovrebbe essere differente?.

Nel mare anche in burrasca ci sono delle zone dove la corrente è mono direzionale cioè va solo e solamente in un verso.

preparativi realizzazione vari materiali

E’ qui che dobbiamo mettere le nostre esche nel cavallone nessun pesce se non di qualche tonnellata riuscirebbe a procurarsi il cibo.

I pesci notoriamente mangiano contro corrente risalendo contromano la corrente generata dal mare.

Lo fanno perché è più semplice alimentarsi il cubo gli piove letteralmente in bocca.

Basta soffermarci ad osservare un acquario e quando si mettono le scaglie di cibo il pesce si orienta contro corrente per alimentarsi.

Un terminale lungo del giusto diametro si pone in corrente e fa muovere il cibo meglio di uno corto a mio avviso.

Questo è il principio fondamentale che deve muovere ogni pescatore quando sceglie un sabiki e nel caso variarne il diametro o nel caso la quantità di esca sul sabiki.


R: da quando ho approcciato con questa tecnica e soprattutto in corrente gli ami che secondo il mio modesto parere, dopo molti anni e diversi modelli privati, per i pesci nostrani, quelli più redditizi sono ami da ingoio non troppo grandi e con punta auto ferrante, cioè hanno la punta con l’ardiglione non in asse col gambo.

Vi posto una foto.

gli ami utilizzati da Luca Cipollaro: gli LCN Kobura Hooks

Io solitamente per la pesca per grufolatori utilizzo i KOBURA LCN 10 competizione o il numero 8 soprattutto se in spiagge come Fregene i pesci presentano delle grosse “pulci di mare” in bocca.

Con questi ami riesco quasi sempre ad evitarle o nel caso del numero 8 a bucarle ed “aggrapparmi” nella bocca del pesce.

Per la pesca a prese di mezz’acqua o di galla mi rivolgo ad ami più leggeri della stessa casa utilizzo i GMK 10 o GMK 12 a secondo della dimensione dei pesci e delle esche che userò


R: diciamo che la cosa è variata nei tre giorni di gara.

la linea avvolta nella ruzzola

Ti risponderei entrambi nella prima manche le condizioni di mare molto molto mosso mi hanno suggerito di utilizzare inneschi medio piccoli in quanto grandi si sarebbero infranti e spappolati con tutto quello sbattere del mare.

Ho preferito piccoli inneschi sostituiti di frequente.

La pesca era consentita, per la forte corrente solo in alcune zone sotto lo scalino di risacca (vedi articolo quel magico scalino).

La seconda giornata era presente un vento di tramontana che ha fatto scadere il mare in modo notevole istituendo inoltre una corrente differente. 

Il vento di tramontana batte la spiaggia di Maccarese / Fregene in modo parallelo o leggermente  alle spalle rispetto alla battigia.

Questo ci consentiva di poter lanciare anche molto fuori con piombi da 150 gr. Infatti è la strategia che mi ha consentito la cattura di due saraghi da 19 cm consentendomi di approcciarmi come terzo nel settore e quinto assoluto dopo la seconda giornata. 

Nella terza una volta arrivato in spiaggia con molto anticipo mi ritrovo condizioni ancora differenti un forte e fastidioso vento di maestrale che incide sulla battigia in modo semi frontale proveniente dalla destra.

Inizio con gli inneschi soliti un pezzetto di arenicola di circa 4/5 cm per amo.

Il primo lancio riesco a forzarlo con uno Sporten da 150 gr e riesco a passare il primo frangente. Dopo poco il mare mi regala un altro sarago da 19 cm.

Provo a riuscire ma nel frattempo il vento si alza e durante il lancio mi rischiaccia le spire del tracciato sugli anelli facendomi stuccare due volte consecutive.

Simone Pinna, Luca Cipollaro, Simone Accardino Granini

Alla terza decido di pescare nel primo canale finché il vento non mi consentirà di andare fuori. Intorno a me escono una soigoletta un sarà ghetto e un paio di mormore interessanti.

Questo mi stimola il ragionamento ed al motivo per cui nei giorni precedenti e fino a quel momento avessi catturato solo saraghi.

La mia tecnica mi mette sempre nelle prime posizioni quando si tratta di frufolarori ……c’era qualcosa che non mi convinceva e conoscendo e ragionando su come si potessero muovere i pesci in quella corrente…..l’esperienza ed il buon senso mi dice di appesantire gli inneschi perché probabilmente il mio sabiki “sventolava” troppo.

Decido di innescare arenicola in quantità abbondante soprattutto il punta al sabiki appesantendone la testa, dopo pochi minuti toccata decisa e prima mormora……il ragionamento ha pagato……continuo così fino a fine gara provando di tanto in tanto ad uscire per provare le fasce esterne del pascolo ma continua a pagare la corta distanza……aggancio altre 5 mormore ed una la lascio al mare…….la mezz’ora più lunga della mia vita di agonista non passa più ….e finalmente arriva il segnale di fine gara. Sono primo di settore e con molta probabilità sono al club azzurro….già un sogno per me…..il resto se dio vuole verrà.


R: Non c’è problema Roby non ci sono segreti mi conosci e come te ho scelto da sempre la strada della condivisione.

mulinello imbobinato con la treccia

Non ho mai fatto segreto delle mie esperienze, ma tanto non ci sono segreti ………i travi tuoi  sono i travi di un CT della Nazionale e di un pescatore di livello mondiale ma in mano tua con la tua esperienza hanno un risultato tu lo sai dove lanciarli🤷 ma in mano ad uno che non ragiona sono come i miei sabiki.

Ci sono anni di prove e sbattimenti.

Non c’è nulla di scritto sono percezioni che diventano giuste se le azzecchi altrimenti rimangono nella tua testa e possono diventare giuste in altre occasioni. 🤷


R: ma che dire sai che sono partito con un profilo molto basso.

La mia vita professionale non ché quella familiare, sono felicemente papà di un trio di gemelli di 12 anni impegnati moltissimo con i loro sport e con la scuola quindi il tempo è  davvero poco ma nonostante questo quando posso la gara rimane sempre la gara e le emozioni che vivi ti fanno sentire parte integrante di questo meraviglioso sport.

Diciamo che ero partito per conquistare una medaglia nelle tre gare.

Certo che il campo gara è casa mia……ci pesco spessissimo perché dista 20 minuti dalla mia casa ed è  lo spot che frequento di più.

Bè inizio con un argento la prima sera….missione compiuta sembra…..sono nella mischia dei primi 14.. ..libero di pescare tranquillo nessuna pressione……..dopo la seconda sera mi trovo 5 assoluto dopo una bellissima manche che mi vede terzo di settore.

Che dire iniziano le telefonate di amici e compagni di squadra la tensione sale e non poco……arrivo sul picchetto la terza sera con tutte le percezioni possibili al massimo voglio entrare nel club azzurro per coronare un sogno lungo tanti anni.

il podio del campionato italiano master 2026

Non mi aspetto nulla mente sgombra ma percezioni a mille.

La gara va e passano le ore finché non trovo il bandolo della matassa e stacco gli altri come numero di prede ma la paura di fallire all’ultimo secondo c’è…..invece i pianeti si allineano nel giusto modo.

Primo di settore sono consapevole di aver fatto un gran bella gara e di essere nel club azzurro ma non mi aspetto il titolo assoluto.

Ancora oggi non sono consapevole di ciò che sono riuscito a compiere…..l’ho sognato tante volte e con una frase car anche alla mia signora tratta da un film di Pieraccioni….”se non smetti di aspettare le cose prima o poi arrivano”.


Grazie Luca! Leggere in anteprima la tua intervista è stato bellissimo e, te lo confesso, ha ampliato ancora di più il mio bagaglio tecnico.

In bocca al lupo per il Club Azzurro, e se posso darti un consiglio: vai e divertiti il più possibile.

Si si lo spirito che mi animerà è sempre quello di divertirmi ed assaporare al massimo la prossima competizione magari sognando una medaglia nelle 4 gare.

Se volete approfondire il mondo del Japan Style, gli articoli di Luca Cipollaro sono tutti raccolti QUI.


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4 Commenti

  1. Pulici giuseppe Salvatore

    ciao, ma in gara come sgalli il finale per la pesca a stella, ecc ?

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  2. Philippos Philippou

    Αn amazing interview, that accurately presents the character of a true champion… ethos, passion, authenticity. For us that we had the honor to meet Luca, that is what he always was. Thanks Roberto for the level of your blog, congratulation Luca for your great achievement. GRANDE LUCA, GRANDE ROBERTO … keep advertising our passion!!!

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  3. Luca Cipollaro

    Grazie infinite 🙏

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  4. Valter Altarocca

    I complimenti che dovrebbero andare a Luca per l’ottima prestazione li voglio fare a Luca e signora per quello che è emerso durante l’intervista… crescere tre gemelli è una prestazione veramente degna di nota. Auguri per il proseguimento (ma solo per l’attività agonistica)

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