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AFFRONTARE SPIAGGE BASSE

esempio di spiaggia bassa

Durante le numerose dirette Facebook che ho fatto durante il lock down dovuto al Coronavirus, ho avuto modo di riscontrare tra le vostre domande parecchie tematiche fisse: una di queste riguardava proprio il come affrontare spiagge basse.

Certamente una costante che riguarda la maggior parte delle coste mediterranee. Per questo motivo mi sono detto… perché non dedicare un articolo ghiotto di informazioni tattiche per meglio affrontare spiagge basse? Eccolo qua 🙂

Durante l’evoluzione di questo articolo farò diversi collegamenti con altri articoli che ho scritto tempo fa, e che per una part si accostano perfettamente alla linea informativa di questo servizio. Per una panoramica completa delle azioni di pesca delle quali ho già scritto, potete dare uno sguardo a questo link.

Come sempre comincio ad approfondire seguendo un percorso schematico, secondo me la miglior soluzione per un miglior apprendimento. E lo schema come si evolve? Eccolo:

  1. Quando il mare è mosso
  2. Quando il mare è piatto
  3. Quando si pesca a galla
  4. Quando si pesca a fondo

Credo sia abbastanza esaustivo che ne dite? Sappiate che se dovesse mancare qualcosa potete sempre segnalarmelo nel riquadro che c’è alla fine dell’articolo, inserite il vostro commento, e io implementerò l’articolo in base alla vostra segnalazione 🙂 Condivisione e Interazione!

QUANDO IL MARE E’ MOSSO

In queste condizioni il limite che la spiaggia può sopportare è davvero basso. Per limite intendo la quantità di vento oltre la quale la corrente è troppo elevata ed è impossibile rimanere in pesca.

BRACCIOLI

Affrontare spiagge basse col mare mosso vuol dire prima di tutto utilizzare braccioli corti e di diametro appropriato (poi leggete qui come dimensionare un bracciolo), vuol dire nella maggior parte dei casi sacrificare l’amo pescatore (lo trovereste aggrovigliato 90 volte su 100), vuol dire concentrare l’azione di pesca nelle parti della spiaggia “meno basse”.

Trovare il giusto equilibrio tra lunghezza del bracciolo e il suo diametro è importantissimo! Spero abbiate letto l’articolo che vi ho linkato poco fa, così ciò che segue diventa più comprensibile.

Ma di quale lunghezza stiamo parlando? Ciò mi immagino questa domanda nella vostra testa 🙂 A seconda di quanto il mare è grosso si parla di misure coperte tra i 40 e gli 80 centimetri. Più sarà potente il mare e più saranno corti (e spessi) i nostri braccioli.

E come facciamo a capire quando il mare è troppo mosso? Ve lo dirà il vostro impianto pescante al primo recupero. Se trovate grovigli vuole dire che c’è qualcosa che non va.

Di fronte ad un groviglio io tendo sempre a mantenere la lunghezza del bracciolo, aumentando il diametro. Però se vedo che braccioli dello 0,35 non tengono preferisco accorciare piuttosto che salire ulteriormente di diametro (se poi sei alle prese con orate giganti sicuramente opto per salire di diametro anche sino allo 0,50).

La regola si può quindi riassumere così:

“tenere la lunghezza aumentando il diametro, ma oltre certi diametri (ad esempio oltre lo 0,35) accorciamo”

QUANTI AMI?

L’ho anticipato poco fa, ma lo ribadisco volentieri: quanto vi trovate ad affrontare spiagge basse con condizioni di mare molto mosso il sacrificio dell’amo pescatore è quasi sistematico. Potete fare qualche tentativo se volete, ma vi assicuro che il groviglio sarà sempre dietro l’angolo.

DOVE LANCIARE?

Poco fa ho fatto riferimento alle parti “meno basse” della spiaggia… E voi mi direte: “e come le troviamo le parti “meno basse”? Con le parole potrei scrivere per pagine e pagine senza il minimo successo… Però posso farvi vedere questo spezzone di video che secondo me è molto esplicativo, ed è contenuto in uno dei video che giro per il mio canale You Tube. Guarda qua (andate al minuto 30 e 15 secondi)

Spero che le animazioni abbiano fatto il loro dovere!

QUALI MONTATURE USARE?

Ora parliamo di montature… Con condizioni del genere che montature possiamo utilizzare? Una su tutte: vi suggerisco di leggere attentamente tutte le varie soluzioni che una montatura come l’ECLETTICA è in grado di dare.

A seconda dell’imponenza del mare situò optare per la versione più lunga, in grado di ospitare braccioli da 70 centimetri circa, diversamente si usa quella tipica che ospita braccioli da 45 centimetri.

QUANDO IL MARE E’ PIATTO

In questi casi la pescata sarà sempre più… rilassante 🙂 Nessuna o pochissima corrente, nessuna complicazione, si può fare solo la grande differenziazione tra una azione di pesca a galla e una azione di pesca a fondo. Vi ho linkato gli articoli specifici che ho scritto a riguardo tempo fa, giusto per arricchire la vostra conoscenza, ma anche per meglio comprendere le ulteriori nozioni che vi sto per elencare.

PESCA A FONDO IN SPIAGGIA BASSA

BRACCIOLI e MONTATURE

In assenza di “complicazioni” potremo pescare con finali lunghi e sottili, per cui tireremo fuori dalla nostra cassetta della pesca la montatura più lunga che abbiamo e la lunghezza dei finali sarà di conseguenza.

Io ad esempio ho a disposizione una montatura lunga 2,60 mt con uno snodo messo a 6/7 cm dallo sgancio del piombo, uno messo in alto attaccato all’asola che poi aggancerò allo shock leader, e il terzo snodo a metà esatta tra gli altri due. Nel mio blog sono indicate come L1 e M1 se le volete cercare. Riporto solo lo schema della L1 dato che quello della M1 è identico cambia solo il diametro con cui è fatto:

montatura 3x120 robertoaccardi surfcasting
azione di pesca a mare piatto

Questo significa che utilizzo finali lunghi circa 120 cm, e raramente mi sposto da diametri che vanno dallo 0,16 allo 0,18.

DOVE LANCIARE?

Se arriviamo in spiaggia abbastanza prima che tramonti il sole possiamo scorger, in base alle diverse gradazioni del colore dell’acqua, dove si trovano le secche. Nella secca il colore sarà celeste molto chiaro, nei canali il colore sarà più scuro.

Per esperienza inizialmente scarto le secche, andando a mettere le esche nelle parti con più acqua, e comunque a ridosso del cambiamento di fondale. Solo se vedo che non si muove niente allora inizio a fare qualche lancio anche al entro della secca.

PESCA A GALLA IN SPIAGGIA BASSA

BRACCIOLI e MONTATURE

In questo particolare caso stiamo parlando di portare a galla delle esche avendo a che fare con spiagge molto basse. Che errore possiamo commettere in questo caso? Quello di portare le esche troppo galla, ovvero sul pelo dell’acqua.

Una situazione del genere può andare bene in diurna, quando si va a caccia di lecce stella o, soprattutto, di aguglie. Ma se parliamo mi azione di pesca a galla in notturna allora vi consiglio di utilizzare montature tipo la L2 o la M2, o l’Eclettica versione lunga (4×75). Ecco gli schemi:

robertoaccardi montatura 3x75 surfcasting
Montatura L2 – diametro 0,25 / 0,30

montatura intermedia 3x75 blog surfcasting

La montatura M2 come vedete è identica alla L2, l’unica differenza è che si tratta della versione più… pesanti, in quanto realizzata con diametri dello 0,40 per l’uso di piombi più pesanti qualora l’azione di pesca fosse più distante. E questa invece è l’Eclettica nella sua versione lunga 4×75:

montatura eclettica trave pesca
Eclettica 4 x 75

Con ognuno di queste montature possiamo montare finali lunghi al massimo circa 75 cm, perché in spiagge basse se la pescata è su prede come il sugarello o la boga, andare troppo a galla può essere controproducente.

Come già anticipato, in diurna, il discorso per le lecce stella potrebbe essere identico, ma in caso di aguglie, se dovessimo vedere delle mangiate ripetute che vanno vuoto… allunghiamo e utilizziamo l’assetto che vi ho appena descritto per la pesca a fondo, con braccioli più lunghi.

DOVE LANCIARE?

Se siamo in pesca in diurna, la soluzione più efficace è quella di cercare la fascia di pesca facendo la cosiddetta “trainetta”, in modo da capire in quale zona del mare stanno cacciando (gradino, secca, bordo secca, canale).

In notturna il discorso cambia leggermente perché le probabilità di cattura in caso di boghe o sugarelli o occhiate sono decisamente più alte dove c’è più acqua, quindi nei canali o oltre la prima secca (per chi ci arriva… anche oltre la seconda secca).

Per ciò che riguarda gli accorgimenti tipici della pesca a galla, per evitare di essere ripetitivo, vi rimando all’articolo dedicato all’azione di pesca a galla, e a quello su come usare il popup, che sono sicuro vi risulteranno interessanti.

LANCIARE LONTANO

Nelle spiagge basse questa problematica può capitare spesso, per cui tralasciando un suggerimento banale come “imparare a lanciare”, posso dirottarvi su un articolo che, in assenza di specifiche nozioni tecniche di lancio, vi da tanti suggerimenti per aumentare le vostre distanze. Cliccate qui per leggere come lanciare le vostre che più lontano.

Pensate che questo articolo possa piacere a qualche vostro amico appassionato di pesca? Condividetelo, esattamente come faccio io con il mio sapere e la mia esperienza 🙂


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12 Commenti

  1. adriano apreda

    ciao Roberto sono nuovo del sito,trovato per caso e lo trovo semplicemente splendido con indicazioni precise che dettano delle linee guida che ti danno tranquillità nelle scelte nelle varie situazioni;volevo proporti un sistema che uso in alternativa al bait clip (ho letto che neanche tu lo usi), che ne pensi di avvicinare l’esca al trave e fermarla con del filo solubile che si dissolve dopo il contatto con l’acqua liberando il bracciolo ? Grazie !

    Rispondi
  2. Daniele

    Ciao Roberto. Mi hanno regalato una canna da surf economica dove il casting indicato va da 100. a 250 grammi con optimum performance a 160 grammi.
    In genere per non rischiare di sforzare troppo la canna tendo a rimanere con il peso dei piombi circa 20 grammi sotto il massimo indicato.
    Ma in questo caso secondo te devo considerare come riferimento i 250 grammi o i 160 dell’optimum performance? In sostanza posso spingermi anche con piombi da 175 grammi o no?
    Grazie mille per i tuoi preziosi consigli

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Daniele, le canne “economiche” vanno benissimo sino a quando non gli si fa fare gli “straordinari”.
      Non conosco la qualità delle canne Colmic economiche, quindi posso darti solo indicazioni sommarie: se viene data ottimale per 160 grammi devi considerare anche il “peso” degli inneschi. Se metti 160 gr di piombo con tre inneschi voluminosi capirai da solo che…
      Se stai con 150 gr e due inneschi si può anche fare, ma con 175 gr e inneschi se proprio devi provare procedi gradatamente.
      La comodità delle canne economiche è che quando si rompono la perdita è sempre limitata.

      Rispondi
  3. Aldo

    Ciao Roberto.
    Volevo sapere in base a quale criterio una spiaggia può essere considerata bassa media o alta.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Aldo, quando sono davanti ad una spiaggia e vedo che gente in acqua a 200 metri dalla riva ha l’acqua alla vita dico “azz… questa è una spiaggia bassa!”. Se non c’è nessuno in acqua mi baso sul colore dell’acqua: più da sul bianco più è bassa 🙂

      Rispondi
      1. Aldo

        Il mio stesso metodo quindi…
        grazie della risposta

        Rispondi
  4. duilio barontini

    Ciao Roberto, i tuoi articoli e i tuoi video mi hanno aperto un mondo, seguo le tue domanda e risposta anche se non posso seguire le dirette perché non sono su Facebook . A parte i complimenti che ne meriti a vagonate,volevo sapere quando rispetti la regola del 3 e cioè dopo 3 volte che recuperi senza ottenere nulla cambi qualcosa nell’assetto pesante, quanto tempo aspetti tra un controllo e l’altro? ( chiaramente in assenza di minutaglia / granchi che si mangiano tutto subito) . Grazie di esistere!😁

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Duilio, grazie per i complimenti 🙂 Con la regola del 3 parto con tempi da 6 minuti, e se le esche tornano su intatte piano piano allungo i tempi, quindi quelli si modificano in continuazione. Il tipo di cambio non è tipo sequenza meccanica e fissa. Ovviamente è in funzione di quello che sta (o non sta) succedendo. Quando cambio qualcosa agisco, oltre che sui tempi, sulle distanze, sulla lunghezza dei finali, ecc. Su tutte quelle variabili che ho già indicato nell’articolo che hai letto 😉

      Rispondi
  5. Roberto

    Complimenti Roby, gran bell’articolo… Volevo chiederti solo una cosa. Pesca a fondo con mare calmo, come mai inizialmente scarti le secche?! È a causa del fondale di per se già basso e pescare su una secca sarebbe “esageratamente” bassa la profondità? Per sentito dire molte volte dicono che a mare calmo, su una secca, anche il più piccolo ed impercettibile movimento dell’ acqua può mettere in atto il movimento della sabbia e dunque della catena alimentare con richiamo di pesci. Infine la seconda cosa che ti chiedo è se in una spiaggia con maggiore profondità cerchi comunque di scartare inizialmente le secche o no (sempre con mare calmo) grazie in anticipo.

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      Ciao Roberto, gli analizzatori delle particelle che si muovono col minimo spostamento impercettibile dell’acqua secondo me sono i principali nemici nella testa di un pescatore. Sono le onde che scavano e muovono il fondo, e a volte lo muovono talmente tanto che ne cambiano il profilo. Scarto le secche perché nella maggior parte dei casi non ci pesco mai niente, senza ulteriori ragionamenti di micro movimento biocinetico particellare sottomarino 😀

      Rispondi
  6. AlberT

    Uno dei migliori articoli di sempre. Grazie!

    Rispondi
    1. Roberto Accardi (Autore Post)

      me ne sono accorto!!!

      Rispondi

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