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PESCARE IN VELOCITA’

PESCARE IN VELOCITA’

PESCARE IN VELOCITA’

 

Un argomento strettamente legato al mondo dell’agonismo è quello legato al pescare in velocità. Una componente tecnica decisamente importante che ho avuto la fortuna di imparare alla perfezione da Riccardo Senis, persona che non smetterò mai di ringraziare per le basi che mi ha dato mettendo la sua esperienza a mia disposizione.

Il mio concetto di pesca in velocità infatti si è costruito sul suo modo di pensare, e ricordo ancora gli esempi che mi fece per farmi capire l’importanza di tale aspetto. Esempi che essendo legati ai numeri, mi hanno appassionato ancora di più vista la mia passione per tutto ciò che si può trasformare in cifre.

Prima di approfondire questo argomento devo mettervi in guardia: pescare in velocità può portare anche risvolti completamente negativi se non viene utilizzata con furbizia. Infatti non sono poche le volte in cui ho assistito a debacle dovute alla “troppa velocità” in pesca.

Ora che le premesse sono state accennate vi illustrerò quali sono gli aspetti da curare per essere più veloci, vi spiegherò il perché, e tramite degli esempi vi farò capire quanto sia importante non perdere tempo; infine vi parlerò di quelle situazioni in cui la velocità va tenuta a bada per evitare di esserne penalizzati.

Per poter pescare in velocità bisogna innanzitutto avere una postazione ben organizzata, e a tal riguardo vi consiglio la lettura di “come organizzare una postazione di pesca in gara” in modo da poter meglio comprendere questo articolo. Ora che avete ben chiari i concetti su come si può organizzare una postazione, o almeno su quella che è la mia visione, vediamo quali sono gli aspetti da curare:

RISERVA DI MONTATURE GIA’ INNESCATE

In una competizione è sempre meglio avere una riserva di montature: almeno due per ogni canna. Perché almeno due? Perché può capitare che recuperiamo la montatura in pesca, la sganciamo, agganciamo quella nuova, e… spacchiamo! A questo punto c’è già un’altra montatura pronta per lanciare nuovamente con una delle canne di riserva. A volte può capitare che si spacchi per due volte consecutive: in questo caso vi suggerisco di fare un lancio a distanza ravvicinata in modo da avere l’esche in mare, e avere anche il tempo di ripristinare la riserva.

RISERVA DI CANNE

Collegato all’evento appena descritto, avere le canne di riserva serve a pescare in velocità sotto due aspetti

  • Per un rapido cambio di fascia di pesca, ad esempio cambiando la canna da beach con una canna intermedia per sondare su distanze maggiori.
  • Per un rapido rimedio ad un lancio con perdita della montatura, o in seguito ad un incaglio, o in ogni caso laddove rimaniamo con la canna in mano e tutto ciò che abbiamo lanciato a mare che vaga liberamente…

A tal proposito suggerisco sempre di avere una dotazione di due canne da beach, due canne intermedie, e due canne pesanti in modo che abbiamo la sostituta per ogni tipologia.

BOBINE DI RISERVA

Contro gli strappi o le perdite accidentali, o più semplicemente per meglio affrontare un cambiamento delle condizioni del mare (ad esempio arrivano le alghe e abbiamo bisogno di un filo più grosso e resistente nel mulinello) è sempre meglio avere anche qualche bobina in più del mulinello. Cambiare diametro del nylon nel mulinello sarà velocissimo. Possiamo addirittura fare la sostituzione della bobina nel mulinello della canna gemella di riserva e cambiare assetto semplicemente cambiando canna. In caso di rottura invece non perderemo tempo passando alla canna gemella di riserva, lanciando la montatura di riserva innescata, e nel frattempo ripristinare l’altra canna sostituendo direttamente la bobina col filo rotto con una di riserva.

Come vedete sono sempre situazioni che possono essere gestite in modo pratico e semplice, riducendo parecchio i tempi morti in cui le nostre esche stanno fuori dall’acqua.

CAMBIO DELLA MONTATURA

L’operazione da velocizzare maggiormente per pescare in velocità è quella della sostituzione della montatura. Le perdite di tempo più consistenti infatti sono sempre legate a questo evento, e credetemi! Ancora oggi vedo, in competizioni di tutti i livelli, pescatori che dopo la cattura di una preda impiegano 4 o 5 minuti prima di lanciare nuovamente le esche in mare. Questo operazione svolta in modo egregio non deve superare i 15 secondi dal momento in cui il piombo esce dall’acqua al momento in cui lanciamo la nuova montatura innescata. Riepilogando in 15 secondi noi dovremo riuscire a:

  • sganciare la montatura appena recuperata
  • agganciare quella nuova
  • lanciare la nuova montatura innescata

E’ chiaro che per poter impiegare così poco tempo c’è bisogno di altri accorgimenti, oltre che di tanto allenamento per assimilare i movimenti necessari.

SGANCIO DELLO SHOCK LEADER

Lo sgancio che consente il collegamento tra lo shock leader e la nostra montatura deve avere la massima funzionalità, nel senso che deve poter adempiere a queste due importantissime funzioni:

  • Avere una copertura che eviti i garbugli con il bracciolo alto della montatura, e quindi essere dotato di una protezione (ad esempio una guaina) che lo ricopra quanto basta.
  • Nello stesso tempo la guaina deve essere facilmente rimovibile in modo che quando recuperiamo la montatura in acqua, questa la possiamo sganciare velocemente. Una guaina che si leva e si mette con difficoltà non fa altro che farci perdere tempo prezioso.

AGGANCIO DELLA MONTATURA

Le nostre montature dovranno avere nel loro punto di connessione con lo sgancio dello shock leader una soluzione veloce e pratica: un’asola troppo stretta può far perdere tempo, per cui questa dovrà essere dimensionata allo sgancio che abbiamo intenzione di utilizzare.

Se invece vogliamo utilizzare una girella anziché un’asola, l’attenzione dovrà essere la stessa: la girella dovrà avere una dimensione compatibile con lo sgancio dello shock leader. Sono nozioni quasi scontate, ma preferisco sempre metterle in evidenza.

UBICAZIONE DELLE MONTATURE DI RISERVA INNESCATE

Ora che vi ho illustrato tutti i dettagli, entriamo nel vivo della sostituzione della montatura: le nostre riserve di travi innescati dovranno necessariamente essere a portata di mano e in una posizione che non crei complicazioni quando noi recuperiamo quella in acqua. L’esperienza mi ha portato a optare per tenerle davanti al tripode o al picchetto reggi canna, in modo che una volta sganciata la vecchia montatura alla nostra destra, ruotiamo leggermente a sinistra verso il tripode e abbiamo immediatamente quella di riserva a portata di mano (il discorso si ribalta se ovviamente recuperiamo a sinistra del tripode anziché a destra mi raccomando!).

In tanti utilizzano le riserva di travi innescati appesi in una barra che sta in posizione diversa da quella che vi ho indicato, ma secondo me serve solo a perdere più tempo.

MULINELLI

Che c’entrano i mulinelli direte voi! Per pescare in velocità anche i mulinelli hanno la loro importanza: come saprete ognuno ha il proprio rapporto di recupero, e quindi sul mercato abbiamo la possibilità di scegliere, a parità di taglia, mulinelli con recupero veloce o lento. Io che spesso mi trovo a pescare sulla lunga distanza, preferisco scegliere rapporti di recupero veloci (parlo di almeno un metro a giro), in modo che anche sul recupero si riducano i tempi morti.

ORA QUANTIFICHIAMO

Ora che la panoramica è abbastanza completa voglio farvi un esempio, così come mi fece il mio maestro Riccardo Senis a suo tempo, TRASFORMANDO in numeri la nostra azione di pesca.

Immaginate una gara di pesca di quattro ore, ad una canna, e provate ad immaginare un’attività nella media, con tempi di recupero di undici minuti (teniamoci su ritmi tipici da scarsa attività di pesca). Se calcoliamo una perdita di tempo di quattro minuti tra recuperare, cambiare la montatura, e rilanciare, nell’arco di un’ora riusciamo a fare quattro lanci. In tutta la gara, se questa dura quattro ore, faremo sedici lanci. Proviamo ora a calcolare quanto tempo riusciamo a perdere in una gara di quattro ore:

16 lanci x 4 minuti = 64 minuti

Si avete capito bene! Su una gara di quattro ore un’ora la perdiamo in operazioni che con certezza non porteranno mai a qualche cattura!

Ora proviamo a fare un calcolo di quanto tempo potremmo riuscire a guadagnare stando attenti ai dettagli che vi ho appena illustrato, e senza bisogno di essere ultra ottimisti, riusciamo a sprecare due minuti (anziché quattro) per recuperare, sganciare, e rilanciare. Il tempo perso diventa:

16 lanci x 2 minuti = 32 minuti

In una gara di quattro ore riusciamo a tenere le nostre esche per tre ore e mezzo anziché per poco meno di tre ore! Già solo matematicamente ragionando, le possibilità di poter catturare una preda aumentano di parecchio!

ATTENZIONE

Durante l’introduzione vi ho allertato che per pescare in velocità bisogna anche essere “furbi”. Ve lo dico perché quando ci si concentra molto sull’essere veloci, spesso si commette l’errore di esserlo anche sui tempi di recupero (attenzione che per “tempi di recupero” intendo il tempo che l’esca appena lanciata rimane in mare prima che noi la recuperiamo nuovamente!) E ve lo posso garantire perché è capitato anche a me diverse volte (ricordo ancora ad un campionato del mondo quando il CT Rudy Anselmo si accorse che facevo un recupero ogni 4 minuti, minacciò di mettermi una camicia di forza se non avessi allungato i tempi… e io non mi rendevo conto che stavo tenendo quei ritmi inutili!!!).

Quindi ricordate che avere “tempi di recupero” troppo veloci, se questi non sono giustificati da una cattura, non si fa altro che aumentare il numero dei lanci per ogni ora, che poi dovremo moltiplicare per il tempo perso!

Tanto per trasformare in numeri anche quest’ultimo esempio, recuperare ogni 4 minuti e perdendo 2 minuti per il recupero, sgancio e nuovo lancio, r4iusciqamo a fare 10 lanci per ogni ora, e quindi 40 lanci in tutta la gara. Vediamo a quanto ammonterebbero i danni in questo caso:

40 lanci x 2 minuti = 80 minuti

Penso non ci sia altro da aggiungere…

Ricordatevi quindi che per pescare in velocità con furbizia i tempi di recupero troppo stretti possono essere giustificati solo se ad ogni recupero segnaliamo una preda, se no non facciamo altro che perdere tempo prezioso con le esche fuori dall’acqua.

Se vi è piaciuto questo servizio vi chiedo solo il consueto favore di condividerlo, in modo che altri appassionati vostri amici possano conoscere la stessa opportunità che avete avuto voi 🙂

9 Commenti

  1. Fabio Raffin

    Ciao Roberto, che sganci consigli e con quale copertura per essere veloci?

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Fabio, tra i vari snodi dei quali ho parlato in questo articolo che puoi leggere cliccando qua, il più veloce secondo me è quello con le Fast Link swivels, ossia quelle girelle con il microsgancio, e con il tubetto di gomma tra il barilotto e il microsgancio.

      Rispondi
  2. Vincenzo

    Ciao Roberto e a tutti i surfman che seguono questo splendido blog
    Ho notato che non hai menzionato i CLEP BEADS o similari di altre aziende.
    C’è un motivo particolare o semplicemente non ti piacciono.
    Io li ho usati e a dire il vero sembrerebbe un buon compromesso alle tecnosfere in gare perché la sostituzione del terminale è veloce oltre a non costringere il garista a cambiare il trave. L’unica pecca è che che si perde molto tempo a preparare i terminali con questo tipo di sgancio e risulta molto ingombrante perché sulle ruzzole c’è ne vanno davvero pochi.
    Inoltre vorrei chiederti come organizzi lo zaino da surf ( i Trabucco sono molto belli) e in particolare come sistemi le canne, tripode ecc… anche questo mi sembra un buon sistema più pratico e ingombrante del cassone specie quando si deve fare molta strada… arrivi a volte in campo gara già distrutto perché trascinare il cassone sul carrello non sempre è una bella passeggiata!!!
    Ciao e grazie per questo splendido sito

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Innanzitutto grazie per i complimenti 🙂

      Per quanto riguarda l’accessorio di cui mi parli i motivi per cui non l’ho incluso nel mio servizio sono fondamentalmente due:
      1- non posso conoscere tutte le soluzioni che il mercato offre (anche se questo della Stonfo lo conosco e l’ho provato)
      2- sono un amante dello scarso ingombro, e uno snodo con quell’accessorio va contro le mie soluzioni preferite 🙂

      Per quanto riguarda lo zaino, si in effetti quelli della Trabucco sono davvero completi (io ho quello che ha anche il vano per gli occhiali), però lo uso quando vado a pesca per i fatti miei. In gara continuo a trovarmi meglio con il box.
      E’ vero che portarlo appresso sul carrello è sempre una impresa faticosa ma… a questo punto mi vedrò costretto a scrivere un articolo su “come alleggerire un box dalle cose inutili”… errore che a turno commettono TUTTI 😉

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  3. Francesco Genna

    Come sempre, una spiegazione perfetta…
    E il tenere le esche in acqua,qualche minuto in più se si capisce che gli amici pinnuti sono un po’ svogliati non fa male,magari accelerando in corso d’opera. Se ti ricordi amico mio al C.I.a Grosseto 2017 ,era propio così
    Ciao a presto.

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    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      eh si Francesco! era proprio così 😉

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      1. AURELIO DEL GOVERNATORE

        Al campionato Italiano 2017 credo che i tempi di permanenza in acqua potessero essere allungati anche a 30 minuti, era sufficiente una bella preda per fare risultato!

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        1. Roberto Accardi (Autore Post)

          Purtroppo si, e quando i tempi diventano così lunghi l’aspetto agonistico diventa “pesante” ma pur sempre da saper affrontare.

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  4. sandro

    molto interessante 🙂

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