Artificiali da spinning vol.5: il popper

Buonsalve a tutti voi aspiranti poppatori incalliti e benvenuti al vol.5 di questa rubrica dedicata agli artificiali da spinning e, come da titolo, oggi si parlerà del popper!

popper_Rapture_corsaro

Come già detto nel buon vecchio articolo dedicato agli artificiali da spinning il nome “popper” non si traduce ma è un’onomatopeica.

Si riferisce infatti al suono che emette quando viene movimentato tramite jerkate.

Queste esche sono molto intuitive, andiamo dunque al sodo.

Quando usare un popper

Ricordiamo banalmente che queste esche fanno parte della categoria dei Top-Water, dunque lavoreranno in superficie.

Questo quindi ci può già far capire che, di base, si tratta di artificiali da usare quando abbiamo evidente attività predatoria a galla.

Ma NON SOLO!

Infatti il popper può essere utilizzato anche per attirare in superficie ed incuriosire predatori che magari stazionano o cacciano in strati d’acqua più bassi.

Le “bollate” del popper infatti hanno una frequenza sonora molto bassa, questo permette alle onde di propagarsi in acqua per distanze molto elevate andando a solleticare la cara linea laterale dei predatori.

BLACK_BASS_SU_RAPTURE_LT_POPPER

Questo procedimento può infatti essere interessante per tentare di ribaltare delle situazioni fastidiosamente apatiche.

Potreste infatti pensare di attirare in superficie dei predatori e magari cambiare artificiale (ad esempio un minnow) ed ottenere lo strike: credetemi, a me ha funzionato parecchie volte.

Ovviamente il popper resta una delle esche più utilizzate per insidiare il grande tonno rosso, i grandi predatori da mangianza, i serra e le spigole: anche se negli ultimi anni è sempre più frequente la nascita di micro-popperini da usare tra le schiumate per i piccoli predatori del sottocosta.

La geometria del popper

Questi artificiali si presentano oramai con diverse geometrie sempre più particolari: qui però vi mostrerò banalmente quella del popper “classico“, quello “base” per intenderci.

Presentano una forma simile a quella di un “sigaro” mozzato con una “bocca” creata tramite un incavo nella parte frontale che offre un’ampia superficie di contatto con l’acqua.

Questa zona crea così delle perturbazioni nell’acqua che, vista la forma affusolata del popper, generano delle zone di depressione nella parte posteriore dell’esca.

Oh, in pratica la bocca larga fa le bolle…PUNTO!

Inoltre (generalmente) questi artificiali hanno un bilanciamento TENDENZIALMENTE impuntato sul posteriore: molti popper infatti in posizione statica tendono a posizionarsi in verticale o in obliquo.

La forma, il bilanciamento e la massa portano queste esche ad avere ottime proprietà in termini di lanciabilità.

Che combo utilizzare?

Beh, come per la maggior parte dei Top-Water (vedasi WTD e Needle ad esempio) quel che ci interessa è controllare un’esca che alterna momenti di “resistenza” a momenti “liberi“.

Durante la “poppata” dobbiamo infatti riuscire ad imprimere la giusta energia all’esca, questo (per il 3° principio della dinamica) ci spinge anche ad avere la necessità di una canna dall’azione di punta molto rapida per controbilanciare la forza di risposta dall’altro lato.

A questo sicuramente bisogna aggiungere un mulinello con un rapporto di recupero veloce per compensare il bando che si verrà a formare a causa dell’inerzia dell’artificiale che, una volta conclusa la jerkata, tenderà ad avanzare ancora di qualche centimetro.

DUNQUE: canna fast con Casting-Weight che comprenda la massa dell’esca che stiamo scegliendo e mulinello veloce con taglia correttamente abbinata.

Movimento e lancio del Popper

Ebbene, il popper è certamente tra le esche più semplici ed intuitive tanto nel lancio, quanto nella sua movimentazione.

C’è solo una regola: non esagerare con le jerkate o l’esca inizierà a saltare fuori dall’acqua in maniera incontrollata!

Si lanciano molto facilmente raggiungendo distanza ragguardevoli senza troppi sforzi.

Per il recupero invece si può scegliere tra una moltitudine di movimentazioni.

Si può infatti decidere di utilizzare degli “start and stop” (esattamente come nel Long-Jerk), di procedere con un recupero lineare, di fare delle piccole jerkate rapide o persino di farlo skippare fuori dall’acqua.

Tutto sta alla condizione del pesce che avete d’avanti: tanto sarà più attivo quanto più la vostra esca dovrà fare casino in acqua.

Ovviamente dovete anche considerare che esistono parecchi design di “bocche” nei popper moderni ed alcuni prediligono uno dei suddetti recuperi piuttosto che gli altri: starà a voi capire qual è il migliore.

Si ritorna in carreggiata gente…

Allora…quest’anno è stato tremendo per me da un punto di vista puramente personale, da un punto di vista “sportivo” invece mi ha permesso di ampliare le mie vedute portandomi ad esplorare anche il mondo del Fresh-Water.

Ho raccolto tantissimo materiale foto e video, QUINDI, aspettatevi delle belle.

E come aspettare? Come sapere quando arrivano le cose belle?

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STAY TUNED…Aspiranti poppatori incalliti!


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